Trayvon Martin: il tributo della scena hip hop

by • 14/07/2013 • Multimedia, NewsComments (0)426

Trayvon Martin, afroamericano, aveva diciassette anni la sera del 26 febbraio 2012: era andato con suo padre (i genitori sono divorziati) a trovare la nuova fidanzata di lui, che viveva in Florida in una cosiddetta gated community, ovvero uno di quei villaggi residenziali circondati da mura il cui accesso è garantito solo ai residenti. Aveva deciso di fare un salto al supermercato per comprarsi un sacchetto di caramelle e una bottiglia di tè freddo. Mentre tornava a casa, col cappuccio calato in testa per difendersi dalla pioggia, ha incrociato uno dei vigilantes del villaggio residenziale, in quel momento fuori servizio; pensando avesse un “comportamento sospetto”, la guardia giurata lo ha affrontato e a seguito di un litigio gli ha sparato – con una pistola che portava con sé fuori dall’orario di lavoro – e lo ha ucciso, nonostante il ragazzino fosse visibilmente disarmato.

Il processo per omicidio che ne è seguito si è concluso oggi, e l’imputato, il vigilante George Zimmerman, è stato clamorosamente assolto, suscitando un’indignazione enorme nel movimento per i diritti civili, ma anche nella popolazione, tanto che si temono delle rivolte violentissime come quelle in risposta all’assoluzione dei massacratori di Rodney King. Beyoncé ha chiesto un minuto di silenzio per ricordare Trayvon in tutti i suoi concerti, ma in generale tutta la scena hip hop ha preso a cuore la questione. Tra i brani già usciti dedicati all’argomento ricordiamo quelli di Dead Prez e Mos Def, Made you die, quello di Young Jeezy, It’s a cold world, e Justice (if you’re 17) di Wyclef Jean, ma per ascoltarle tutte vi suggeriamo di scaricare il mixtape di Datpiff dedicato proprio a lui.


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