[U.S.A.] Il 2007 in dischi – Part. I

by • 16/01/2008 • ArticoliComments (0)414

La prima considerazione è di carattere prettamente personale: il 2007 per l'hip hop è stato un anno quanto meno positivo. Numerose sono state le uscite di qualità, che promettono di superare la prova del tempo e rimanere in auge anche nelle prossime stagioni. Un unico cruccio: è mancato probabilmente un vero e proprio “classico”, un capolavoro assoluto da consegnare all'immortalità. Ma, nel complesso, tutti i palati credo possano considerarsi soddisfatti. Premessa doverosa: elencare tutti gli album usciti nel corso dell'anno credo sia impresa impossibile; mi scuso sin da ora per tutti gli imperdonabili errori commessi.

Gennaio è stato aperto da un gruppo ormai storico: gli Ultramagnetic Mc's pubblicano il loro ottavo album, “The Best Kept Secret”. Il mese si chiude con l'uscita di “Jesus Price Superstar”, secondo lavoro solista del membro degli Heltah Skeltah, Sean Price, e degno successore di “Monkey Barz”. Trascinato dal singolo “P-Body”, edito dalla Duck Down, il disco ottiene buoni riscontri nel mercato indipendente. Dopo oltre 10 anni da “Nocturnal”, Sean P aka Ruck si conferma come uno dei capi di Brooklyn, in attesa del tanto sospirato nuovo album degli Heltah Skeltah, dall'annunciato titolo di “D.I.R.T.”( Da Incredible Rap Team).

Febbraio segna il debutto da solista di Hell Razah, membro di Sunz of Man e Black Market Militia. “Renaissance Child”vanta, tra le altre, produzioni di MF Doom, Bronze Nazareth, 4th Disciple, nonchè del tedesco Shuko; tra i numerosi featuring spiccano Talib, R.A. The Rugged Man, Tragedy, Killah Priest e Rass Kass. Pezzi come “Project Jazz” e “Runaway Sambo” valgono indubbiamente l'ascolto; testi intelligenti supportati da ottime strumentali.

Con Marzo inizia la grande abbuffata. Il mese si apre con il primo album ufficiale di Consequence, “Don Quit Your Day Job!”, pubblicato dalla GOOD Music di Kanye West, il quale ne produce anche diversi brani ed, in generale, dà un'impronta decisa all'album. Cugino di Q-Tip ed autore di svariati featuring con gli ATCQ, giunge al primo disco dopo oltre 10 anni di carriera; disco che peraltro è godibilissimo, seppure non esplosivo.
Lavoro di indubbio spessore è “Popular Demand”, realizzato dal rapper e producer Black Milk. 24enne, provenienza Detroit, Latte Nero ha iniziato la sua carriera producendo alcune tracce per gli Slum Village. Se nasci a Detroit e ti occupi di produzioni, il paragone con J Dilla è inevitabile; indicato da più parti come il suo erede più accreditato, Black Milk si dimostra all'altezza di una nomea così pesante. L'influenza del “maestro” è tangibile, ma non esasperata; è presto per dire se riuscirà ad avvicinare le vette del Genio, ma l'inizio è di sicuro promettente. Più brillante al campionatore che al microfono, il ragazzo esibisce comunque delle credenziali liriche più che discrete. Cantare sulle proprie strumentali può essere rischioso; Black Milk dimostra grande maturità accettando la sfida.
Il 20 marzo escono due lavori tra i più attesi. Il primo è, concedetemi la retorica dell'aggettivo, fantastico: “I'll Sleep When You Are Dead”, nuova prova di somma maestria offerta da Jaime Meline, in arte El-P. Qualcuno l'ha definito come il miglior disco edito dalla Def Jux dai tempi di “Cold Vein”; è certo che, oltre alle già espresse abilità produttive, El-P vanta solide skills da mc's debitamente implementate con il tempo. "Why should I be sober / When God is so clearly dusted out his mind". Disco completo e complesso, strettamente hip hop seppure aperto ad altre direzioni – si legga in questo senso la collaborazione con Bixler-Zavala dei Mars Volta – “I'll Sleep When You Are Dead” dimostra la rinnovata maturità di El-P, capace di fare coesistere diverse anime in un solo intreccio.
Nella medesima data, ecco il nuovo lavoro di Evidence, Dilated People, con “The Weatherman Lp”; si tratta in realtà del suo secondo disco da solista, ma il precedente, “Yellow Tape”, era composto solo da strumentali. Nonostante l'ottima accoglienza ricevuta dal singolo “Mr Slow Flow”, l'album riceve critiche contrastanti; Evidence si affida ad altri produttori, curando da sé solo due basi.
Una settimana dopo sono ben sei gli album che conoscono la ribalta del mercato: “Dogg Chit”, nuova fatica di Daz Dilinger e Kurupt, aka Dogg Pound; “I Need Mine”di Lil Flip; “Music Is My Savior”, di Mims – il cui singolo di lancio, “This Is Why I'm Hot”, è stato uno dei successi planetari più rilevanti di questo 2007; “Red Gone Wild”, di Redman; “Return Of The Mac”, della coppia Prodigy&Alchemist. A dispetto delle malelingue che pronosticavano un precoce declino per i Mobb Deep, Prodigy dimostra che le sue cartucce non sono ancora terminate: “Stuck On You”, “Mac 10 Handle”, “7th Heaven”, “Stop Fronting” sono la riprova che “the Mac is back”…o forse non se n'era mai andato. Cresce l'attesa per “H.N.I.C. 2”, previsto per il prossimo anno, nella speranza che i recenti problemi legali di P. non complichino le cose. Ultimo disco ad uscire in questa data tanto prolifica è “Buck The World”, di Young Buck, che con le sue 140mila copie ha venduto nella prima settimana il doppio di Prodigy e Redman messi insieme.

