Street Dance Fighters

by • 22/11/2004 • ArticoliComments (0)712

Articolo redazionale a pagamento.

Sito ufficiale: sdf.hotmc.com.
Altrimenti noto come You got served (questo è infatti il titolo con cui ha debuttato oltreoceano alcuni mesi fa), Street Dance Fighters si è immediatamente candidato a diventare uno dei film più chiacchierati, discussi e acclamati dai seguaci della cultura hip hop di mezzo mondo. Montare una sceneggiatura attorno a un soggetto inflazionato come l’universo hip hop e il suo mood nel ballare è cosa ben difficile, soprattutto se l’obbiettivo finale è catturare l’attenzione di un pubblico di profani senza scontentare quello degli adepti. Onore al merito dello staff di SDF, dunque, che ha accolto il progetto come una sfida entusiasmante e con altrettanto entusiasmo ha portato avanti la lavorazione del film.

Street Dance Fighters è la storia di una valida crew di breaker che primeggia nel circuito di Los Angeles, ma è prima di tutto la storia dell’indissolubile legame tra Elgin e David, leader carismatici della crew stessa e, tra una sfida di break e l’altra, “fattorini” per il boss locale. L’amicizia tra i due rischia d’incrinarsi per sempre a causa della superficialità di David che, segretamente innamorato della sorella minore di Elgin, per incontrare di nascosto quest’ultima mette a rischio la vita dell’amico durante il trasporto di una partita di droga. Il litigio provocherà una scissione netta nel gruppo, tanto che, in occasione di un favoloso contest che mette in palio cinquantamila dollari e la partecipazione al nuovo video di Lil’Kim, i suoi componenti si presenteranno come due crew separate. La battaglia è lunga e la strada per il tanto agognato successo è tutta in salita, ma può una giuria istituzionale e un concorso in formato reality show eguagliare il sapore di una sfida in strada, l’amore della propria crew e l’insindacabile giudizio del pubblico? I nostri protagonisti avranno modo di trovare una risposta a questa domanda durante il loro percorso.

Una delle carte vincenti del film è la freschezza e il talento dei suoi interpreti che, malgrado possano sembrare giovani esordienti, sono in realtà dei professionisti consumati. Nei panni di Elgin recita Marques Houston, il cui debutto risale al 1992 quando, appena undicenne, calca le scene come frontman della nota formazione RnB Immature; nel 2003 Marques pubblica il suo primo disco solista, di cui è anche autore e produttore e, come se non bastasse, da alcuni anni dirige la società di produzione The Ultimate Group. “Omarion” Grandberry, che interpreta David, nella realtà è il fratello minore di Marques Houston, nonché il leader della band RnB dei B2K, con tre album all’attivo e numerosi riconoscimenti da parte di pubblico e critica. Tra i membri della crew dei due protagonisti spiccano Lil’Fizz, Raz-B e J-Boog, gli altri tre componenti dei B2K, mentre il ruolo di Liyah, la sorella di David nella finzione, è di Jennifer Freeman, nota al pubblico italiano per la sua pluriennale partecipazione al serial Tutto in famiglia.

Il fiore all’occhiello di Street Dance Fighters resta tuttavia il contorno artistico e tecnico messo a punto per le coreografie. I cento e passa breaker del corpo di ballo sono stati selezionati tra gli oltre ottocento aspiranti che si sono presentati alle audizioni: provenivano da crew e collettivi di tutto il mondo, senza distinzione di notorietà o esperienza in campo cinematografico. Il coreografo Dave Scott ha sottoposto l’intero cast a otto estenuanti settimane di prove, un periodo di tempo addirittura superiore a quello impiegato per le riprese effettive, perché tutto fosse perfetto: l’idea era quella di girare le scene di danza senza effetti speciali, trucchi o tagli, e così è stato.

Street Dance Fighters, dunque, nasce e cresce come qualcosa di unico nel suo genere, volutamente sorprendente e spettacolare nel suo rappresentare la realtà della breakdance, ma c’è dell’altro. “Grazie a questo film, sono in grado di proporre l’hip hop in una veste finalmente appropriata”, afferma il coreografo Scott. “Vorremmo davvero che coloro che hanno dato il via a questo fenomeno nel passato lo apprezzassero. L’hip hop viene dalle strade, come tutti gli artisti hip hop. Questo film mostra l’aspetto positivo di questa realtà”. A voi scoprire se i suoi creatori sono riusciti nell’intento.

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