The Witch and the Hundred Knights

by • 29/03/2014 • Rubriche, The Game VaultComments (0)690

witch
Nippon Ichi sa decisamente come sviluppare i giochi di ruolo strategici. Lo fa ormai da tanti anni con una maestria e una profondità seconda a pochi, riuscendo anche a condire il tutto con un’insana dose di umorismo e nonsense, che hanno sempre giovato a una formula di gioco rimasta nel tempo fresca, di buon impatto e dannatamente divertente. Dopo diversi capitoli dedicati alla loro popolare serie di punta -Disgaea – la casa cambia rotta e prova a cimentarsi con gli action RPG, presentando The Witch and The Hundred Knight, titolo che ha tutta l’intenzione di bissare il successo della saga strategica. Nippon Ichi ha saputo dimostrare come la pungente ironia sia diventata ormai un vero e proprio marchio di fabbrica apprezzato dalla folta schiera di fan in continuo aumento; per questo motivo, è facile comprendere i motivi per cui anche The Witch and The Hundred Knight cerchi di calcare la mano su questo aspetto. Se in un GdR tattico ha senso inframmezzare gli scontri con sequenze esilaranti e articolate, la stessa cosa non si può dire per gli action RPG, che hanno un ritmo più frenetico e un approccio decisamente più immediato. La strega Metallia è sboccata come una teenager ribelle, mentre gli altri personaggi sono caratterizzati piuttosto banalmente; il protagonista, invece, è muto ed esegue solo gli ordini, come se fosse un minuscolo burattino usato per la sete di conquista di chi lo ha evocato. Metallia è in piena lotta con la strega Malia e vuole a tutti i costi ampliare i suoi orizzonti, ma già dal primo incontro, si comprenderà tutta la difficoltà di questo improbabile obiettivo. Velleità narrative a parte, il più grande problema di The Witch and The Hundred Knight è la sua disarmante capacità di complicarsi la vita da solo. Le meccaniche di gioco sono infatti inutilmente complesse e ricche di sfaccettature, salvo poi capire che si tratta solo di inutili riempitivi che non aggiungono nulla di fondamentale all’esile struttura di gioco. Già a un primo sguardo, lo schermo è pieno zeppo di indicatori da tenere sott’occhio, cosa che scoraggerà inizialmente i giocatori che amano la semplicità e la leggerezza; nonostante ciò, dopo qualche minuto, vi renderete conto che potrete avanzare senza troppi problemi anche solo osservando la via che state intraprendendo. Potrete pescare i vostri oggetti direttamente dalla sacca del vostro stomaco, e selezionare fino a cinque diverse armi che, se combinate adeguatamente, riusciranno ad avere effetti devastanti sul nemico, con catene di combo molto potenti capaci di annichilire con un paio di colpi chiunque si trovi attorno. La caratteristica principale del sistema di combattimento è esattamente questa, ma anche qui, neanche a dirlo, ci troviamo davanti a qualcosa di inutilmente complesso. Basta infatti trovare una combinazione standard sufficientemente efficace, e i colpi inferti andranno a segno alla grande. Anche contro i nemici più coriacei, a ben vedere, non si sente affatto la necessità di cambiare al volo l’ordine di selezione delle armi. La stessa cosa vale anche per il cursore GigaCal, posizionato in alto a sinistra, che è in realtà un limite di tempo entro il quale bisogna spostarsi da un punto all’altro della mappa. La mappa che consulterete, non vi indicherà sin da subito le strade da seguire, ma si rivelerà progressivamente mentre avanzerete lungo gli scenari. Al loro interno, troverete punti di sbarramento rappresentati per lo più da alcune porte attivabili da semplici meccanismi, come leve o tasti a pressione. Nei casi in cui dovrete superare questi ostacoli, Il backtracking non è eccessivo, anche per via di una struttura delle mappe snella e senza arzigogoli, quasi elementare. Le zone sono poi punteggiate da alcuni minuscoli villaggi in cui potrete acquistare oggetti e irrompere all’interno delle abitazioni effettuando quelli che vengono chiamati Raid.

 

Voto: 7

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