Tutti contro Buju Banton

by • 31/08/2004 • NewsComments (0)758

Buju Banton, uno dei nomi più celebri del raggamuffin, è stato diffidato dal rimettere nuovamente piede sul suolo americano. La motivazione ufficiale è il possesso di droga: un raid nel suo studio di registrazione di Kingston ha infatti rivelato una vera e propria piantagione di marijuana, facendo scattare l’incriminazione per traffico di stupefacenti. Le autorità statunitensi sono state irremovibili: chi ha dei precedenti come spacciatore viene rimandato a casa prima ancora di uscire dal terminal dell’aeroporto. E così è stato anche per Buju.

Nel frattempo, Amnesty International ha denunciato l’artista e alcuni suoi connazionali per un’aggressione a mano armata nei confronti di sei omosessuali. L’imboscata sarebbe avvenuta la notte del 24 giugno 2004: le vittime avrebbero dichiarato di essere stati attaccati e brutalmente picchiati al grido di "Battymen", checche. Un’apposita commissione sta ancora indagando sul fatto, ma Banton si dice assolutamente estraneo alla vicenda.

Innocente o no, la denuncia di Amnesty ha avuto un forte impatto sull’opinione pubblica: parecchie date europee del suo tour sono state cancellate dagli organizzatori stessi, che non vogliono farsi cattiva pubblicità.

Come se non bastasse la Puma, di cui Buju era testimonial, ha deciso di recidere il contratto stipulato in seguito alle pressioni di molte associazioni per i diritti dei gay. Un portavoce del celebre brand sportivo ha dichiarato che la Puma non ha intenzione di associare il proprio nome a personaggi intolleranti, e che anche Elephant Man, altro gigante della scena reggae assoldato per partecipare alla campagna pubblicitaria, sarà silurato a breve in quanto omofobo.

Che qualcuno gli abbia fatto una fattura?

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