Titanfall

by • 23/03/2014 • Rubriche, The Game VaultComments (0)519

titanfall

Ci troviamo nel futuro e la Terra, per come noi la conosciamo oggi, non esiste più. L’umanità si è spinta oltre i confini dello spazio attraverso viaggi interstellari e la colonizzazione di altri sistemi solari è ormai iniziata. La IMC ha avuto un ruolo importantissimo in questa operazione e sotto il suo controllo moltissime sono state le spedizioni inviate sui diversi pianeti per verificarne l’abitabilità e ricercare eventuali risorse da sfruttare. Con il passare del tempo le colonie hanno ottenuto l’indipendenza e l’allontanamento della IMC per un periodo lunghissimo dalla frontiera, un agglomerato di pianeti abitabili relativamente vicini, ha segnato l’inizio del declino. Abbandonati a loro stessi, i pionieri hanno vissuto anni terribili di conflitti interni e di povertà, messi in difficoltà dalla completa assenza di qualsivoglia punto di riferimento e isolati completamente dai Sistemi Centrali. Dopo anni di latitanza e in seguito ad una richiesta sempre maggiore di materie prime, la IMC torna a farsi viva e con una flotta immensa di navi tenta i riprendere il controllo e il possesso dei pianeti precedentemente colonizzati. Mettendo da parte gli attriti preesistenti i coloni formano la Militia per respingere quello che secondo loro è ora un usurpatore senza diritti, facendo scoppiare una enorme guerra interplanetaria. Il giocatore vestirà così i panni di un soldato dei due schieramenti in difesa dei propri ideali e tenterà in ogni modo di difendere la propria libertà da una parte e riconquistare il dominio territoriale dall’altra. Tutti questi accadimenti vengono raccontati in una sorta di campagna, unicamente online, che grazie alla presenza di brevi cut scene tra una partita e l’altra svilupperanno la narrativa mettendo il nostro team al centro del mirino. Ci troveremo costretti quindi ad affrontare in serie otto missioni, suddivise unicamente tra la modalità Hardpoint e Attrition, cosa che non ci terrà impegnati per più di 2 ore per fazione. È indispensabile tuttavia completare queste partite per sbloccare la classe del titano Strider e l’Ogre, non ottenibili in nessun altro modo. Portata a termine la campagna e con tutti i titan a disposizione, finalmente, il giocatore potrà concentrarsi sulle cinque modalità multigiocatore presenti in Titanfall, poche a dire il vero per un gioco del genere. Il titolo tuttavia riesce a nascondere queste sue mancanze sotto un gameplay incredibilmente dinamico, risultando tra i più divertenti nel genere FPS degli ultimi anni. Ad affiancare gun fight veloci ma pensate per lasciare ai giocatori il tempo di reagire ai colpi subiti con manovre evasive, si presenta la possibilità di sfruttare completamente la verticalità delle mappe per una complessità dell’azione sinceramente incredibile. Cambia completamente la percezione a cui il giocatore si è abituato negli ultimi anni e ora, oltre a dover controllare le linee di tiro orizzontali ci si trova immersi in un ambiente che offre decine e decine di punti pericolosi dai quali un nemico potrebbe sorprenderci. È incredibile quindi la concentrazione richiesta per ottenere buoni risultati e l’occhio deve correre veloce per lo schermo esplorando ogni singola copertura, finestra, tetto o parete presenti nel nostro campo visivo. Titanfall è un gioco indubbiamente frenetico ma, come dicevamo prima, non esente dalla strategia. Subire un paio di colpi dalla media distanza non significa morte certa e la grandissima mobilità dei personaggi permette di scappare dai pericoli in maniera rapida ed efficace. Grazie ai Jump Kit forniti ai piloti questi potranno infatti scavalcare muretti o aggrapparsi ai vari tetti degli edifici per inventare nuove vie di fuga o di attacco.

