The Shadow Sun

by • 29/12/2014 • Rubriche, The Game VaultComments (0)629

the-shadow-sun
Gli Ossian Studios. Gli stessi che, in un tempo ormai lontano, avevano prodotto Darkness over Daggerford e Mysteries of Westgate, adventure packs nei Forgotten Realms, per la serie di videogiochi targati Bioware e conosciuti con l’acronimo di NWN (o Neverwinter Nights).
Sono passati la bellezza di quattro anni dalla prima apparizione della nuova creatura di Ossian Studios e chissà quando aveva preso avvio il processo di sviluppo visto che i primi screen svelati sembravano rimandare ad un prodotto quasi concluso. Tutto questo tempo ha giovato al gioco, oppure si tratta dell’ennesimo sogno infranto? Urge un’analisi accurata. The Shadow Sun innanzitutto possiede, come promettevano gli sviluppatori, tutti i crismi necessari per rientrare appieno nel genere “western role playing game”.La trama, come nella migliore tradizione, ci pone di fronte ad una minaccia crescente che rischia di portare il mondo conosciuto alla rovina se non arginata in tempi rapidi. Il nostro personaggio però all’inizio non è altro che un comprimario al seguito di un petulante damerino ambasciatore del regno dei Northerners, inviato all’esotica città stato di Shar, nell’estremo sud del paese, per venire a capo di alcuni strani fenomeni che da qualche tempo stanno mettendo a repentaglio la pace tra i due regni. L’arrivo nella città non è dei migliori. Ovunque corpi carbonizzati e molti cittadini sembrano essere colpiti da una stranissima epidemia che non li rende per nulla amichevoli nei nostri confronti ed il perché lo scopriamo solo addentrandoci nei malsani meccanismi ed intrighi che si ramificano sino a corrompere l’enclave che regge le sorti di Shar. La demagogia imperante contro i Northerners (dipinti come gli untori della situazione) perpetrata da un sol potente uomo, ha fatto breccia nelle deboli menti dei contagiati, ormai totalmente succubi del volere di questo oscuro personaggio. Ovviamente, il nostro alter ego, essendo un Northerner, non può che trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato. La trama principale ha davvero del potenziale e si svela a ritmo costante, diramandosi in moltissime quest e sub quest che approfondiscono ed arricchiscono ancor di più la mitologia del mondo di gioco. Una delle caratteristiche più apprezzate, che richiama alla memoria i fasti di un tempo, risulta la massiccia presenza dei dialoghi. Ci si può fermare e parlare praticamente con qualsiasi NPC in circolazione ed il tenore delle risposte, così come le reazioni, saranno influenzate da diversi parametri come il punteggio del carisma o le ormai famose “scelte morali” operate direttamente dal giocatore. Anche i “companion” che assistono il nostro eroe (molto utili, va detto) possono essere influenzati dai dialoghi ed approvare o meno le vostre azioni. Senza voler svelare altro, ci concentriamo ora sugli aspetti prettamente contenutistici e tecnici del titolo. Sotto questo punto di vista Ossian Studios è riuscita ad adattare ai nostri dispositivi portatili l’essenza dei veri giochi di ruolo d’un tempo. Ciò si può apprezzare sin dall’inizio dell’avventura, con la scelta dei tratti del nostro alter ego digitale, dalla corporatura al colore della pelle e così via. Altra presenza gradita ed immancabile per il genere sono le skills (circa una trentina) suddivise, al solito, tra attive e passive che permettono sia di padroneggiare le classi principali (guerriero, ladro, mago), sia di creare un curioso mix ibrido. Infatti, livelli e skill points si guadagnano in fretta e verso la fine dell’avventura potrebbe capitare d’aver sbloccato comunque tutte le abilità offerte dal titolo. Ad ogni modo, come ricordavamo poco fa, l’eroe principale potrà essere assistito da tre utili companions, selezionabili singolarmente, che ovviamente appartengono alle macro classi di cui sopra e che daranno una grossa mano in molte situazioni spinose. Passando alla schermata principale, i controlli touch risultano estremamente reattivi, senza alcun ritardo nel feedback; l’unica pecca è il sistema di movimento ed azione a due pollici che ancora una volta si adatta a fatica all’assenza di controlli “fisici”. Capita di trovarsi, soprattutto le prime volte, a strisciare freneticamente con le dita sullo schermo, perdendo la visuale o il movimento del personaggio. I menu a scomparsa (con i canonici slot per abilità ed oggetti consumabili da richiamare rapidamente) lasciano il giusto spazio all’azione di gioco senza ingombrare troppo. Il menu invece si presenta come il classico per eccellenza in cui è possibile tenere traccia dei progressi, scorrere con calma l’inventario e l’equipaggiamento, controllare i parametri presenti nella “scheda personaggio”, nonché perdersi a leggere gli effetti di un’abilità o il background di un personaggio. Il combat system invece risulta riuscito a metà. Questo a causa di un sistema di auto target che invece di semplificare la vita al giocatore la complica, soprattutto durante gli scontri impegnativi, magari andando a selezionare un nemico lontano, o comunque non quello a cui si vorrebbe dare la priorità. Ricordate quindi di salvare spesso… Prevenire è meglio che ricominciare da capo.Come da titolo, sembra che per The Shadow Sun il tempo si sia fermato nel momento esatto del suo annuncio. I modelli poligonali degli ambienti e dei personaggi sono rimasti pressoché invariati rispetto ai primi screenshot svelati nel lontano 2010 e non rendono giustizia a quella cura per il dettaglio che invece si può apprezzare in ogni altra parte della produzione. Certo, nulla possiamo eccepire in merito alla caratterizzazione della città e delle regioni circostanti, ben amalgamate in un tutt’uno solido e coerente con la storia narrata, a volte dagli scorci davvero suggestivi. La povertà stilistica però torna continuamente a funestare l’esperienza di gioco, facendosi pregnante nei modelli poligonali e nei movimenti dei personaggi, dobbiamo dire abbastanza semplici e a tratti legnosi. Questo purtroppo gioca un po’ a sfavore, visto che ci si aspettava un po’ di più da un titolo mobile (per quanto immenso) che utilizza l’ormai familiare motore Unity e con almeno tre anni di sviluppo alle spalle. Ad ogni modo, a risollevare la situazione ci pensa una soundtrack davvero epica e di ampio respiro che ben si adatta ai cambi di ritmo, agli ambienti ed alle diverse situazioni di gioco. The Shadow Sun è davvero un ottimo esemplare di W-RPG, genere che, nonostante qualche timido tentativo, scarseggia sui nostri dispositivi mobile. Certo, con oltre tre anni di sviluppo alle spalle, Ossian Studios avrebbe potuto curare di più il profilo grafico e l’ottimizzazione dei controlli, ma non possiamo comunque lamentarci dato che la cura per il dettaglio si ritrova negli elementi che più contano. Se siete amanti dei giochi di ruolo e non vedete l’ora di portarne uno sempre con voi, vi possiamo consigliare decisamente The Shadow Sun.

Voto: 8

Related Posts

Powered by Calculate Your BMI