Ten Crack Commandments – N.1 Dicembre 2008

by • 10/12/2008 • ArticoliComments (0)818

Ten Crack Commandments. Ogni dieci del mese, dieci cose più o meno interessanti di cui (s)parlare ed un podcast con un mix di dieci canzoni. Dopo anni di sole recensioni, interviste e report ecco la mia prima rubrica su Hotmc.

1) Wax Poetics è un rivista di black music statunitense, probabilmente la migliore. Se avete fortuna la trovate nei migliori negozi di dischi, in Italia costa dagli otto ai tredici euro, dipende da quanto è figlio di puttana colui che ve la vende. Nell'ultimo numero, quello con in copertina il faccione di Shuggie Otis, c'è un'intervista a MF Doom che è davvero una chicca. Oltre ad essere uno dei rappers più forti del pianeta quest'ultimo è anche un beatmaker fuori di testa, uno di quelli che è partito dal semplice boom-bap e se l'è re-inventato in maniera del tutto originale. L'intervista è incentrata appunto sull'argomento beatmaking e svela aspetti importanti di quella che è la sua tecnica di produzione: "I consider myself as a drummer, if anything, out of all the instruments". Una lettura che consiglio vivamente, soprattutto a coloro che si divertono a fare musica pigiando su dei pad.

2) Dj Gruff è incazzato nero. Si è comprato una Biowashball e si è accorto che non funziona. Se cercate in rete, tra le tante deliranti testimonianze, troverete anche un video con Dj Gruff che rompe la suddetta pallina verde. Arigatò.

3) Kanye West ha fatto uscire un nuovo album, si chiama 808s & Heartbreak, ed è senza mezzi termini il suo disco più brutto di sempre. In questi giorni l'ho ascoltato parecchio e sono giunto alla conclusione che è un album talmente pomposo, kitsch e pacchiano che alla fine un sorriso te lo strappa pure. "Gli altri altri artisti mettono un po' di Auto-Tune nei loro pezzi? Bene, io mi chiamo Kanye West, ho le mutande in red carpet, e mi faccio un cazzo di disco tutto in Auto-Tune!" Ciononostante anche stavolta il buon Kanye ha dimostrato di essere un personaggio irregolare, eccentrico, al di sopra delle logiche che regolano il piattume del mainstream, e per questo va rispettato. Tanto giusto un paio di mesi e 808s & Heartbreak verrà ricordato esclusivamente come uno dei dischi più trash della storia dell'Hip Hop.

4) IllLord tha Ques è un illustratore americano trapiantato ad Honk Hong non so per quale motivo. Ha raccolto in un poster alcuni delle sue morbidose caricature e ne è venuta fuori una cartina tornasole di quelli che sono gli umori del miglior Hip Hop underground statunitense post-J Dilla. Madlib, MF Doom, Flying Lotus, Jneiro Jarel, Percee P e Guilty Simpson, tanto per citare i più conosciuti. Magari del poster attaccato al muro non ve ne fate nulla, ma se riuscite ad identificare tutti i nomi vi slurpate dell'ottima musica.

5) Bucknasty è un figo. Senza dubbio uno dei migliori talenti partoriti dall'Hip Hop in Italia negli ultimi anni. Ha iniziato prendendo finemente per il culo le assurdità dei rappers italiani ed è passato a fare il reporter per le elezioni USA a New York City. Non posso certo dire di non invidiarlo. Addirittura ritengo che alcuni dei suoi vecchi post su Hatingline siano una delle cose rap-italiane più divertenti in assoluto dal 2000 in poi. Ho quindi una special request da fargli: "Caro Bucknasty, perché non scrivi un post su Federico Sarica a.k.a. Fede dei Lyricalz, attuale Chief Editor della rivista per cui scrivi? Ha un passato da gran cazzaro della rima e un presente da hipster intellettualizzato, in pratica tutto il necessario per farci ridere, e non è da escludere che in futuro possa diventare anche un furry".

