The Shattering

by • 12/05/2020 • Rubriche, The Game VaultCommenti disabilitati su The Shattering195

La fine del primo atto di The Shattering lascia sicuramente senza parole e con tanta voglia di scoprire come la storia possa andare avanti.

Un titolo tutto in prima persona che vi lascerà certamente parecchi interrogativi a livello psicologico.

Vestiamo i panni di John Evans che deve costantemente fare i conti con il proprio passato. Attraverso la voce del proprio medico dovremo ripescare i nostri ricordi e quindi arrivare alla radice di ciò che ci impedisce di vivere la nostra vita a pieno.

Inizieremo questa esperienza con una sorta di tutorial che altro non è che una stanza con una sedia e un registratore.

Le visioni sono ancora confuse ma ci verrà chiesto di concentrarci sempre di più per viaggiare indietro con la memoria. Interagiremo progressivamente con vari oggetti per poi arrivare finalmente all’ingresso del primo ricordo.

I toni e i colori sono tutti unici e poi lentamente l’atmosfera cambia così come le tonalità, dato che il ricordo si fa sempre più vivido.

Ricordi dolorosi come quando si entra nell’hotel che faranno entrare in grande empatia fin da subito con il protagonista.

Non vedremo mai persone reali in questo gioco quanto tutto è piuttosto giocato sulla scala del grigio con manichini a rappresentare le persone del nostro passato e la voce del medico che ci guiderà.

Il gioco è difficile catalogare come tale flusso di coscienza ma può essere categorizzato come se fosse una sorta di libro interattivo.

Mano a mano che avanzeremo nei ricordi di John scopriremo anche dettagli inediti così come nuovi oggetti legati al passato dell’uomo. Sentiremo anche echi di altre voci che appartengono al nostro passato.

Interessante l’escamotage di quando improvvisamente i ricordi diventeranno tristi e quindi letteralmente tutto il mondo attorno a noi crollerà con i muri che si sbriciolano con un effetto grafico molto apprezzabile.

Il gioco solo all’apparenza può sembrare un walking simulator all’inizio ma poi rivela fin da subito grandissima personalità.

Un gioco più per riflettere che per divertirsi, con un grande uso di horror psicologico.

Voto: 8.5

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