Tropico Collection

by • 26/09/2011 • Rubriche, The Game VaultComments (0)450

Fx Interactive ha deciso di raccogliere in una sola confezione uno dei franchise gestionali più belli e coinvolgenti di sempre. Vi ritroverete quindi a potere giocare l’intera trilogia in attesa del quarto imminente capitolo. Il primo e il terzo capitolo vi vedranno guida di un’isoletta caraibica nei panni di un bonario dittatore mentre il secondo, un po’ più debole a nostro parere, vi vedrà a capo di un covo di bucanieri nel Mar dei caraibi. Il genere a cui appartiene Tropico, definibile come “gestionale”. Ad ogni modo, non tutti i gestionali si avvalgono della medesima struttura di gioco di quel fantastico capostipite e, infatti, alcuni invitano il giocatore a immedesimarsi nei panni di un “gestore” e fare un’infinità di cose. La caratteristica principale di Tropico sta invece proprio nella sua estrema somiglianza con Sim City, con la sostanziale differenza di non vestire più i panni di un sindaco, ma quelli di un dittatore in un’isola tropicale anche se, in fin dei conti, i due ruoli hanno più competenze e doveri comuni di quanto si possa immaginare. Il compito del giocatore in Tropico è quello di dar vita a una gradevole cittadina in un’isola tropicale; all’inizio dell’avventura solo pochi edifici saranno in piedi: il palazzo del dittatore, l’ufficio costruzioni (indispensabile per la realizzazione di nuovi edifici), alcune fattorie e le baracche in cui vivono gli abitanti dell’isola. Il primo problema da affrontare sarà quello di offrire case e/o appartamenti ai poveri abitanti delle baraccopoli, mentre la seconda priorità sarà quella di rendere fiorente l’economia dell’isola, in modo da procurarsi denaro e nutrire convenientemente i sudditi. Per fare questo sarà necessario innanzitutto verificare se le fattorie stanno coltivando il terreno nel migliore dei modi (non tutti i terreni si adattano a ogni tipo di coltura), il che può essere fatto tramite una comodissima mappa con colori dal verde al rosso a indicare la qualità del terreno; nel caso in cui il terreno non si rivelasse adatto, è possibile interventire cambiando il tipo di coltivazione per ogni fattoria, tenendo comunque presente che certe merci si vendono a un prezzo maggiore di altre. Risolti questi due problemi, si può cominciare a ragionare sul da farsi, nel senso che verrà reso disponibile un ampio ventaglio di cose da fare: si potranno costruire cliniche, banche, scuole, pub, hotel, centrali elettriche, miniere, uffici immigrazione e chi più ne ha più ne metta (tra l’altro andando avanti con gli anni si aggiungono anche nuove possibilità frutto dell’evoluzione tecnologica). Alcune cose hanno ancora una lieve priorità, ma, una volta sistemati i due problemi principali, non è più indispensabile risolvere ogni questione in ordine di urgenza. Da sottolineare poi la bella idea di voler simulare il più possibile la costruzione degli edifici: una volta ordinato di costruire un palazzo in un determinato luogo, questo non si materializzerà magicamente, ma inizialmente verrà visualizzato solo nei contorni e solo successivamente gli operai cominceranno a piallare il terreno e a costruire la struttura poco alla volta. Sotto questo aspetto il titolo di Haenimont differisce parecchio da Sim City, dove i palazzi si materializzano praticamente all’istante, anche perché qui la componente urbanistica è meno accentuata, nel senso che, essendo su un’isola tropicale, un villaggio costruito caoticamente non è un problema, come del resto la gente non si lamenta se vive in un condominio vicino a una fabbrica inquinante, giusto per fare un esempio. La felicità dei cittadini non deve mai andare in secondo piano, soprattutto perché le elezioni non sono un optional e se la gente non è soddisfatta non mancherà di destituire il responsabile delle sue sofferenze. Chiaramente essere un dittatore comporta comunque vantaggi a cui il sindaco di Sim City non poteva certo ambire; ad esempio è vero che le elezioni sono pericolose, ma esiste sempre la possibilità di falsificare i voti, seppur con il rischio di una insurrezione popolare nel caso in cui venisse scoperto l’imbroglio. Oppure, nel caso in cui ci fosse qualche rivoltoso nel villaggio, sarà possibile arrestarlo, corromperlo o eliminarlo fisicamente. Ad ogni modo, per venire meglio incontro alle esigenze del popolo, è addirittura possibile analizzare il profilo personale di ognuno dato che la gente del luogo è visibile nel suo girovagare per il villaggio e, cliccandoci sopra a ogni individuo, è possibile sapere dove abita, quanti anni ha, che lavoro fa, che paga percepisce, quanto è affamato, quanto è soddisfatto dell’alloggio, quanto è felice, quanto è fedele al leader, da chi è composta la sua famiglia e così via, fino a poter addirittura leggere i suoi pensieri, importantissimi per poter meglio intuire in cosa l’individuo sia particolarmente scontento. Comunque per chi non avesse voglia di controllare ogni persona, è possibile avvalersi di statistiche più generali (sempre riguardanti la situazione alimentare, l’abitazione, la felicità, ecc.) che evidenziano il pensiero della gente grazie a frecce colorate dal rosso al verde (il colore dipende dalla condizione) poste sulla testa dei vari abitanti: un modo veloce per conoscere a grandi linee le condizioni della popolazione. Il livello di difficoltà in Tropico è a completa discrezione del giocatore dato che settando a inizio partita la conformazione del terreno (numero di abitanti, quantità di minerali e di vegetazione e grandezza dell’isola), gli obiettivi da raggiungere e le condizioni in cui raggiungerli (per esempio senza l’aiuto di stranieri istruiti, preziosissimi all’inizio), si determina così anche la percentuale di difficoltà.

GRAFICA: 8
SONORO: 8
GIOCABILITA’: 8
LONGEVITA’: 8
VOTO FINALE: 8

HOT SPOTS:
–    3 giochi in uno

COLD SPOTS:
–    Il secondo capitolo è un po’ debole rispetto al primo e al terzo

Produttore: Fx Interactive
Sviluppatore: Haenimont Games
Genere: Gestionale

Related Posts

Powered by Calculate Your BMI