Wheels of Aurelia

by • 22/10/2016 • Rubriche, The Game VaultCommenti disabilitati su Wheels of Aurelia129

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Il viaggio fine a se stesso è forse una delle tematiche meno approfondite in assoluto ed è un vero peccato perché in questo modo si rinuncia a una narrazione che invece potrebbe regalare spunti molto interessanti. Sembrano averla pensata allo stesso modo i ragazzi dello studio Santa Ragione, gli stessi di Fotonica e Mirror Moon, dando vita a questo Wheels of Aurelia che sembra all’apparenza un racing game ma poi si rivela essere un’avventura grafica tutta incentrata sulla via Aurelia da Roma fino in Francia. In questo tragitto potremo fare la conoscenza di tantissimi personaggi così come rivivere degli episodi salienti della storia d’Italia.
Il gioco ha come setting la fine degli anni Settanta in cui Lella, una ragazza ricca dei Parioli, decide di fuggire. Appassionata di motori e Sessantotto francese decide, dopo una sera alla discoteca Piper, di raggiungere Nizza per incontrare una persona molto importante per lei. Assieme a lei viaggia Olga, una ragazza conosciuta solamente la sera prima.
Viaggeremo con una visuale isometrica e la macchina procederà per conto proprio, dove noi invece dovremo limitarci a dare la direzione tramite freccette direzionali appunto. Potremo anche aumentare la velocità  tramite barra spaziatrice.
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Lungo il percorso le due ragazze potranno affrontare vari argomenti e perciò toccherà a noi scegliere le varie risposte a scelta multipla, per affrontare alcuni argomenti piuttosto che altri.
Durante il percorso potremo dare dei passaggi a vari autostoppisti e in questo modo la storia assumerà colori e sfumature differenti, grazie agli interventi di fascisti, hippy o ancora appassionati di ufologia. Si potrà così parlare e affrontare argomenti che vanno dal rapimento di Aldo Moro, all’aborto, fino al festival di Sanremo.
Il titolo propone sedici finali alternativi e ognuno dipende da chi deciderete o meno di caricare sul vostro veicolo, quali risposte darete e quale strada imboccherete ai vari bivii proposti sulla strada.
Il gameplay è spezzato da alcune fasi in cui dovremo impegnarci in gare clandestine oppure in fuge rocambolesche dalla polizia. In questo modo potremo guadagnare nuovi mezzi che potremo utilizzare in partite successive.
Ottima la caratterizzazione dei personaggi e del contesto storico in ogni frangente. L’aspetto grafico ricorda molto i fumetti anni Settanta appunto, con una buona cura nei dettagli architettonici che ci faranno capire immediatamente in quale città ci troveremo.
Buona anche la colonna sonora rock progressive dell’epoca.
Un buon spaccato degli Anni di Piombo attraverso un medium inusuale; un ottimo esperimento in ogni caso.

Voto: 7.5

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