Ys Memories of Celceta

by • 15/03/2014 • Rubriche, The Game VaultComments (0)563

memories celceta

 

Dopo aver riportato la saga in auge, soprattutto sui palcoscenici PSP e PC, Falcom, per la gioia dei videogiocatori di vecchia guardia, offre anche ai possessori di PSVita la possibilità di vestire i panni di Adol Christin, leggendario avventuriero pel di carota, protagonista di alcune tra le più belle avventure di stampo ruolistico mai apparse su console. La fama ottenuta dal marchio negli anni recenti non è stata  proporzionale alla qualità dei giochi della serie (peraltro tantissimi, tra spin off, seguiti e remake), eppure esiste uno zoccolo duro di appassionati che non ha mai smesso di seguire le peripezie dello smemorato Adol. Riproposizione dell’ottimo quarto capitolo della serie, giocato dai più stagionati su PC Engine,Memories of Celceta si inserisce nella prima parte della linea temporale della serie, mostrandoci un Adol Christin più impetuoso e inquieto che mai, dall’alto dei suoi diciott’anni: come per tutti i capitoli della serie, il gioco non richiede alcuna conoscenza pregressa della serie per essere fruito, rivelandosi quindi un ottimo punto di partenza per quanti, per vari motivi, si avvicinino solo adesso al mondo di Ys. Prima ancora dello scorrere dei titoli di apertura, assisteremo ad una scena in cui il nostro protagonista, completamente svuotato dalle forze fisiche e mentali, si trascina stancamente per un villaggio, finendo col perdere i sensi dopo uno spintone ricevuto da un poco amichevole passante. Aiutato dalla locandiera, il nostro si risveglia senza però ricordarsi nulla, a partire dal suo nome: solo il repentino arrivo di Duren, fido compagno di avventure di Adol, rischiara il buio pesto che c’è nella testa del nostro eroe, che presto, complici le esigenze della cittadina di Casnan, torna a fare ciò che gli riesce meglio: l’avventuriero. Dove la serie ha sempre raggiunto picchi di eccellenza è nel sistema di combattimento, che già ci aveva pienamente soddisfatto nel suddetto settimo capitolo: Memories of Celceta affina senza sconvolgere, proponendo un sistema di combattimento ancora più adrenalinico, con il controllo diretto di uno dei personaggi del party (che non è necessariamente Adol) affidato ai pulsanti frontali di PSVita, a valorizzare i riflessi e la rapidità d’esecuzione del giocatore. Differentemente da molti degli hack’n’slash presenti sul mercato, l’ultima fatica Falcom tende a premiare la velocità e la reattività piuttosto che la forza bruta, offrendo una finestra di danni raddoppiati al giocatore che sa schivare all’ultimo istante un attacco avversario, nonché dei personaggi del party più effettivi a quanti riescano a subire pochi danni. Le abilità in combattimento dei nostri due accompagnatori, infatti, sono inversamente proporzionali ai danni che i mostri ci infliggono, cosicché il giocatore attento alle parate e alle schivate possa beneficiare di un consistente aiuto in battaglia, a differenza di quello che punta solo su un inventario pieno di oggetti curativi. Il battle system è quanto di più frenetico e divertente si sia visto ultimamente sulla console portatile Sony, una danza ritmata di attacchi furibondi, schivate all’ultimo secondo e istantanei cambi di personaggio, atti a sfruttare appieno le peculiarità del party: ogni nemico sarà più o meno sensibile ad un certo tipo d’attacco, rendendo consigliabile l’utilizzo dell’uno piuttosto che dell’altro tra i personaggi al nostro comando. Lo stesso avviene anche durante le lunghe fasi esplorative, in cui la possibilità di aprire bauli o eliminare ostacoli insormontabili, ognuna esclusiva per un personaggio, donerà varietà al nostro girovagare per il bosco di Celceta, che saremo incaricati di mappare sin dalle primissime battute di gioco.
Il gameplay di Memories of Celceta, insomma, conferma quanto di buono questa serie ha saputo fare in ventisette anni di carriera, puntando forte su un sistema di combattimento assai semplice da digerire ma non privo di sfaccettature e un’esplorazione mai scriptata, seppure mai davvero libera. Un altro dei pilastri dell’esperienza di gioco di tutti gli Ys, indipendentemente dalla data di uscita e dalle console ospite, è sempre stata l’eccellente qualità della colonna sonora, responsabile, insieme al sistema di combattimento, di far scorrere parecchia adrenalina nelle vene dell’utente. Memories of Celceta ripercorre le orme dei predecessori, proponendo alle nostre orecchie una serie di tracce di grande impatto, in cui il violino e la chitarra si elevano sul resto, con un effetto finale davvero notevole, soprattutto durante le fasi di combattimento ed esplorazione: non possiamo che consigliarvi caldamente un bel paio di cuffie.

 

Voto: 8.5

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