Solo Un Uomo

by • 17/04/2006 • RecensioniComments (0)377

Passata la sbobba del "Solo un bambinooooooooooo, un bambinoooooooooooo" direi che ci si può approcciare al nuovo disco di Mondo Marcio senza troppe pressioni esterne, un po' perchè non c'è nessun addetto stampa a dirmi cosa scrivere, un po' perchè sono pigro e non avevo voglia di recensirlo appena uscito. Forte di una promozione senza precedenti (pubblicità ovunque, video in heavy rotation, articoli, interviste e recensioni a 5, addirittura 6, stellette) Mondo Marcio è diventato in un lampo il nome nuovo della musica commerciale italiana, un successo annunciato, che segna il ritorno del rap italiano su major dopo il mezzo passo falso di Fish con "Robe Grosse".

Dopo un disco (discreto) e un mixtape (bruttino) "Solo Un Uomo" segna la svolta e il giovane rapper milanese va innanzitutto elogiato per essere rimasto se stesso. Già, se stesso, e i discografici non si son certo lasciati scappare una così ghiotta occasione: Mondo Marcio è un personaggio che sembra creato ad hoc, il ragazzino vittima di una famiglia problematica che cerca e trova se stesso nella musica, quale miglior punto di riferimento per una generazione di adolescenti cresciuta tra materialismo e crisi dei valori? Come al solito Gianmarco Marcello (questo il suo vero nome) si occupa anche della maggior parte dei beats ed è questo uno dei principali punti deboli del disco: produzioni fiacche, anacronistiche, a due passi dal pacchiano. Quando arriva Fish il divario è palese, che l'ex-Sottotono non sia un mostro di originalità è risaputo fin dai tempi "Sotto Effetto Stono", ma tra "Come Si Fa" e le tastiere cheap del giovane collega c'è un abisso. Damm Uomo, trovategli un produttore!

Al microfono invece Marcio ci sa fare davvero, sarebbe stupido negare il suo talento, il problema è che "Solo Un Uomo" è un album davvero mediocre e nemmeno con l'ausilio del suo gran flow il nostro riesce a tener su la baracca. Sembra di ascoltare un campo minato di minchiate: ritornelli totalmente sballati, vocalist da pianobar, perfino un coretto di bambini alla "Another Brick In The Wall" che si affianca alla bassimaestriana "Fonzie" sul podio delle minchiate made in Italy dal 2000 in poi. Soltanto a sprazzi si ascolta qualcosa di buono: l'iniziale "Il Mio Mondo" è ottima sotto ogni punto di vista, "The Most Wanted" con Tormento è la riprova delle buone parole spese ad inizio paragrafo e la title-track "Solo Un Uomo" è fresca e divertente. A livello contenutistico non siamo poi così lontani dal precedente album, l'mc milanese racconta il suo microcosmo fatto di sesso, droga, problemi in famiglia e vita nei club, con una weltanschauung da gangsta-rapper ed un vocabolario schietto e personale.

Dopo un disco come "Solo Un Uomo" Mondo Marcio è inevitabilmente posto di fronte ad un bivio, da una parte c'è un artista consapevole e maturo, dall'altra l'ennesimo buffone di corte. Scegliere spetta solamente a lui…

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