The Evil Within

by • 02/11/2014 • Rubriche, The Game VaultComments (0)787

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La nuova creatura di Shinji Mikami è tornato in pompa magna e per chi non lo sapesse questo nome è quello che sigla i primi quattro capitoli della saga di Resident Evil. Dopo che la serie di casa Capcom è andata come per dire fuori dai binari Mikami ha deciso di regalare a tutti gli appassionati un gioco che si potesse finalmente chiamare realmente survival.

Nonostante tutte le paure precedenti alla release, il gioco possiamo dire immediatamente che ha mantenuto in pieno tutte le sue promesse. Verremo immediatamente buttati nella mischia e nei panni del detective Castellanos ci ritroveremo in un manicomio pieno zeppo di cadaveri. Presto veniamo a sapere che il responsabile è una sorta di deus ex machina chiamato Ruvus. Subito avremo la sensazione di trovarci in un mix tra action e stealth. L’ospedale però è solo l’inizio della tragedia e quindi ci renderemo conto che il problema è molto più ampio e comprende tutta la città.

La trama del gioco è un profondo thriller psicologico con fortissime venature horror. Le allucinazioni e le situazioni surreali saranno quindi all’ordine del giorno. Avremo sempre la sensazione di non avere bene chiara quale sia la realtà e quale la fantasia e questo disorienterà parecchio.

Il gioco lavora sulla mente del giocatore ma non spaventa in maniera gratuita. Vi sentirete spesso impotenti di fronte a certe situazioni ma non vi spaventerete facilmente. Rifletterete molto piuttosto. Il sangue comunque non mancherà.

Azione, stealth e puzzle solving vi terranno occupati per circa dodici ore. L’azione è comunque ridotta all’osso e gli approcci più ragionati saranno sempre preferiti al semplice spargimento di pallottole in maniera gratuita. Attenti comunque in ogni caso ai cadaveri dei nemici che possono rialzarsi e attaccarci ancora e ancora.

Lo stealth è il vero pilastro centrale dell’azione e infatti passerete parecchio tempo accucciati ad aspettare il momento migliore per colpire alle spalle i mostri. Dovremo fare attenzione anche alle varie trappole che saranno sparse per i livelli di gioco.

I puzzle invece sono perlopiù ambientali e basati a volte anche sui quick time events. I vari checkpoint sparsi all’interno dell’avventura ci impediranno di tentare invano tutte le volte che moriremo per un  puzzle non soluto nella maniera corretta.

Ottimo e ben bilanciato anche il sistema di crescita del nostro personaggio che avverrà attraverso un elettroshock.

Dal punto di vista tecnico le ambientazioni ricorderanno molto da vicino quanto visto in un classico del genere come Silent Hill. Buono quindi il level design così comela caratterizzazione dei personaggi.

Ottimo il comparto sonoro con un doppiaggio in italiano di livello e tutta una serie di sonorità che ci faranno balzare più di una volta sulla sedia. La colonna sonora prevede anche dei pezzi orchestrali di Bach che coinvolgono e rendono ancora più cupa l’atmosfera generale.

Il re dei survival è quindi tornato a reclamare il suo trono e quindi tutti gli appassionati del genere sono avvisati d’ora in poi.

 

Voto: 8.5

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