U N Or U Out

by • 02/02/2005 • RecensioniComments (0)1061

Se per tutto il 2004 avete avuto problemi a trovare qualcosa di seriamente valido da dare in pasto allo stereo probabilmente è anche perchè avete dormito troppo a lungo su questo disco.

Uscito durante l'estate, l'esordio discografico del gruppo di Long Island, NYC è stato probabilmente uno dei prodotti migliori e al contempo sottovalutati dell'anno appena passato: street-rap senza concessioni ai trend attuali, niente ritornelli studiati per andare in radio, niente buncha di plastica solo una sana dedizione al suono dell'underground east coast come lo si cucinava negli anni 90 con i giusti upgrade qua e là a renderlo comunque attuale.

Forse la sigla The U.N. e i nomi di Rock Marciano (peraltro già membro della Flipmode Squad), Mic Raw, Dino Brave e Laku a un primo impatto non vi diranno moltissimo ma fin dal primo ascolto del loro disco d'esordio si ha subito la sensazione, sentendo le tonnellate di personalità con cui si muovono al microfono, che i quattro siano dei newcomers solo fino ad un certo punto.

E in effetti, aldilà dei trascorsi Flipmode di Marciano, qualcuno ricorderà che in passato il loro nome é apparso al fianco di quello di Pete Rock (Petestrumentals, 2001), il quale gli ha passato tre beats anche in questa occasione e se aggiungete che pure Large Professor gliene ha elargito uno e Alchemist ha partecipato al processo creativo del disco capirete di quanti agganci e considerazione godano i quattro.

Considerazione peraltro del tutto meritata viste le mazzate che tirano i tizi in questione quando hanno un microfono in mano, un paio di esempi su tutti? Andate al minuto 2 e 09 di Russian Hat Wear (per inciso: produzione di Mahogany che prende a sassate lo stereo con batterie da legge marziale da ridere in faccia a tutti i clap da sciacquone che si sentono ogni tanto in giro) e fatevi spiegare da Dino Brave come si uccide un entrata sul beat, oppure saltate alla traccia 13 (The Art) e godetevi il minuto abbondante di continuo stile e intensità in cui Laku e Mic Raw si scambiano il microfono per almeno una ventina di volte e ditemi se questa non è la potenza che si richiede e si dovrebbe sempre trovare in un disco rap di questo tipo.

Oltre alle due succitate tutto il disco è un susseguirsi di ottimi pezzi: i soli passaggi a vuoto sono Mind Blowin' e Get Yo Bitches che comunque non riescono ad abbassare l' alto livello di un disco di purissimo hardcore newyorchese come non se ne sentivano da tempo, a riprova che la ricetta all'apparenza più semplice è ancora una di quelle più saporite.

Fa piacere scoprire che escono ancora album simili e che c'è ancora spazio per chi prende il microfono a pugni sopra dei beats confezionati secondo una filosofia di produzione ormai purtroppo comune a pochissimi, quando non addirittura tacciata di vecchiume.

E' infatti stato proprio questo il grande merito degli UN: aver saputo fare uscire nel 2004 un disco che non avrebbe sfigurato nemmeno negli anni in cui a New York usciva un classico al mese, un album che conserva il sapore di quegli anni ma raccoglie anche tutta la evoluzione (per quanto riguarda il mixaggio dei beats ad esempio) che da allora c'è stata.

Il mio consiglio è di non dormire oltre su questo gioiellino che una scarsa promozione e il gusto patinato del momento hanno relegato ad essere solo un caso discografico per pochi estimatori.

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