Sotto La Cintura

by • 05/04/2005 • RecensioniComments (0)1369

Una crew, tre ragazzi, la mostruosa capacità di improvvisare rime sopra un beat. Il nome inizia a girare dalla memorabile sfida Ensi vs. Mondo Marcio, da li in poi One Mic diventa sinonimo di vittorie, intrattenimento e grande spettacolo nelle più importanti freestyle-battles dello stivale. Dopo un promo distribuito gratuitamente ecco l'album d'esordio in cui Rayden, Raige ed Ensi si trovano affiancati, tra gli altri, a personaggi del calibro di Shocca, Yoshi, Bassi e Fame.

Sin dalla title-track "Sotto la cintura" emergono quelle che sono le peculiarità principali dei tre giovani torinesi: grande padronanza tecnica, uso smisurato di punchlines e ricerca continua del gioco di parole. Caratteristiche che prendono letteralmente fuoco in pezzi come "Se la senti" con dj Ronin e "Oltre" arricchita dal funk dei Beatgym, l'attitudine positiva è travolgente e il tutto suona omogeneo perchè lo stile di ognuno dei tre è personale ma complementare a quello del resto della crew. Tuttavia se queste caratteristiche esaltano i pezzi più d'intrattenimento fanno suonare un po' asettiche le parti riflessive del disco, decisamente poco riuscite "Mi azzardo a vivere", "Mi confonde" e "Non di sangue", tre pezzi che nonostante gli ottimi beats sono "solo" dei cumuli di rime a tema e non una vera e propria elaborazione personale del tema stesso.

Quando i tre riescono a filtrare argomentazioni e tecniche ecco "Non vedo, non sento, non parlo", Rubo produce una gemma soul sequenziando un sample di violino ad una voce pitchata, Raige non vede, Ensi non sente e Rayden non parla, una lucida presa di coscenza, la traccia migliore del disco. Assolutamente da citare anche "Never give up" con Fame e "Longways" con Yoshi, nella prima One Mic tributa il Club Dogo, sicuramente una delle principali ispirazioni del trio torinese, nella seconda invece troviamo l'ennesimo ottimo beat di Rubo e l'ex Sottotono che canta nel ritornello e ci delizia con una delle sue strofe migliori degli ultimi anni. Da segnalare anche la presenza di Mistaman in "Scelte che fai" e gli scratch di dj Tsura in un paio di episodi.

L'eccessiva durata fa si che il resto del disco sia di qualità altalenante, 20 tracce sono sinceramente troppe per un gruppo emergente e questo mina la longevità del prodotto, si passa dalle atmosfere clubbin di "Muoviti" allo storytelling di "011 unusual jobs", dagli esercizi lirici di "Legendary lyrical punchlinerz" al messaggio d'amore verso Torino "Black city", però si ha come l'impressione che in questi pezzi le potenzialità del trio non siano sfruttate nel migliore dei modi.

Per concludere "Sotto la cintura" è un esordio sicuramente positivo che farà conoscere ad un pubblico sempre più ampio le indubbie capacità dei tre, spesso però ci si trova di fronte a grandi prestazioni al microfono ma a canzoni nel complesso "solo" mediocri. Migliorato questo aspetto probabilmente ci si troverà di fronte ad gran disco, intanto lasciamo agli One Mic il tempo per raggiungere la piena maturazione.

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