The Evil Within 2

by • 26/10/2017 • Rubriche, The Game VaultCommenti disabilitati su The Evil Within 219


Shinji Mikami con il primo capitolo di questo franchise aveva rinverdito un genere che stava purtroppo perdendo lo smalto di un tempo a causa di alcune scelte di gameplay abbastanza sconsiderate da parte della concorrenza.
Questo survival horr è un vero e proprio ritorno alle origini per un genere che ha letteralmente segnato un’epoca negli anni Novanta.

Questo secondo capitolo vuole innovare, con un Mikami come produttore esecutivo, e quindi ha tutta una serie di innovazioni che ne vanno a migliorare ulteriormente la struttura generale.
Il titolo comunque riprende moltissimo dal primo episodio non solo dal punto di vista del gameplay ma anche della storia che riprende da quella interrotta quattro anni fa.

Interpreteremo ancora una volta il detective Sebastian Castellanos che scopre che la figlia non né deceduta bensì rapita dalla Mobius. Viene usata come cavia da nucleo per lo STEM, una matrix per rendere schiava l’umanità.  Qualcosa però non funziona nella simulazione e Lily sparisce mentre i restanti umani cominciano a impazzire uno a uno.  Castellanos decide quindi di connettersi anch’esso per scoprire il mistero della figlia scomparsa.

Il plot è impreziosito in questo caso da alcune figure, soprattutto dal lato dei nemici,  che renderanno la narrazione molto interessante. I colpi di scena e ad alta tensione non mancano così come le introspezioni profonde nella psiche del protagonista.
Tutto è comunque più lineare e meno allucinato rispetto al passato ma la tensione non cala mai, garantito. C’è molta più libertà di fondo con la possibilità di esplorare anche se l’approccio diretto con le creature dello STEM non è mai consigliata.

Presenti quindi anche delle fasi più survival, con la possibilità di reperire risorse e utilizzarle in momenti di difficoltà alla The Last of Us. Le missioni secondarie comunque sono un piacere da giocare e mai troppo distanti dalla storia principale, in modo da non perdere mai il filo del discorso. Anche le meccaniche stealth sono presenti e anzi incoraggiate, quando le stanze pullulano di creature pericolosissime.

La tensione è sempre controllata e mai volta allo spavento fine a se stesso quanto piuttosto a un senso di insicurezza.
Il livello di difficoltà non è dei più bassi in circolazione e nonostante i potenziamenti delle armi e delle skill del protagonista con il fluido verde preso dalle varie creature, vi capiterà di morire spesso e volentieri. Più cercheremo però naturalmente più potremo ottenere dei vantaggi. Per le boss fight particolarmente difficoltose questo passaggio di potenziamento è veramente un must.

Per quanto concerne il comparto tecnico il gioco utilizza l’idTech 5, con un buon utilizzo delle texture e delle animazioni. Grandioso poi quanto fatto con l’illuminazione che riesce sempre a ricreare l’atmosfera più adatta al momento. Stesso discorso per il comparto sonoro e in particolare per il doppiaggio in italiano e i rumori ambientali che mantengono la tensione sempre alta.

Bethesda ha fatto nuovamente centro con un racconto solido e che non lascia più spazio agli interrogativi del primo capitolo. Un survival horror degno di questo nome ma che al contempo innova.

Voto: 9

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