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In tutte le mappe presenti, ben 14 in totale, la velocità è infatti il fulcro di tutto e appostarsi su un tetto ad attendere che passi qualcuno non risulta essere sempre una strategia fruttuosa come negli altri shooter. Titanfall è quindi completamente indirizzato al dinamismo e solo in Capture the Flag, magari armato di cariche esplosive, un cecchino può permettersi di difendere da una posizione fissa la propria base. La personalizzazione diventa così un altro punto importante della produzione e, sebbene sia piuttosto standardizzata, mostra comunque una buona quantità di opzioni. A rafforzare la componente strategica nella costruzione del proprio soldato arrivano anche le burn cards, abilità uniche a consumo selezionabili nei menu e attivabili poco prima di spawnare sul campo. Esistono carte di diverso tipo e rarità che vanno dal semplice potenziamento di un’arma fino ad avere radar in grado di rilevare tutti i nemici sulla mappa o ancora azzerare il cooldown per richiamare il vostro titan, proprio quei titan che danno al titolo Respawn una doppia faccia strabiliante regalando a mappe e giocabilità una doppia lettura. Ogni due minuti circa ogni soldato potrà chiedere alla propria nave madre di lanciargli tramite drop orbitale un titano, colossale ammasso di ferraglia in grado di aiutarci sul campo di battaglia. È incredibile il lavoro fatto dagli sviluppatori per bilanciare titani e soldati, in un continuo gioco al gatto con il topo che trasforma gli uni e gli altri più volte nella stessa partita da prede a predatori. Se è vero infatti che i titan possono uccidere facilmente i piloti con un sol colpo o addirittura schiacciarli, l’altra faccia della medaglia mostra una fanteria capace di sgusciare tra gli edifici e di rifugiarsi nelle varie fessure, ma anche di contrattaccare grazie a specifiche armi studiate appositamente per l’occasione e capaci in questo caso di fare letteralmente a pezzi i robot. All’interno dei titani il modo di giocare cambia completamente, così come la lettura della mappa. Il discorso sul bilanciamento vale anche per alcune armi dei piloti, dove si contrappongono mitragliatori estremamente efficaci ad altri dalla dubbia utilità, laddove raffiche e armi dal rateo di fuoco maggior come l’R97 vengono praticamente sempre preferiti ai fucili più precisi ma dotati di raffiche brevi. Probabilmente nel Last Titan Standing emerge al meglio la necessità di collaborazione tra i membri del team, laddove con combattimenti tra titani molto bilanciati riuscire ad ottenere la superiorità numerica risulta essere una chiave di lettura facile ma estremamente efficace. Le strategie si sprecano in questo caso e anche scendere dal proprio mech per continuare a combattere a piedi, saltando magari sopra ai titani avversari per tentare di friggergli le celle energetiche poste sulla schiena, dà vita ad un vero e proprio rodeo. I mech non dovranno per forza essere pilotati manualmente, ma tramite semplici comandi gli si potrà impartire ordini basilari come la guardia di una zona o utilizzarli addirittura come scorta personale. Certamente l’IA che li controlla non li renderà letali come quando guidati dai piloti ma la loro efficacia è indubbia, soprattutto per offrire un target alternativo mentre il giocatore conquista obiettivi principali o si posiziona nelle retrovie nemiche per sforacchiare gli ostili alla schiena. L’IA dei titan è sicuramente superiore rispetto a quella vista nei grunt e negli spectre, NPC che letteralmente invadono le aree di gioco in tutte le modalità. Oltre ad offrire punti nella modalità Attrition (un grosso death match a squadre dove vengono coinvolti anche loro nel conteggio delle uccisioni) la loro principale funzione è quella di mantenere sempre alto il ritmo di gioco risultando quindi fondamentali per il titolo Respawn. Le mappe infatti, dovendo ospitare i titani, sono particolarmente grandi, soprattutto per il numero ridotto di giocatori, e la loro presenza non solo offre ai piloti sempre dei bersagli per tutta la durata dei match ma si rivela utile anche per offrire ulteriori strategie per ottenere la vittoria. Tutte le meccaniche presenti insomma si incastrano alla perfezione tra loro e la mancanza di uno solo di questi elementi farebbe cadere tutto come un castello di carte. Ci teniamo quindi a sottolineare il più che ottimo lavoro di game design svolto da Respawn Entertainment, davvero sbalorditivo se considerato quanti ingranaggi deve muovere per funzionare alla perfezione. Sebbene il Source Engine faccia un ottimo lavoro in termini di stabilità e i sessanta frame per secondo siano la regola, ci saremmo aspettati quantomeno la possibilità di far saltare in aria piccole parti delle ambientazioni o avere maggior interazione con gli oggetti scenici, nulla ovviamente che andasse a toccare minimamente il design delle mappe. Poco male comunque, una volta imbarcati su Titanfall sarete davvero troppo presi ad osservare le mille cose a schermo per rendervi conto di queste inezie. Titanfall è un titolo incredibile dal punto di vista del gameplay e del divertimento. L’esperienza offerta dallo shooter di Respawn Interactive è comunque solida e getta le basi per un brand che saprà offrire in futuro altissime vette qualitative, questo è solo il primo passo verso un nuovo e radioso futuro degli FPS.

Voto: 9

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