SK Level a Milano: Skepta fa centro al Magnolia

by • 13/12/2018 • Articoli, CopertinaCommenti disabilitati su SK Level a Milano: Skepta fa centro al Magnolia190

Disclaimer fondamentale: se siete il tipo di persone che non sopportano pogo e moshpit – a causa del terrore per la propria incolumità o perché semplicemente disprezzate il caos infernale -, tenetevi il più lontano possibile da qualunque concerto di Skepta. In caso contrario, se oltre ad una buona dose di coraggio siete degli appassionati del rap – sì, del rap in generale, non solo del grime -, allora catapultatevi il più velocemente possibile al live di Skepta più vicino a voi.

Lo sbarco a Milano di una delle voci più autorevoli del grime è indubbiamente un evento che passerà agli annali, sia per il successo del concerto in sé, sia perché arricchisce l’elenco dei precedenti – creatosi negli ultimi anni e fortemente cresciuto nel 2018 – di artisti di fama internazionale che si sono esibiti nel nostro paese; si tratta di un dato da non sottovalutare e che ci fa ben sperare per un 2019 ancora più ricco di show e concerti imperdibili. Quello di Skepta, unica data italiana dello SK Level Tour europeo, si è svolto nella cornice del Circolo Magnolia: sebbene il suo sorgere a debita distanza dal centro della città possa creare più di un grattacapo agli appassionati, la sua struttura si è di fatto rivelata perfetta per l’evento. Gli organizzatori hanno venduto il numero giusto di biglietti, dando vita ad un sold out che però non pregiudicava il godimento dello show e soprattutto le condizioni di sicurezza: visto e considerato il putiferio scatenato dall’mc inglese a più riprese, la totale assenza di feriti depone decisamente a favore degli organizzatori.

Dopo un paio di opening act non particolarmente convincenti, iniziati con una puntualità svizzera e quindi accolti da un pubblico piuttosto esiguo – noi italiani, si sa, amiamo farci attendere – e conclusa una selecta di una ventina di minuti che ha riscaldato gli animi della sala ormai gremita, il brusco stacco che ha portato alla partenza di Praise The Lord ha fatto capire ai presenti che Skepta era in procinto di salire sul palco. Un inizio col botto, con la hit realizzata in collaborazione con A$ap Rocky che ha scalato tutte le classifiche mondiali e macinato riconoscimenti negli States; forse neanche i presenti si aspettavano un simile sprint in partenza, ma una volta passato il leggerissimo intontimento iniziale, il pubblico è diventato tutt’uno con l’artista. Che si trattasse di pezzi di repertorio estratti dai mixtape più vecchi, hit contenute nell’album Konnichiwa – su tutte Shutdown, Lyrics e It ain’t safe -, estratti da Vicious EP o altri singoli, tutti i presenti cantavano a memoria, accompagnando la voce unica e incredibilmente d’impatto di Skepta. Su It ain’t safe è stato lo stesso rapper a chiamare a gran voce un moshpit, che non si è fatto pregare né la prima volta né le successive due repliche. Birra, sudore, cappelli, occhiali, cannucce: è volato letteralmente di tutto, tra la gioia incontenibile di tutti i presenti, fan giunti non solo dall’Italia – la Bulgaria ha vinto, con una nutritissima rappresentanza – per ribadire il proprio affetto ad un artista ormai iconico, portabandiera più conosciuto di un genere tanto affascinante quanto a tratti ostico (per sonorità e differenze culturali notevoli). Questa volta però il pubblico italiano si è fatto trovare pronto: il boato esultante che ha accompagnato l’uscita di scena di Skepta – avvenuta, ovviamente, sulle note di Shutdown – denota finalmente una rinnovata maturità nell’ascoltatore italiano, ormai desideroso di poter apprezzare dal vivo, in Italia, i propri beniamini internazionali. Che il 2019 si riveli l’anno giusto per tanti altri nomi?

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