Speciale C’era una Volta a Roma: intervista a David Nerattini

by • 29/09/2011 • IntervisteComments (0)843

Dell'evento C'era una volta a Roma vi abbiamo già parlato qualche tempo fa. Descriverlo in due parole è davvero impossibile, ma volendo provarci si potrebbe definire un grande spettacolo in cui un'orchestra di 52 elementi, formata da alcuni tra i più formidabili musicisti italiani, omaggia le indimenticabili colonne sonore nostrane degli anni '60 e '70. Ad accompagnarli, gli "assoli" di personaggi come Giuliano Palma, Musica Nuda e Colle der Fomento, nonché i visual di Luca 'Bean' Barcellona e Sean Martin. C'era una Volta a Roma si inserisce nella cornice del Redbull Music Academy World Tour, che ha fortemente voluto questo monumentale evento, e la direzione artistica è affidata ai creatori di Superfly Silvia Volpato e David Nerattini, che per il pubblico hip hop non hanno certo bisogno di presentazioni. Abbiamo chiesto proprio a David di raccontarci quest'impresa titanica con parole sue: siamo certi che, al termine della lettura, chiunque si trovi dalle parti di Roma il 4 ottobre non si perderà questa serata per niente al mondo.

 

Blumi: Come nasce C'era una Volta a Roma?

David Nerattini: Nasce innanzitutto dalla collaborazione con Redbull Music Academy: abbiamo iniziato a lavorare insieme nel 2004, quando l'evento si è svolto a Roma, e da allora il rapporto è proseguito e si è rinsaldato. Anche il nostro precedente evento, Gli Originali (nel 2006 al Rolling Stone di Milano, vedeva protagonisti Franco Micalizzi, la sua Big Bubble Band e buona parte dei nomi storici della scena hip hop italiana, ndr), era stato possibile grazie a loro; anche in quel caso l'idea nasceva da me, Silvia Volpato e Dee' Mo, quindi più o meno lo stesso gruppo di lavoro che operava su Superfly. Di solito Redbull Music Academy è un evento stanziale, che si svolge ogni anno una città diversa. Quest'anno, però gli organizzatori hanno deciso di effettuare anche una sorta di tour mondiale che fa tappa in varie città, per valorizzare le scene musicali locali: C'era una Volta a Roma è legato proprio alla sua tappa italiana. Sono stati loro per primi a chiederci di pensare a uno spettacolo sulle colonne sonore prodotte in Italia, una delle nostre grandi eccellenze riconosciute a livello globale. Così abbiamo pensato a un percorso musicale che parlasse delle grandi soundtrack prodotte a Cinecittà, ma anche di tutto ciò che è stato successivamente ispirato da quel tipo di sonorità: l'immaginario, i campionamenti, i nuovi sound, le grafiche…

B: In concreto, quindi, chi e cosa troveremo in questo evento?

D.N.: Musicisti e illustratori che in qualche modo abbiano un continuum ideologico e filosofico con quell'atmosfera e quel mondo. Per fare l'esempio più banale, abbiamo formato da zero un'orchestra di 52 elementi: esisterà soltanto per questo spettacolo ed è stata accuratamente selezionata da me e da Massimo Nunzi, direttore d'orchestra. Dal punto di vista visuale, invece, Silvia ha scelto Luca Barcellona, altrimenti noto come Lord Bean, il quale a sua volta ha voluto coinvolgere un'altra vecchia conoscenza della scena hip hop, ovvero Sean Martin, per le animazioni 3D e 2D – ma soprattutto 2D: la nostra è un'operazione molto vintage, come vedrete. Riguardo ai contenuti, invece, i brani sono stati scelti con dei criteri molto vari: l'idea è quella di realizzare una specie di mixtape o di trasmissione radiofonica molto ricca, ma con musica suonata in tempo reale.

B: Per un evento di questa portata, qual è l'impiego di risorse (umane ed economiche) necessario per portare a casa il risultato?

D.N.: A livello di risorse economiche non saprei dire, ma sicuramente è una produzione molto grande, e senza il contributo di Redbull Music Academy non sarebbe stato possibile realizzarla. Da questo punto di vista, in effetti, Redbull si rivela ancora una volta l'unica multinazionale davvero vicina alla cultura, tanto da investire in idee che nessun altro si sognerebbe di finanziare. Riguardo invece all'impiego di capitale umano, è stato un lavoro lunghissimo, che è iniziato più di un anno fa e che si concentra in quest'ultima settimana che precede l'evento, con una marea di prove e aggiustamenti in corsa. Mettere insieme un'orchestra è un lavoro titanico, ma paradossalmente è stato il meno: basti pensare che Massimo Nunzi ha letteralmente trascritto di persona tutte le partiture dell'orchestra. Di molti dei brani che suoneremo gli spartiti non esistono, o se esistevano sono andati perduti anni fa. Massimo, quindi, li ha riascoltati milioni di volte, trascrivendone le note a orecchio per ogni strumento. Un'operazione di una lunghezza inenarrabile…


B: È per questo motivo che i vostri eventi (prima Gli Originali, ora C'era Una Volta a Roma) hanno luogo a diversi anni di distanza?

D.N.: In realtà noi li realizziamo ogni volta che ci chiamano. Di idee ne abbiamo a volontà, l'essenziale è avere qualcuno disposto a metterle in pratica! (ride)

B: Parlando invece dei musicisti che avete coinvolto?

