Yaiba Ninja Gaiden Z

by • 30/03/2014 • Rubriche, The Game VaultComments (0)534

Yaiba_Ninja_Gaiden_Z

Il Team Ninja però non ha voluto fare un balzo nel vuoto, e ha pertanto scelto la via più o meno sicura dello spin-off. Abbandonando momentaneamente Ryu Hayabusa come protagonista, Yaiba: Ninja Gaiden Z sembra voler ribaltare completamente il tono della serie, per trasformarsi in un action game ancor più eccessivo, spettacolare, e (visto che ormai li infilano ovunque) ripieno di zombie. Partiamo dalla narrativa, che è uno degli elementi a cui il cambio di team non può che aver fatto bene. Il trittico di team ha infatti sfornato una premessa molto semplice, ma adeguata, mettendo il giocatore nei panni di Kamikaze Yaiba, un ninja violentissimo e completamente pazzo appartenente al clan Kamikaze, che all’inizio del gioco… muore. Avete capito bene, durante una battaglia all’ultimo sangue proprio con il super ninja Ryu Hayabusa, Yaiba sopravvaluta la resistenza della sua katana, e si ritrova con un pezzo di testa e un intero braccio tranciati di netto dal corpo. Si risveglia mesi dopo, trasformato in un cyborg e ai comandi di una misteriosa rossa tutto pepe chiamata Miss Monday e del suo capo, un individuo odioso di nome El Gonzo. La missione? Indagare su di una misteriosa invasione di zombie avvenuta in Russia. Ah, Hayabusa è da quelle parti, peraltro. Il protagonista è un idiota, rozzo, sboccato, e privo di scrupoli, eppure rappresenta la perfetta antitesi di Hayabusa. Può risultare irritante, sì, ma inserito in un contesto completamente folle, over the top e politicamente scorretto ha il suo perché. Tra un “fuck” e l’altro, non mancherà qualche scena capace di strapparvi un sorriso, anche se si tratta di una comicità molto “anni 90” che non tenta minimamente di trattenersi.  In un action hack ‘n’ slash però la trama non è certo la colonna portante della produzione, è il gameplay a farla da padrone, e Yaiba ha più di qualcosa da dire in questo campo. Contro ogni aspettativa, gli Spark hanno tirato fuori un sistema piuttosto brillante dalla collaborazione con Team Ninja, che sfrutta solo una piccolissima parte degli elementi dei vecchi Ninja Gaiden, arrivando a differenziarsene del tutto. Per prima cosa, in Yaiba non c’è inerzia nei movimenti. Il protagonista si muove rapidamente, non ha armi a distanza, non dispone di un salto ma di una schivata rapida, attacca con colpi a raffica e può interrompere buona parte dei suoi assalti con un’utile parata, senza ritardi o pause. Non ci sono momenti morti in questo combat system, che peraltro abbandona le armi equipaggiabili per dare a Yaiba tre attacchi differenziati utilizzabili e mescolabili in qualunque momento: un attacco con catena ad area, dei colpi lenti e potenti con il suo braccio bionico, e dei fendenti rapidi con la spada. L’unico elemento rimasto (per così dire) invariato è il combo system, legato sempre all’uso alternato dei vari attacchi per ottenere effetti variabili. Avanzando nel gioco potrete inoltre potenziare il vostro ninja e ottenere combo per ogni situazione, da quelle posizionali che lo spostano di qualche metro dopo l’ultimo colpo, a quelle esplosive che possono stordire gruppi di avversari. Non male sulla carta, ma non è questa la peculiarità primaria del sistema di Yaiba. Gli Spark hanno di fatto schiacciato l’acceleratore su un sottosistema elementale piuttosto interessante, che permette di staccare le parti degli zombie dopo un’esecuzione e di utilizzarle a mò di arma. Utilizzare un’esecuzione garantisce di far apparire dei comodi tasselli rossi che curano il protagonista e, se le si utilizza contro avversari specifici dotati di poteri elementali e non, di equipaggiare temporaneamente dei pezzi del loro corpo. Strappate la spina dorsale di una sposa zombie e avrete una frusta elettrica a disposizione, mentre la testa di un ciccione non morto infuocato vi donerà un mortaio improvvisato. La cosa migliore? Usate l’elemento giusto contro lo zombie giusto e otterrete una reazione a catena devastante, cristallizzandolo, provocando una tempesta di fuoco e fulmini, o dandogli fuoco senza pietà. Il suo umorismo al limite del grottesco, unito alla gran velocità dell’azione e all’alto livello di sfida, potrebbe conquistare più di un fan del genere.

 

Voto: 7.5

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