Vuoti a Perdere

by • 29/10/2007 • RecensioniComments (0)374

B-boy dal 1983, Dj Enzo rappresenta l'hip hop italiano versante stradaiolo come pochi altri. Anche se non si definisce un mc vero e proprio da qualche anno ha iniziato a rappare con risultati più che sufficienti, producendo dischi che rispecchiano il suo essere un personaggio decisamente sopra le righe."Vuoti a Perdere" è il suo disco migliore e peggiore al tempo stesso. Escludendo "Tutti per uno" – all'epoca ingiustamente snobbato dall'underground, ma che ancora oggi suona benissimo e con almeno un paio di tracce indimenticabili – dei dischi a suo nome è sicuramente il più significativo, ma anche il più trascurabile. E' sicuramente il più grezzo, ma è anche il più profondo; suona come un abbozzo, ma è tutt'altro che incompiuto. Insomma, Vincenzo ha colpito ancora, e ancora una volta non sappiamo da che parte stare.

Rispetto al precedente "Life Stories", con quindi un annetto di evoluzione, il rap di Dj Enzo è rimasto sullo stesso livello tecnico ma è decisamente migliorato sul versante comunicativo. Anche i contenuti sono più o meno gli stessi (vita di strada in primis) ma Enzo sta imparando sul campo come ottimizzare significato e significante del suo rapping. Amanti del puro tecnicismo? Alla larga! Ma se del rap amate le frasi ad effetto e le liriche irruente allora avrete di che divertirvi.

Il livello dei pezzi è altalenante, proprio questo il maggior difetto del disco e talvolta si ha come l'impressione che non tutti i pezzi siano stati curati allo stesso modo. I beats sono tutti di buona fattura, anche se io preferisco le cose più vecchie di Enzo; si spazia dal sound tipicamente east a robe decisamente più south, mentre un pizzico di west coast la porta Phromoe degli Italianos Intocables, che quando rappavano in italiano erano abbastanza scarsi, ma ora che son diventati dei latinos sono davvero forti!

Un buon motivo per ascoltare attentamente "Vuoti a Perdere"? Soprattutto per Senza Distinzioni , il pezzo in cui il nostro duetta con un personaggio che sta al writing come Filippo Tommaso Marinetti al futurismo, una figura imprescindibile per l'evolversi della fenomenologia hip hop degli ultimi trent'anni: Phase 2 (di cui tra l'altro non dovete perdere l'intervista su Superfly di questo mese). Ipnotico e tagliente il flow ultranasale di quest'ultimo, grezza ed incisiva la performance di Dj Enzo, ottimo il beat di Basetz, caratterizzato da un bel lavoro sugli hi-hat e da un efficace loop d'archi per un'atmosfera finale funk e desolata. Da ascoltare.

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