D.N.: Ci sono molti dei più talentuosi jazzisti italiani della nuova generazione, come Daniele Tittarelli, Fabrizio Bosso e molti altri, ma anche dj Stile, che sarà a tutti gli effetti un membro dell'orchestra. Senza contare coloro che in quelle colonne sonore hanno suonato fin dall'epoca della loro realizzazione: ad esempio Dino Piana e Silvano Chimenti, importantissimi musicisti italiani. Poi ci sono anche alcuni interventi cantati, come quelli di Giuliano Palma, che canterà il tema del film Django, Petra Magoni con Musica Nuda, che canterà un brano in origine cantato da Mina dal titolo Spiral Waltz, e Gunnlaug Thorvaldsdottir, una cantante islandese che mischia un repertorio da soprano con quello da vocalist d'avanguardia. Per rappresentare il rap, infine, ci saranno i Colle der Fomento. La loro presenza era quasi obbligata. Un po' perché l'hip hop fa parte da sempre del nostro background, un po' perché è un genere che ha saccheggiato a mani basse le colonne sonore italiane campionandole in ogni salsa, e un po' perché questo è un evento molto “romano-centrico”: si tratta di brani composti e registrati a Roma da musicisti romani, e quando si pensa alla scena hip hop della capitale è automatico pensare a Danno e Masito. Siamo molto soddisfatti del cast, anche perché hanno accettato praticamente tutti al primo colpo: nessuno ci ha detto di no, tranne Tullio De Piscopo, che in effetti è il nostro unico, piccolo rimpianto.

B: Dicci qualcosa di più sui brani che suonerete…

D.N.: Abbiamo cercato di evitare l'effetto greatest hits: non si tratta necessariamente dei brani più famosi, ma di quelli più importanti per le conseguenze che hanno generato. Ad esempio Nel cimitero di Tucson dei fratelli Reverberi, che ha raggiunto la notorietà quando è stato campionato per Crazy degli Gnarls Barkley. O vari brani di Ennio Morricone: soprattutto cose che lui non esegue dal vivo, per una forma di rispetto. Ivi comprese composizioni minori, che magari lui nemmeno ama, come
un esperimento di musica elettronica tratto dalla colonna sonora di un film intitolato L'umanoide, che doveva essere la risposta italiana a Guerre Stellari. E, sempre parlando del maestro, abbiamo incluso anche pezzi di personaggi meno conosciuti in Italia, ma paradossalmente più conosciuti all'estero: tipo Alessandro Alessandroni, che per anni è stato “il fischio” di Morricone. Ovviamente ci sarà anche l'horror, con i Goblin: è possibile fare un tributo alle colonne sonore italiane senza eseguire almeno un brano da Profondo rosso? Credo proprio di no. Insomma, è un bel mix: d'altra parte le sonorità dell'epoca alternavano di tutto, dalla musica più alta a quella più bassa, dal funk tradizionale alla sperimentazione. Volevamo proprio rappresentare la varietà e l'eclettismo di quel momento storico.

B: Una domanda oziosa: se tu dovessi rifare uno spettacolo del genere tra trent'anni, ripescando il meglio delle composizioni italiane di oggi ormai diventate “vintage”…?

D.N.: Sarebbe davvero molto difficile. Non è solo una questione musicale: oggi c'è molto meno business. Gli anni '60 e '70 sono stati un momento molto florido per il cinema italiano e per l'industria delle colonne sonore, il che ha portato a quella varietà e a quell'eclettismo di cui parlavamo prima: il periodo attuale è di tutt'altro tipo. Purtroppo è improbabile che ci sia di nuovo un picco di creatività del genere, anche per via della situazione economica di cui tutti leggiamo sui giornali. In ogni caso, se tra trent'anni ci sarà di nuovo un evento come C'era una Volta a Roma, spero di non occuparmene io: farò volentieri da spettatore, ma sarebbe carino se di tutta la fatica e il rischio si facesse carico qualcun altro, magari più giovane! (ride)

B: Off topic: l'ultima volta che abbiamo intervistato te e Silvia, parlavamo del futuro online di Superfly. Che fine ha fatto quel progetto?

D.N.: La nostra volontà di portarlo avanti, purtroppo, si è scontrata con la dura realtà dei fatti. In questo periodo nessuno è disposto a investire, soprattutto su nuovi progetti online, perciò abbiamo preferito diversificare. Superfly rimane un marchio, un'idea. Si traduce in spettacoli come questo, che nascono esattamente come nascevano i numeri della rivista: io e Silvia siamo sempre seduti alle stesse scrivanie, a scambiarci idee e proposte. Un altro progetto su cui stiamo lavorando, anche con altri ex collaboratori di Superfly, è una serie di documentari: ci sembra il modo migliore di creare qualcosa che rimanga e che sia fruibile a molte persone, sia online che su altre piattaforme. Parallelamente, poi, io ho aperto una piccola etichetta, la Pinnball Music, che si occupa proprio di ristampe di sonorizzazioni italiane degli anni '70: per ora è una label unicamente digitale, ma con l'inizio del 2012 dovremmo cominciare a realizzare edizioni limitate in vinile e cd. La nostra esperienza, insomma, continua in molteplici forme, non più quelle della parola scritta. Peraltro, da quando ha chiuso Superfly io non ho più scritto una riga, un po' per volontà mia, un po' perché nessuno me l'ha chiesto…

(Ora che lo sappiamo, te lo chiediamo noi, ndr!)

Per info:

Redbullmusicacademy.com/worldtour/rome

Pinballmusic.believeband.com

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