TVELLE

by • 05/09/2010 • RecensioniComments (0)475

 

Direttamente dalla punta dello stivale arriva a noi TV ELLE, il disco d'esordio di Loop Loona. 
Interamente prodotto da FFiume per Strettoblaster/AudioMidiMixTeppisti Inc il disco mantiene un approccio femminile al rap, ma senza eccedere e senza scadere in luoghi comuni e frasi fatte.
Loop Loona racconta se stessa e lo fa alternando energie diverse: dai toni più riflessivi fino a quelli più divertiti e "leggeri" dando spazio sia all'italiano, come nella traccia "Funk Acts Izm", che al dialetto calabrese, come in "Tu Dissin". 
Cresciuta artisticamente all'interno del collettivo Stranimali Social Club, composto da LMare, FFiume e DJMbato' tra gli altri,  l'emcee mantiene vive le proprie origini attraverso l'uso del dialetto ma anche narrando il proprio vissuto, le proprie esperienze con un flow fresco e riconoscibile.
Per quanto alcuni passaggi non siano proprio immediati da capire (purtroppo ho ancora qualche difficoltà con il calabrese…) il mood globale è generalmente molto eloquente.
Già dalla intro si pregusta il sapore variegato dell'album che scorre attraversando atmosfere molto diverse tra loro. 
Il groove del disco è ricco di suoni su cui la rapper calabra si mette alla prova in esperimenti stilistici su beat puliti ed essenziali che danno spazio alle liriche. 
Anche "Virgo Vibez", per quanto breve, poco più che uno skit, dal beat al testo è conciso e abbastanza riflessivo da confermare il fatto che il disco, per quanto "di debutto" sia frutto di studio e tragga parte della sua forza da una visione femminile delle cose; visione dotata di una sensibilità diversa da quella che si capta, per ovvi motivi, in molti altri dischi. 
Forse un po' molti gli skit e gli interludi per un disco di nove tracce complessive, ma si sa, l'importante è la qualità e soprattutto l'impegno che sta dietro un "primo album". 
Anche tecnicamente Loop Loona quindi si diverte a giocare con le parole e a sperimentare come accade in "Tutto Temina", brano che chiude il disco in bellezza, e il risultato è complessivamente buono.
In tutto questo è da apprezzare anche il packaging che almeno per una volta, visto che stiamo parlando di una donna che fa rap, è pulito, essenziale e non un'esasperazione all'italiana dell'immaginario collettivo hip hop. 
In quanto "situata a metà strada tra  uno state of mind, un dato di fatto e una piccola etichetta indipendente" Stretto Blaster (www.strettoblaster.com) dimostra con questa uscita di essere una scuderia vivace e dinamica e come si autodefinisce, un "centro di propagazione di creatività e vibrazioni positive".
Respect!

 

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