The Elder Scrolls Online

by • 13/04/2014 • Rubriche, The Game VaultComments (0)986

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L’annuncio di The Elder Scrolls Online creò un certo guazzabuglio in rete: la serie The Elder Scrolls è molto apprezzata e l’idea di poter trasporre quella stessa esperienza in un mondo completamente online ha fatto sognare centinaia di videogiocatori. Presto, però, Zenimax Studios, che si è occupata dello sviluppo, ha messo in chiaro che il gioco per PC non sarebbe stata una semplica trasposizione multigiocatore di Oblivion e Skyrim, per citare gli ultimi due episodi pubblicati. Il meccanismo di un MMORPG (Massively Multiplayer Online Role-Playing Game ) è infatti molto delicato, soprattutto quando un mostro sacro come World of Warcraft mantiene saldamenti le gambe sul trono del genere ed è riuscito, nel corso degli anni, a mantenere fedeli i propri utenti. La software house, insomma, ha operato un lavoro di revisione non solo nell’interfaccia, ma anche nella struttura stessa del gioco pur non minando la familiarità che i videogiocatori hanno con la serie. Abbiamo potuto mettere le mani su una versione definitiva di The Elder Scrolls Online per PC. Il gioco, pur con le dovute modifiche sopracitate, è in tutto e per tutto un Elder Scrolls e chi ha giocato a un precedente capitolo della saga non impiegherà che qualche minuto ad ambientarsi con i controlli e le meccaniche ludiche. Nonostante sia un MMORPG , la visuale in prima persona è rimasta cara all’esperienza e per le poche ore con cui abbiamo avuto a che farci ci è sembrata migliorata rispetto a Skyrim: l’impatto dei colpi con le armi bianche dà un feedback migliore e la possibilità di usare lo scudo non solo come mezzo difensivo ma anche come strumento per bloccare l’imminente offensiva del nemico è uno stratagemma interessante per arricchire i vari combattimenti e renderli più dinamici. Il mondo di gioco è davvero enorme. Partendo da un piccolo villaggio all’interno di cui ci troveremo una volta abbandonata la prigione in cui siamo rinchiusi (il tutorial), ci si aprirà davanti una mappa composta da decine di aree liberamente esplorabili e suddivise tra ambientazioni cittadine e altre più libere come le foreste e gli onnipresenti dungeon. L’editor del personaggio è in linea con il resto della serie: dieci razze, tre alleanze, quattro classi e un ampio set di personalizzazioni estetiche permettono migliaia (letteralmente) di combinazioni possibili. Le razze non sono cambiate: Bretone, Elfo Alto, Argoniano, Orco, Elfo dei boschi, Elfo Oscuro, Redguard, Khajiit, Nord e Imperiale (esclusa della Imperial Edition). Ciascuna ha le proprie caratteristiche: alcune sono più adatte al combattimento puro (Orchi e Nord, per esempio) mentre altre si adattano alla magia (Elfo Alto e Bretone) o sono più versatili (le Redguard). Una sostanziale differenza, in linea con quanto detto riguardo la necessità di equilibrare l’esperienza per adattarsi al modelli degli MMOG, riguarda le limitazioni di razza. Se nei classici capitoli single-player di The Elder Scrolls al giocatore viene permesso di cambiare rami di abilità a qualsiasi livello (pur con determinate preferenze iniziali dovute proprio alla razza), in Elder Scrolls Online lo sviluppatore ha deciso di effettuare alcune restrizioni: l’Orco non potrà apprendere le magie di evocazione o distruzione, per esempio, e il suo set di abilità include attacchi ad arma bianca o potenziamenti all’armatura. Una scelta che può stranire inizialmente, ma ottimale nell’economia del gioco così da evitare un’eccessiva omogeneità dei personaggi. Un difetto che ci sentiamo di sottolineare è la mancanza di atmosfera: trovare altri 2-3 utenti passeggiare o saltare all’interno di una casa mentre dobbiamo effettuare un assassino silenzioso non contribuisce a creare la giusta immedesimazione. Un mondo popolato e dinamico è l’essenza di ogni buon MMORPG , ma conoscendo il “normale” Elder Scrolls questo brusco cambiamento può essere inizialmente straniante. Il bilanciamento ha buone potenzialità e le restrizioni delle classi sono sacrosante; il mondo di gioco è vastissimo e promette centinaia di ore di gioco per poter essere completamente esplorato; gli elementi classici della serie, come il combattimento in prima persona, sono rimasti con grande piacere degli appassionati della serie classica.

Ecco alcune informazioni utili per approcciare al gioco. Innanzitutto i requisiti di sistema:

PC:

Sistema operativo: Windows XP 32 Bit

Processore: Dual Core da almeno 2 GHZ

RAM: 2 GB

60 GB di spazio libero su disco

Scheda video compatibile DirectX 9.0 con 512 MB di RAM

Scheda audio compatibile DirectX

Connessione internet attiva

Mac:

Sistema operativo: Mac OS X 10.7.0 o superiore

Processore: Intel Core 2 Duo

Scheda Video Intel HD 4000, NVIDIA GeForce GT 330M o ATI Radeon HD 6490M

RAM : 4 GB

60 GB di spazio su disco

Lettore DVD

Risoluzione minima 1024×760

Connessione internet attiva

A giugno saranno poi distribuite le versioni per PlayStation 4 e Xbox One. Anch’esse, come le versioni PC e Mac, richiederanno il pagamento di un abbonamento mensile. Sulla console Sony non sarà necessario, però, avere un account PS Plus mentre su Xbox One l’utente dovrà essere altresì iscritto al servizio Live Gold.

Tre sono le edizioni disponibili del gioco: una versione standard (gioco senza contenuti extra) a 54,99 euro, la Digital Imperial Edition (razza Imperiale, armi e oggetti aggiuntivi) a 79,99 euro per PC e Mac, Imperial Edition fisica (statuetta di Molag Bal e artbook di oltre 220 pagine) per PlayStation 4 e Xbox One a 99,99 euro, che contiene anche i contenuti extra dell’edizione digitale.

 

Voto: 9

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