Will Barras: L'intervista

by • 28/08/2009 • IntervisteComments (0)498

Nato a Bristol 36 anni fa Wll Barras, si è formato a Birmingham per poi trasferirsi definitivamente a Londra.
Il suo stile, che evade dall'ambito strettamente figurativo per incrociarsi con linee sinuose e pattern astratti, la dice lunga sull'indipendenza dell'artista da qualsiasi schema rappresentativo precostituito.
Forse a causa delle sue esperienze e del suo background, Will ha saputo, negli anni, affrancarsi dal mainstream style e trovare quell'indipendenza che gli ha permesso di affermarsi in Europa, U.S. e Asia confidando nella riconoscibilità immediata dei suoi lavori.
Come nel gioco delle nuvole, si ritrovano nelle sue tele forme le immagini che fanno riferimento al nostro bagaglio culturale, e alla inevitabile unione di arte visiva e  musica, altro elemento fondamentale nella vita dell'artista.

In ogni opera di Will  si può percepire una fluidità dinamica che pur definendo l'ambito figurativo dell'artista, permette allo spettatore di creare mondi popolati da musicisti jazz, cavalieri metropolitani e bellissime donne adagiate su pianoforti.
Tele al limite tra la raffigurazione onirica e lo storytelling in cui le forme, se pur astratte, non sono semplici linee ma flussi di colore e di luce che rendono onore all'arte come "Worldmaking"; come necessità di plasmare nuovi mondi, come direbbe Nelson Goodman.
Una necessità di avvalersi di forme simboliche capaci di strutturare il mondo a seconda di un punto di vista individuale, utilizzando la creatività e l'arte come principale mezzo di comunicazione.

Attualmente attivo in collaborazioni pubbliche e private, Will opera in molti ambiti diversi che coinvolgono design, animazioni, eventi in giro per l'Europa e per il mondo rendendolo sicuramente uno degli artisti più affermati della scena contemporanea.
Lo abbiamo incontrato in Italia,a Bologna, in occasione di Original Cultures, tra un buon gelato e una discussione sulla scena artistica gli abbiamo posto alcune domande…

Georgia- FxLd: Alcune delle tue esperienze passate sono in parte legate alla "street art" … come ti sei legato a questo ambito?Will Barras: E' stato quando ho lasciato Birmingham per andare in college a Bristol. Li c'è una grande scena hip hop, reggae, drum & bass… diciamo tutto ciò che è legato ala parola "Beat"…hai presente il sound tipico di Bristol… E in più l'influenza fortissima di sport come lo snowboarding e lo skateboarding. Io spaccavo con la BMX all'epoca. Le mie prime illustrazioni sono state per serate hip hop e funk a Bristol, mentre il mio primo lavoro pagato è stata la copertina di un disco, una compilation hip hop fatta in collaborazione con il designer Pete Chadwick.Anche nel momento in cui ho iniziato a lavorare all'idea di realizzare opere di dimensioni più grandi, quello che mi ha maggiormente incoraggiato è stato l'insegnamento dei writers di Bristol, gente come Dicy, Feek e Paris.  Sia le mie opere che il mio stile nelle illustrazioni erano profondamente influenzati dallo stile fumettistico e dai graffiti (per quanto all'epoca non circolasse molto materiale, si a livello di libri sulla "street art" che per la ridotta attività su internet).

G: Dai tuoi lavori si capisce che sei un artista molto dinamico e versatile, questo ti ha portato a lavorare nel fashion design, come vedi la connessione tra arte e moda?
W: Il mio legame con la moda è più o meno limitato alle stampe per tee-shirt. Come in una tela vivente, mi è sempre piaciuto utilizzarle come supporto per la mia arte…é usa e getta, forse dopo pisciare per strada,parlare, urlare, fischiare, cantare, ballare e più in generale muovere le mani, è una delle forme espressive più semplici ed efficaci.. no?! la cosa più difficile è solo capire che grafica si addice a ciascuno (almeno per me!).

G: Oltre all'Europa, la tua carriera si è anche evoluta negli States, come è andata l'esperienza al Wooster di New York in occasione della Spring Exhibition?
W: Wooster è stata un'esperienza incredibile, dopo il mio primo viaggio in Giappone è stato probabilmente l'evento che mi ha dato la spinta più forte per continuare il mio lavoro.. il pubblico ha reagito benissimo e c'era una quantità enorme di gente che arrivava da qualsiasi parte. Gente in fila per cinque ore per entrare.. come se per loro fosse normale…

G: …. In realtà hai lavorato quasi ovunque… la tua ispirazione viene anche da questo, suppongo..ci sono poarticolari luoghi o esperienze "site specific" legate a questo?
W: Mi ispira soprattutto il primo approccio al luogo, il primo momento..come la prima corsa in taxi in una città nuova…

G: Recentemente hai lavorato anche qui in Italia al Pilot Event di Original Cultures, come ti è parsa la scena aristica locale? Cosa ti è rimasto di questa esperienza?
W: O.C. E' stato veramente positivo. Sicuramente abbastanza diverso dalla routine. noi artisti non abbiamo dipinto molto, focalizzando la nostra attenzione nella realizzazione di animazioni e visual in più Leo (Erica il Cane) e DEM sono due artisti fantastici! Mi sono divertito perchè nessuno dei tre era veramente certo del risultato che sarebbe uscito, è stato un esperimento… E mi è piaciuto come il team fosse veramente coinvolto e competente anche quando abbiamo portato l'installazione a teatro e nel museo. Gente che sapeva come si lavora con luci e suoni, è stata un'esperienza illuminante!

G: Va da sè a questo punto la domanda sul tuo rapporto con la musica.. vista l'esperienza in Italia…
W: Amo ascoltare musica come il resto del mondo… la mia fortuna è che sentimenti e sensazioni dati dalla musica possono essere tradotti su tela o carta, e tutto diventa più evocativo se accostato al suono…
Avendo fatto animazioni è affascinante vedere come il suono arricchisce il visual..
Se posso cerco di dipingere in un modo fluido iniziando a spingere le forme e i colori in maniera quasi astratta finchè non si intersecano in quello che è il mio stile o comunque il tema principale a cui mi riconduco spesso.
E' come suonare uno strumento inventato in un modo che prima non esisteva…o giocare al gioco delle nuvole…

G: Quali sono le tue prossime collaborazioni?
W: Beh, sarò a Colonia a Setembre, per una mostra con Swanski e Steff, dal titolo "Inside the MAgic Puff" alla Arty Farty Gallery (migliore e peggiore nome per una galleria d'arte..).
Poi il "secondo episodio" di Original Cultures a Novembre a Londra e successivamente una personale con Upper Playground a San Francisco…

Will Barras Website: www.willbarras.com




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