Ufficio Immaginazione

by • 06/09/2006 • RecensioniComments (0)1645

L’EP di Ghemon Scienz, suo primo lavoro sotto etichetta "Soulville", si presenta molto ben strutturato, curato in ogni dettaglio e sicuramente realizzato in maniera professionale. E’ infatti la prima volta che mi capita di trovare all’interno della cartella contenente l’ep (che ricordo, è distribuito in free download da internet per scelta della Soulville stessa) anche il booklet e le foto dell’artista. Tra l’altro la grafica del booklet è molto in linea con i colori dipinti dalle rime di Ghemon.

Questo lavoro si presenta musicalmente ispirato dal rap americano "colto" (Es. Common, Slum Village etc.), cosa che lo rende facilmente assimilabile anche da ascoltatori non propriamente assuefatti alle sonorità più hip-hop. I brani viaggiano infatti su binari molto introspettivi, che ci chiariscono l’interessante visione del mondo che ha Ghemon, suggerendo qualche spunto di riflessione di tanto in tanto e lasciando parecchio spazio alle immagini disegnate dai suoi racconti (come in "Ti muovi nella mia vita") che prendono vita sulle strumentali dei sei beatmaker avuti a disposizione. Nonostante i sei produttori diversi, musicalmente il disco si presenta molto omogeneo e trovo che l’episodio meglio riuscito sia a mio avviso "Telepatia", dove il nostro sfoggia tutte le sue capacità poetiche ed introspettive, accompagnate da un ottimo Zonta alle macchine. Anche negli altri brani però, il lessico risulta sempre molto forbito e variegato ed è un piacere riascoltare alcuni vocaboli pronunciati da un rapper. Ghemon è un ragazzo che sa fare il rap, che sa scrivere e sa come far suonare il microfono senza doverci necessariamente urlare dentro. Da questo punto di vista è sicuramente un artista molto competente, completo ed originale.

Come già detto, le produzioni delle sei tracce che compongono questo EP sono affidate a sei beatmaker diversi, e sono tutte di ottimo livello. E’ veramente impresa ardua riuscire a indicarne una come migliore, poiché sono davvero tutte valide. Lascerò quindi che sia il mio gusto personale a scegliere, premiando la traccia prodotta da Young Donuts ("Ti muovi nella mia vita"), che trasuda talento sin dall’intro, accompagna Ghemon per tutto il brano e si completa con un ottimo outro finale. Gli altri produttori sono nomi già noti e già apprezzati dalla scena, come Mr.Phil, Stokka, FFiume, Little Tony Negri e Zonta.

Le collaborazioni al microfono sono concentrate tutte in un solo brano (eccezion fatta per l’intro parlato e i vocalizzi di Hyst in "Mass Hysteria"). E’ infatti all’interno di "Pace" che troviamo Franco Negrè, Stokka e Mad Buddy, che in sieme a Ghemon danno vita ad un brano molto concettuale, con intermezzi parlati tra una strofa e l’altra.

Unica pecca del disco è che l’alto tasso introspettivo di questo lavoro ne rende poco comprensibile il significato al primo ascolto. Solo sentendolo ripetute volte si possono arrivare ad apprezzare tutte le sfaccettature contenute nei byte di questo EP.

Ricapitolando, se avete voglia di un rap ritmicamente meno trascinante, tecnicamente più semplice ma sicuramente molto maturo, Ghemon Scienz è l’artista che fa per voi, vi basterà varcare la soglia del suo nuovo "Ufficio Immaginazione" per trovarlo…

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