Ad aprile la temperatura inizia ad alzarsi; ci si avvia verso la stagione del finestrino abbassato. Ne dà un buon motivo Paul Wall, da Houston, alla sua seconda prova sulla lunga distanza con “Get Money, Stay True”. Nuovo disco anche per Timbaland: “Shock Value” riscuote un buon successo commerciale persino alle nostre latitudini, supportato dalla presenza di star della musica pop come Nelly Furtado, Justin Timberlake, Elton John. E' già pronto il seguito, che uscirà nel 2008: collaborazioni annunciate sono quelle con Madonna, Dido, Cher, Celine Dion, Gwen Stefani e Christina Aguilera. Da “Tim's Bio”, effettivamente, di strada il buon Timbaland ne ha fatta.
Album che personalmente ho molto gradito è quello di Brother Ali, “The Undisputed Truth”, prodotto da ANT degli Atmosphere. Un testo come quello di “Uncle Sam Goddamn” dimostra come il rap possa occuparsi di politica senza cadere nella bieca ottusità dei luoghi comuni – ed infatti il pezzo in questione ha causato non pochi problemi al rapper.
Come disco del mese segnalo però quello di Joell Ortiz, “The Brick: Bodega Chronicles”. Portoricano di stanza a NYC, nuovo pupillo di Dr. Dre che lo ha messo sotto contratto per la sua Aftermath, è secondo me il vero nome nuovo del rap statunitense: attitudine, liriche, flow, non gli manca nulla per scrivere il suo nome accanto a quello dei volti più noti della Grande Mela. Peccato solo per le produzioni, non
sempre degne del suo brillante talento; speriamo che Dre gli dia una mano in merito nel prossimo lavoro.

Maggio si apre con il sesto lavoro dei Bone Thugs-N-Harmony, intitolato “Strenght & Loyality”, non una pagina indimenticabile nel loro percorso. Di pregevole fattura, invece, il disco che segna il ritorno di Jezzy Jaff: “The Return Of The Magnificient” è un album egregiamente prodotto, attuale seppure “classicheggiante”, supportato da ottime prestazioni degli mc's chiamati a collaborare: in album di questo tipo, sono generalmente i rapper il vero punto interrogativo. Il livello dei pezzi, in questo caso, si mantiene invece su picchi di tutto rispetto. Un album da segnalare.
La vera sorpresa del mese è invece il debutto di un altro producer, il canadese Marco Polo: ho recuperato “Port Authority” con colpevole ritardo, e mi ha subito convinto. Marco “Polo” Bruno si è trasferito a New York, e l'influenza è subito percepibile; l'uso dei sample ricorda da vicino la perizia di Pete Rock e Premier. Chiude la panoramica sul mese un disco che secondo me è classificabile tra le delusioni dell'anno: “Hip Hop Lives”, della super-coppia Krs One & Marley Marl. Un'ipotetica chiusura della storica “guerra del Bridge”, insomma. Il rispetto dei personaggi è fuori discussione; bisogna oggettivamente rilevare che, in questo disco, Krs One è più occupato ad affermare il proprio status di rilievo nella storia dell'hip hop che ad affrontare argomenti di interesse comune – ed è un peccato, specie se si pensa alla sua immensa produzione passata. L'intento maggiore dell'album sembra quello di rivelare il proprio nome ai nuovi adepti della cultura hip hop, fondamentalmente. Il duo ha garantito che il rapporto collaborativo è destinato a proseguire; speriamo che gli esiti siano finalmente degni dei nomi.

Con Giugno, ecco l'ennesimo album di Canibus; per l'esattezza, il primo album decoroso di Canibus da molto tempo a questa parte. “For Whom The Beat Tolls” è un lavoro più che discreto, in cui, alla genialità lirica di Canibus, si abbinano delle produzioni degne di questo nome. “Layered Prayers” è tra i miei pezzi “top” del 2007. Un buon punto di partenza per uno dei talenti più sprecati che la storia ricordi; in pochi eguagliano Canibus per tecnica e scrittura. Staremo a vedere.
La tamarraggine estiva inizia ad esigere il suo tributo: detto fatto, il 12 giugno esce “We The Best”, di Dj Khaled. “We Takin Over” riunisce sullo stesso beat T.I., Rick Ross, Birdman e Lil Wayne: non è impresa da tutti. Di ben altro genere il disco uscito il 26 giugno: il Faraone è tornato, Pharoahe Monch ci regala “Desire”. Otto anni dopo “Internail Affairs”, tutto è cambiato, niente è cambiato. Nuova tappa di un percorso intrapreso con gli Organized Konfusion e proseguito da solista, scandito da picchi di qualità eccelsa; rimane il rammarico per questo protratto silenzio, che ha forse negato al mondo altre gemme. Un pezzo come la titletrack è merce pregiata, in termini di liriche e suoni; i singoli “Push” e “Body Baby” sono stati ottimo traino per l'album. Speriamo di non dovere attendere il 2015 per delle buone nuove..

(Part I – To Be Continued…)

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