Vibes Corner: l’intervista

by • 05/04/2018 • IntervisteCommenti disabilitati su Vibes Corner: l’intervista114

Vibes Corner è nuova etichetta che però vede al suo interno elementi portanti della cultura reggae in Italia ossia membri di Kaya Sound e One Love Movement. Di recente hanno presentato il riddim Stone Juice. Si tratta di un ritmo ideato in Kenya e risuonato nel mitico Tuff Gong Studio di Kingston da membri della Firehouse Crew, la storica band giamaicana che ha accompagnato tantissimi artisti. vediamo che cosa ci hanno raccontato.

Haile Anbessa: come è nata l’etichetta?
Vibes Corner: cercavamo un modo per condividere la nostra passione, cosi abbiamo cominciato a collaborare.

H.A.: chi sono i nomi coinvolti?
V.C.: Kaya e One Love.

H.A.: dopo Hattori Hanzo cosa vi ha dato la spinta a proseguire? 
V.C.: in realtà stavamo già lavorando su ‘Stone Juice’ durante la realizzazione di ‘Fly to mars’, la base di ‘Hattori Hanzo’, e a quel punto è venuto tutto un po da sè.

H.A.: secondo voi di che salute gode il reggae in Italia al momento?
V.C.: si può dire ottima, se si fa riferimento agli artisti italiani diventati artisti internazionali. Penso ad Alborosie, ai Sud Sound System, Ska Nation, Mellow Mood, Raphael, etc…Se invece parliamo della possibilità di vivere con la propria arte degli artisti reggae della penisola, non di ottima salute. Nonostante le produzioni siano sempre di più e sempre migliori, la musica in Italia se non è pop ha poca possibilità di essere suonata nelle radio, per fortuna ci sono i Sound System, le trasmissioni e le web radio. Tutto questo, nonostante i beat di questa musica siano presenti nelle produzioni mainstream di grandi successi internazionali.

H.A.: parlatemi dello Stone Juice…
V.C.: è nato dalla collaborazione con un produttore keniota, Reas (ARK ANGEL RECORDS), volevamo aiutare un amico comune, Seamus, che è anche sul ritmo, a far uscire il suo primo EP, ed è uscita fuori questa version. Tutto come un’infatuazione, poi le cose si sono fatte serie quando i primi artisti ci hanno mandato i primi brani e allora ci siamo sentiti in dovere di dare un po di serietà al progetto. Abbiamo pensato di far risuonare il ritmo da una band giamaicana per dargli un po’ di carattere e abbiamo pensato alla Firehouse.

H.A.: come avete coinvolto la Firehouse Crew?
V.C.:  abbiamo cercato di capire chi avrebbe potuto risuonare la base creata, e con l’aiuto del produttore di Altafan record, abbiamo contattato la Firehouse, che non credo abbia bisogno di presentazioni. Comunque a loro è piaciuta la base, diciamo che questo è bastato per farci cominciare e quindi abbiamo cercato una location per le registrazioni e per noi “malati” di reggae… quale migliore location del Tuff Gong studio!? E così è nato ‘Stone Juice’.

H.A.: chi avete scelto per cantarci sopra? 
V.C.: beh abbiamo chiesto in giro a chi andava di cimentarsi con la base, e chi avesse tempo, e quelli che ci hanno risposto li trovate sul ritmo.

H.A.: chi vi piacerebbe avere in futuro sui vostri riddim? 
V.C.: chi ci piacerebbe…Beh è pieno di bravissimi cantanti, ma anche di ottime band, abbiamo tante idee, come si è capito ci piace fare le cose un po’ difficili.

H.A: a questo punto, progetti futuri?
V.C.: stiamo lavorando su una nuova produzione, e presto ne sentirete delle belle!

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