Treble

by • 17/05/2010 • RecensioniComments (0)451

Lu professore, il veterano del reggae, è tornato a ruggire con un album nuovo di zecca. Un album solista coadiuvato dalla sapiente strumentazione della Rootz Band. Treble suona come un disco profondamente ancorato alle radici più roots della musica reggae, ma comunque sempre con un ampio respiro fatto di spruzzate ethnic e jazz. Le atmosfere degli esordi con i Sud si fanno risentire in tutta la loro strabiliante forza.
Ci sape ha un retrogusto klezmer e rappresenta a pieno il nuovo punto di vista dell’artista per quanto riguarda la musica reggae. Era sira impressiona per il forte senso del ritmo e la sezione fiati che fa letteralmente miracoli. Reggae business invece, featuring Payà dei Boomdabash, denuncia con un frenetico stile dancehall tutte le brutture del business della musica di oggi, in cui non c’è spazio per i valori umani ma solo per gli affari. Lu sutra del cuore prende ispirazione dalla spiritualità buddista e rimarca le radici universali della musica reggae. Nel disco c’è posto anche per le atmosfere più sufferer, con Father, una lirica dedicata all’artista Piero Longo con delle atmosfere da Dub Poetry. Anche la mistica Soul Wild vede ancora la collaborazione dei Boomdabash.
Il disco si conclude con delle calde atmosfere roots con la soul oriented Cool Meditation, Pensi che in combination con Dani Silk e Lu Culure, quest’ultima  caratterizzata dal mix riuscito di acustica di flauto e chitarra e suoni decisamente più elettronici e dub. Menzione d’onore per la giovane Alessia Tondo, giovane e promettente voce salentina che impressiona nell’ultima traccia del disco.
Treble è un lavoro che rapisce e dimostra tutta l’esperienza e la maturità artistica de Lu Professore. Altamente consigliato.

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