6) La nuova serie di mixtapes targati Mochilla ancora non è uscita che già ho l'acquolina in bocca. Per chi non lo sapesse Mochilla è la casa di produzione di Eric Coleman e B+. Due fotografi, mi verrebbe da dire, ma sarebbe alquanto riduttivo. Personalmente ritengo la fotografia poco più che un giocattolo, di solito il fotografo si limita ad incapsulare su pellicola un'inutile scheggia di divenire, ma quando lo stesso fotografo riesce a distaccarsi dalla realtà, e distaccandosi la crea, credo allora possa esser definito artista. Ecco, Eric Coleman e B+, oltre ad essere due attentissimi reporter della cultura Hip Hop, nel loro piccolo sono due artisti. Ma torniamo ai mixtapes: Beats and the Abstract Truth di Ras G, Mu-roc di Shafiq Husayn dei Sa-Ra Creative Partners, Dusted Soul di Kutmah, ma soprattutto Speto da Rua / Dirty Brazilian Crates vol.1 di Madlib, il primo di sei mix carioca realizzati dal Beat Konducta nel 2007, durante le tre settimane di permanenza in Brasile assieme ai ragazzi di Mochilla.

7) Sul myspace di Paura è disponibile Liveli un'anticipazione dal nuovo album di Dj Gruff di imminente uscita. Davvero potente. Il beat mi ricorda certe vecchie cose di Bigg Jus, ma in una versione più elettronica e minimale. Gli scratch di Gruff e Pijei sono ovviamente di ottimo livello, ma è soprattutto la qualità del rap a colpire. Il brano è caratterizzato da un mood flemmatico e molto meridionale, gli mc's che si alternano al microfono sono quattro, tutti quanti con una strofa al massimo delle loro capacità. L-Mare da un upgrade del suo stile, tutto flow e visioni, Gruffetti è nel suo gioco, come incastra lui le parole non lo fa nessuno, Clementino è migliorato tantissimo rispetto al suo disco d'esordio, punta tutto sulla tecnica e la teatralità, Paura invece è un mastodonte della metrica, e pare molto a suo agio su questo tipo di beats.

8) Nero Inferno è il primo video di writing mai prodotto in Italia, o comunque uno dei primissimi. E' uscito circa dieci anni fa e dovrei avere ancora la cassetta originale da qualche parte, per giunta imprestatami da qualche amico. Ma volete mettere la comodità di gustarselo finalmente su youtube piuttosto che sprecare una qualche mezz'ora a cercarla? Guardandolo si respira un certo alone di nostalgia, perché ai tempi si pensava davvero che il writing fosse qualcosa di indelebile, mentre ora quasi tutte le vecchie scritte sono state cancellate dal tempo. L'argomento principale del video doveva essere il trainbombing a Milano, ma è grazie alle interviste che Nero Inferno rimarrà impresso nella memoria. Volete mettere Bread della CKC che si gratta le palle mentre parla, o Dumbo che racconta di n
on ricordarsi i posti dove fa le tag, ma soprattutto Rae, con una delle interviste più divertenti della storia delle interviste? Momenti un po' ingenui ma indubbiamente formativi, soprattutto se contiamo che gente come "Rae" Martini, Ivano "Dumbo" Atzori e Marco "Mastro K" Klefish han fatto della propria arte un lavoro.

9) Il fratello di Jay Dee, Illa J, è un mc talmente mediocre che su Spinemagazine hanno addirittura messo in "Top 10" solo la versione strumentale del suo disco d'esordio, Yancey Boys, prodotto appunto dal compianto genio di Detroit. Poveraccio, un po' come portare sulla casacca il nome Maradona quando ti chiami Hugo invece che Diego.

10) Ho visto Ensi fare freestyle al MEI. Porca puttana. Ha una capacità di coinvolgere improvvisando davvero incredibile, dovrebbe fare dei live show solo in freestyle. Riuscirebbe a far muovere la testa anche a mia nonna, e mia nonna è morta nel 1998 (RIP). Che fosse un mostro già lo si sapeva, ma riesce continuamente a migliorarsi. Ora è esaltante sia quello che dice sia il modo in cui lo dice, si sta creando uno stile proprio, e il suo modo di stare sul palco trasuda passione autentica per questa cosa. In passato ho criticato i suoi dischi, credo giustamente, ancora non è riuscito ad incanalare del tutto il suo indubbio talento dentro un album, ma son sicuro che ci riuscirà. A proposito di Ensi, Michele Miotello alias Bptvi ha realizzato un documentario sul freestyle italiano, Versibus Alternis, che è uscito già da qualche tempo ma ancora non ha ricevuto l'attenzione che merita. Buttate un occhio sul trailer.

(Il podcast ancora non c'è, non riesco a capire come riuscire a caricarlo, un paio di giorni e arriva)

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