Urban-Code: Headlines- in evidenza dal basso

by • 31/03/2009 • NewsComments (0)370

Riceviamo e pubblichiamo:

L’Associazione Urban-Code all’interno del progetto “Urbanism” presenta:
Headlines – in evidenza dal basso.

Dal 23 Aprile al 30 Maggio 2009 presso S.a.l.e. Docks – Magazzini del Sale, Dorsoduro 187, Venezia.

Come diventa possibile contaminare gli orizzonti partendo “dal basso”.
Analizziamo un linguaggio non conforme necessariamente ad attitudini di legalità e passività di fronte all’alienazione. Poniamo l’attenzione su come l’orizzonte dei segni può influire sulle esperienze emotive delle persone che vivono la quotidianità in città.
L’intervento sul vagone di un treno, su un muro, ha l’intento spesso inconscio di creare una rottura visiva, un attacco di vernice volto a colpire l’intoccabile.
Una spontaneità che dal basso con pochi mezzi irrita i nervi scoperti della città ed evidenzia il fallimento di un orizzonte alienante e ripetitivo.
E’ una necessità intervenire per riqualificare, attuare percorsi di reale decoro dove i vecchi moduli sono falliti e sono diventati contenitori incapaci di rispecchiare la dignità delle persone che ci abitano.
Headlines è un attacco alle superfici urbane per riqualificare ed intervenire negli spazi. Headlines evidenzia i primi passi di uno spontaneo attivismo che si muove verso un cosciente attacco ai moduli urbani; è una piccola resistenza, che racconta le proprie pratiche ed esperienze caratterizzanti.
I protagonisti volgono lo sguardo dentro e fuori i propri luoghi d’azione e i propri ambiti di passione, analizzando e raccontando il proprio percorso.

Esperienza precedente: Guilty at the Dock.

I colpevoli sul banco degli imputati. La provocazione sta tutta qui, nel mondo contemporaneo, il fare graffiti, il writing vive sotto la continua minaccia di una repressione sempre più incalzante ed esplicita; ormai all ordine del giorno sono gli arresti e le perquisizioni, i processi.
Anche nella nostra città, Venezia, due anni fa sono state compiute operazioni di polizia contro presunti writer locali ed aperte indagini di cui non sono ancora noti i capi d’ accusa.
Questa direzione politica verso la tolleranza zero, questo continuo inasprimento delle retoriche di sicurezza è secondo noi la reale minaccia da combattere. Ancora una volta dietro una propaganda ignorante delle diversità culturali si cerca di creare la legittimità per ampliare i meccanismi di controllo sociale in modo inaccettabile.
Con lo spauracchio del criminale (sia writer, ultras, immigrato clandestino, etc) si accetta di vivere osservati continuamente da occhi digitali di telecamere puntate su luoghi pubblici, angoli di città dove tutto è raccolto, tutto è registrato, dove la spontaneità talvolta è punita.
L’intento di Guilty at the Dock è stato un’indagine su quale sia la reale natura di questa forma d’arte, la cui essenza è l’espressione spontanea sui supporti che offre la città, e che vive anche nell’illegalità.
La spontaneità è elemento che fa del writing e dell’arte di strada in generale una reale forma di attivismo sociale e forse artistico: dipingere le superfici dei treni o dei muri di città/periferie è un tentativo di evasione dall’alienazione che caratterizza la modernità, di ribellione rispetto all’ omologazione dei segni e delle espressioni.
Si tratta di un linguaggio spontaneo, che trasforma di fatto l’alienazione in riflessione e rompe l’orizzonte dei segni standardizzati e ripetuti.

Urban-Code | www.urban-code.it

 

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