Trauma

by • 26/01/2006 • RecensioniComments (0)1236

DJ Quik lo dovrebbero conoscere tutti, il più talentuoso e capace produttore della costa ovest e uno dei migliori dell'intera scena statunitense; eppure, quando si stilano le classifiche dei numeri uno, spesso viene dimenticato. Quik dal canto suo non ha mai sbagliato un colpo, tutti i suoi dischi da "Quik Is Tha Name" a "Under Tha Influence" sono dei classici per gli amanti della buona musica, basi impeccabili e un ottimo mc che con gli anni ha affinato e raffinato la tecnica migliorandosi di continuo. L'ultimo disco di Quik, il già citato "Under Tha Influence", è datato 2002; ora, dopo tre anni, Quik torna a far parlare di sè con un nuovo lavoro, "Trauma" e manco a dirlo, non delude affatto.

Preceduto da un ottimo mixtape e trainato dal coinvolgente singolo Fandango" nel quale si riascolta finalmente un B-Real degno di nota, "Trauma" è un disco forte, dai ritmi sostenuti che trova il suo punto di forza in uno stile produttivo consolidato da anni di esperienza, mai uguale a sè stesso anzi, sempre in continua evoluzione. Spesso però il confine tra l'innovazione e la sua effettiva fruibilità è più ampio di quel che ci si aspetta. Così finisce che beat come quello di "Catch 22" vengano assorbiti dopo diversi ascolti (qual'ora avvenga) pur risultando difficilmente comprensibili. Comunque non mancano perle di assoluto valore immediatamente assimilabili da tutti come "Black Mercedes" o "Jet Set" canzoni che strizzano un occhio ai piani alti delle classifiche. Interessanti anche i testi, una via di mezzo tra l'impegnato e i classici argomenti da club, mai banali, nonostante non siano niente di memorabile.

Tra i pezzi degni di nota, oltre a quelli già citati, va senza dubbio ricordata "Til Jesus Come" pezzo biografico in cui Quik racconta con enorme semplicità e con grande efficacia la sua storia, sopra un'ottima base quasi tutta basso batteria con l'aggiunta di chiatarra elettrica nel ritornello. Degno di nota anche "Get Up" con The Game e AMG in cui l'mc rivelazione dello scorso anno fa la sua gran figura; gran parte del merito va alla base di Quik in cui emerge in maniera evidente la sua classe e il suo gusto nell'associare suoni eterogenei creando tappeti sonori mai ripetitivi.

Bellissima anche "Quikstrumental (Quik's Groove 7)", settimo episodio della saga strumentale di Quik che continua dal suo primo disco e che qui, per la prima volta, vede la presenza di parti vocali e a far compagnia al padrone di casa ci sono i redivivi Jodeci che aggiungono classe alla già ottima strumentale. Riuscito anche il pezzo di chiusura "California" inno allo stato di provenienza sorretto da un beat molto lontano dai tipici suoni del luogo, con una batteria cassa-rullante classica e una magnifica linea di basso per una delle basi meglio riuscite dell'intero lavoro.

Il disco scivola via tranquillo lasciando un gran bel ricordo all'ascoltatore soprattutto per le produzioni (a giorni dovrebbe essere disponibile la versione strumentale del disco) anche se le performances al microfono, sia quelle di Quik che quelle degli ospiti (Wyclef, Chingy e Ludacris oltre ai già citati B-Real, Game, AMG e Nate Dogg) non sono da meno. Certo, ci sono pezzi meno riusciti, su tutti "Catch 22" ma in generale il lavoro è una spanna sopra le ultime uscite californiane. Quik, a 15 anni dagli esordi, si conferma un ottimo mc e un produttore sopraffino. Consigliato.

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