Spazio Autogestito Lolocaust N° Boh: recensioni di video senz’audio

by • 17/02/2014 • Copertina, Multimedia, Rubriche, Spazio Autogestito Lolocaust, VideoComments (0)810

RECENSIONE VIDEO SENZA AUDIO

Episodio ho perso il conto

POWER FRANCERS – PRENDO IL VOLO

Un sabato pomeriggio dei giovani annoiati decidono di andare a compiere delle malefatte. Si capisce che sono alle prime armi perché normalmente il controllo armi viene effettuato prima di partire per la missione. E’ imperativo guidare con prudenza e dare la precedenza, nonostante l’assenza pressoché totale di veicoli sulle strade. Per non dare nell’occhio la nostra banda di malandrini decide di procedere con il portello del furgone aperto, noncuranti del fatto che una pattuglia avrebbe potuto farli accostare proprio a causa di ciò, scoprendo così le armi. Il furgone viene parcheggiato davanti all’ingresso di un esercizio commerciale. Madornale errore, una volante noterebbe già dalla strada che qualcosa non quadra!

Ma si inizia la missione! Il gruppo si muove verso l’ingresso del negozio ma uno dei giovani subito corre a cazzo verso l’orizzonte e si perde in un corridoio. SCHERZONE! C’era un’altra porta, era solo entrato da quella, per confondere le idee. La gente terrorizzata è tutta alle casse, nonostante ciò i nostri giovani attaccabrighe entrano diligentemente da dove si entra. MA ASPETTA PERCHE’ SIAMO DEI RIBELLI! SCAVALCHIAMO COMUNQUE. Uno dei giovani punta la pistola verso le persone alle casse, mentre un altro incontra per caso un dipendente (che è vestito esattamente come i rapinatori ma lo si riconosce dalla pelata perché non ha il passamontagna) e lo costringe ad andare da qualche parte. Nel frattempo, fuori dal supermercato, un membro della banda si rompe i coglioni e va a controllare se la fiancata del furgone è a posto che non vorrebbe averla graffiata.

Il dipendente con la chierica viene fatto uscire dalle casse perché anche nell’illegalità è sempre opportuno rispettare il senso della circolazione all’interno dei supermercati. Viene portato nel guardaroba ove vengono custoditi i valori all’interno di una cassaforte in tinta con le giacche appese. CHE CULO RAGA, il dipendente incontrato per caso nel magazzino per pura coincidenza ha anche le chiavi della cassaforte! Mentre i complici controllano le uscite (uno è chiaramente sotto l’effetto di qualche droga a giudicare da come muove la testa a destra e sinistra molto velocemente) il giovane sbandato si fa consegnare non capisco cosa che era nella cassaforte, aspetta che rimando indietro. DAMMELO DAMMELO fa con la mano. Boh, è un sacchettino. Sarà la schiscetta per la pausa pranzo.

RAGA, ABBIAMO LE KINDER DELICE POSSIAMO FUGGIRE ORA. NO! ASPETTA, C’E’ UNA TELEVISIONE! I giovani tossici di periferia scoprono con orrore che, nella corsia percorsa 30 secondi prima assieme al dipendente ostaggio, si è ora materializzata una persona che sta chiamando le autorità! Forza, bisogna andare ad interromperlo! La pistola viene agitata davanti alla faccia del delatore il quale immediatamente sviene dall’emozione. O RAGA mi sa che è riuscito a chiamare la zia polly (cit. marracash) dobbiamo darci ad una precipitosa fuga!

Nel frattempo, il ragazzo rimasto nel furgone da prova di notevole immobilità del cranio. La calma zen. Una statua. Pensa di essere roccia ed il tuo corpo sarà roccia. Sulla strada, nessuna vettura: tutta la popolazione del borgo si trovava probabilmente nel supermercato. Ad un tratto si sveglia a causa del trambusto causato dai suoi amici che ritornano. Gran bottino, pensa mentre nello specchietto vede il compare con in mano il sacchetto della merenda.

E’ il momento di sfrecciare a tutta velocità su queste strade prive di traff- oh wait. ADESSO compaiono delle automobili a rallentare la fuga, ma zero problemi tanto loro fuggono dall’altra parte. La banda arriva finalmente al loro quartier generale che si trova saggiamente a 15 secondi di automobile dal luogo della rapina. Gli amici si sono chiusi dentro per sbaglio quindi gli va ad aprire. Però è arrabbiato e punta la pistola verso i suoi amici. SONO STUFO DI DOVER SEMPRE FARE IO IL GUIDATORE SOBRIO, dice loro, E SONO ANCHE STUFO DI FARE QUESTA VITA. Per questo fa finire i suoi ex amici in prigione che, a causa del problema del sovraffollamento delle carceri, a quanto pare è mista.

Eh eh, il crimine non paga! Divertiti nei prossimi mesi, unica femmina nel carcere maschile!

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