The Outsider

by • 14/10/2006 • RecensioniComments (0)1065

Ascolti questo disco e ti poni una domanda: dov'è finito Dj Shadow?
Nell'asettico blues di "Broken Levee Blues" o nel crunk sguaiato e caciarone di "3 Freaks" e "Turf Dancing"? Nell'electro-punk-sbadiglio-core di "Artifact" o nell'alternative-rock di "The Tiger" o "Erase You"? Già, Dov'è finito Dj Shadow?"The Outsider" esce a dieci anni di distanza dal capolavoro "Endtroducing", un disco d'importanza capitale, che sta al mondo dell'hip hop come "Homework" dei Daft Punk sta a quello della dance. Dieci anni in cui il nostro non è stato certo con le mani in mano: ha curato ristampe di memorabilia funk, ha suonato dal vivo in ogni angolo del pianeta ed ha collaborato con i più svariati personaggi: da Thom Yorke a Zach De La Rocha, passando per il collettivo Quannum. Scontato però il rovescio della medaglia, il suo masterpiece gli si è pian piano rivoltato contro, in un'ansia da prestazione che prima ha colpito "The Private Press" e poi ha affondato "The Outsider".

Sono lontani i tempi in cui gli bastavano un break di batteria ed un sample di David Axelrod per creare un'emozione indelebile, oggi il buon Josh Davis cerca di stupirci con effetti speciali totalmente inutili. Schizofrenia è un termine molto in voga nel giornalismo musicale, ma ricordiamoci che è prima di tutto una gravissima psicosi, ok la post-modernità e tutte quelle cagate lì, ma accostare in questo modo mille generi musicali non è sinonimo di avanguardia, è puro e semplice non saper che pesci pigliare! Passi la parte hyphy del disco, che comunque ha un suo senso, il resto dell'album prosegue tristemente e chissenefrega di Christina Carter, Chris James o di Phonte Coleman quando del vero Dj Shadow non si vede neanche l'ombra?

Il vero Dj Shadow riusciva ad unire tecnica e pathos con un crates di dischi ed un MPC 60, oggi ce lo ritroviamo addirittura a copiare i Neptunes ("Enuff")! A dir il vero qualcosa di buono c'è: l'iniziale "This Time" faceva ben sperare, "Skullfuckery" rimanda alle sue cose più crude e "Seein Thangs" con David Banner è davvero una botta, ma è nel suo insieme che il disco delude tutte le aspettative. La svolta crunk potrebbe aprire uno spiraglio di evoluzione quanto meno intrigante, chissà…

Insomma, parlare male di "The Outsider" è come sparare sulla croce rossa, e diamine… passatemi la P38!!

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