Speciale Renegades of Rhythm: intervista a dj Cut Chemist

by • 16/02/2015 • Copertina, IntervisteComments (0)695

shadow cut chemist

Immaginatevi due dei più eclettici e innovativi dj del panorama hip hop che uniscono le forze per rendere onore al fondatore stesso di questa cultura: non è un sogno, ma una clamorosa realtà. A renderla tale sono stati dj Shadow e Cut Chemist, che hanno fondato il supergruppo Renegades of Rhythm e ora girano il mondo portando in giro uno spettacolo che è un omaggio alla figura e al lavoro di Afrika Bambaataa. Per una volta, per vedere tutto questo dal vivo non è necessaria una trasferta in qualche capitale europea di serie A, ma è sufficiente essere a Milano mercoledì prossimo, il 18 febbraio: Elita, infatti, ha deciso di portarceli a domicilio per un warm up del Design Week Festival. Abbiamo approfittato dell’occasione per scambiare quattro chiacchiere al telefono con Cut Chemist per farci raccontare quello che dobbiamo aspettarci.

Blumi: Com’è nato il progetto Renegades of Rhythm?

Cut Chemist: Conosco dj Shadow da diverso tempo: l’idea di questo progetto è nata quando Afrika Baambaataa ha donato la sua collezione di dischi alla Cornell University. Uno dei curatori della donazione ci chiese se potevamo creare un mixato a partire da questi vinili: noi abbiamo immediatamente risposto di sì, ma non ci siamo limitati a questo, tant’è che abbiamo deciso di trasformare quell’avventura anche in un tour. E così eccoci qui!

B: Sostanzialmente cosa vedremo nel corso del vostro concerto?

C.C.: Abbiamo sei giradischi e usiamo solo vinili, tutti parte di una collezione storica appartenuta al dj che ha dato vita alla cultura e alla musica hip hop. È un onore, per noi, suonare quei dischi, e grazie anche ai visual d’impatto è anche uno spettacolo molto divertente a cui assistere, soprattutto per i fan dell’hip hop, ma non solo. Noi senz’altro ci divertiamo sempre molto, sul palco.

B: È mai capitato che Afrika Bambaataa assistesse a uno dei vostri show?

C.C.: Sì, è venuto a vederci a New York e il nostro dj set gli è piaciuto moltissimo. Cosa che ci ha reso davvero felici, ovviamente.

B: Sul tuo profilo Instagram hai chiamato a raccolta i b-boy europei, dicendo che vi piacerebbe averli presenti durante il vostro concerto perché in America si formano spesso dei cerchi durante il vostro spettacolo, mentre in Europa non succede di frequente…

C.C.: I b-boy per noi sono molto importanti, perché quando anni fa Afrika Bambaataa chiamò a raccolta la gente per dare vita alla cultura hip hop la danza era una componente fondamentale di questi raduni: i ragazzi delle gang, anziché prendersi a botte, cominciarono a sfidarsi ballando. Insomma, i b-boy sono sempre stati una parte fondamentale del suo progetto e molti dei dischi che suonava hanno ispirato la nascita della breakdance. Ecco perché vorremmo averne molti tra il pubblico.

B: Ed è vero che ci sono biglietti gratis a disposizione per i b-boy?

C.C.: Sì, certo. Non sono centinaia, ovviamente, però di solito ci sono una ventina di biglietti omaggio riservati a loro. Perché, ce ne sono molti in Italia?

B: Sono parecchi, sì, molti hanno ottenuto anche dei riconoscimenti internazionali! Penso che verranno in tanti, anche perché è insolito che gli artisti li invitino ai loro concerti: di questi tempi sembra che molti pensino a loro come a una distrazione o una seccatura.

C.C.: Sì, ogni tanto capita, ma credo che finché c’è rispetto reciproco tra noi che siamo sul palco e loro che siamo sotto, tutto va a meraviglia. L’importante è che si ricordino che c’è uno show in corso sul palco… (ride)

B: Tornando ai vinili, mentre sei in tour di solito approfitti per fare un po’ di diggin in the crates?

C.C.: Sì, e penso che lo faremo anche a Milano, visto che ci fermeremo qui un paio di giorni, perciò magari fateci sapere quali sono i negozi di dischi migliori!

B: Cambiando argomento, tu arrivi da Los Angeles, che con Kendrick Lamar sembra diventata la città in cui più di tutte si gioca il futuro dell’hip hop…

C.C.: Kendrick Lamar, Low End Theory (non il disco degli ATCQ, evidentemente, ma un collettivo di dj con base a L.A., ndr), Flying Lotus, l’intera scena del beatmaking californiana: tutti loro contribuiscono a creare qualcosa di nuovo ogni giorno. È da anni che in città questo processo di innovazione va avanti, dai tempi degli N.W.A. passando per i Jurassic 5 e i Pharcyde… Tutti un passo avanti rispetto alle tendenze del momento. Los Angeles è un ottimo posto per fare musica e per trovare l’ispirazione giusta.

B: Per finire: cosa ti aspetta in futuro?

C.C.: Ho appena finito un album solista, sto guardandomi intorno per trovare l’etichetta giusta per pubblicarlo. L’idea sarebbe quella di farlo uscire all’inizio dell’anno prossimo.

 18 FEBBRAIO – MAGAZZINI GENERALI
RENEGADES OF RHYTHM: DJ SHADOW & CUT CHEMIST play AFRIKA BAMBAATAA

support act:
DIFFERENZA PARALLELA feat.Painè, Dj Pandaj, TNS
BASSI MAESTRO e DJ FILO in 45rpm Set – Strictly 7inch Vinyl

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