Shakalab: l’intervista

by • 30/11/2018 • IntervisteCommenti disabilitati su Shakalab: l’intervista98

Siamo tornati a scambiare quattro chiacchiere con i Shakalab, dopo il rilascio del loro nuovo singolo A Prima Vista feat Davide Shorty

Haile Anbessa: è passato un po’ di tempo dall’ultima volta che abbiamo chiacchierato. Come prima domanda, a questo punto, vi chiederei del vostro ritorno in scena con A prima vista. È cambiato qualcosa da Duepuntozero?
Shakalab: come è giusto che sia, siamo sempre in evoluzione e la sinergia fra i quattro componenti prende sempre forme diverse, sicuramente siamo più affiatati artisticamente e riusciamo ad osare di più sulle scelte musicali.

H.A.:perché avete scelto di collaborare con Davide Shorty?
S.:Davide Shorty è un amico di vecchia data, è un talento pazzesco e tra di noi vige un rispetto reciproco molto evidente. La domanda dovrebbe essere: “come mai non avevate ancora collaborato?” (risata)

H.A.: come è nata questa collaborazione?
S.: ci siamo sempre promessi di collaborare ed aspettavamo il brano giusto. “A Prima Vista” ci è sembrato adatto a tal fine, abbiamo mandato la bozza a Davide e dopo pochi giorni è arrivato il suo cantato ed è stato amore “ a primo ascolto”.

H.A.: perché vi siete un po’ allontanati dalla musica reggae con questa nuova particolarissime sonorità? Come rispondereste a chi vorrebbe muovervi una critica di questo tipo?
S.: ci siamo allontanati involontariamente, abbiamo solo assecondato le nostre sensazioni e ci siamo fatti prendere dalla libertà di poter sperimentare un po’.
Ci piacciono le critiche e siamo curiosi di sapere le impressioni altrui, ed è chiaro che non si può piacere sempre a tutti. Consigliamo comunque di ascoltare la musica senza porsi quei limiti dettati dalle etichette e dalle classificazioni discografiche. Torneremo sicuramente al Reggae, poi ci riallontaneremo per toccare altri generi per poi tornare nuovamente, la viviamo così, senza porti nessun limite.

H.A.: nella precedente intervista Jahmento ci disse di notare con una certa soddisfazione il ritorno di un approccio conscious alle liriche. Oggi cosa ne pensate? Il parere è immutato?
S.: nella musica reggae si è notato un certo ritorno alle tematiche consious, artisti come Protoje, Chronixx e moltissimi altri hanno rialzato sicuramente il livello delle liriche. Per noi questo è un bene, ma non ci dimentichiamo che la musica reggae così come tutta la black music è senza dubbio una musica spirituale, di rivalsa sociale e di denuncia, ma è anche musica di intrattenimento e di diversione. A noi piace la musica fatta bene e col cuore, al di la del genere e delle classificazioni.

H.A.: From Sicily to Jamaica vede la collaborazione con Sasco. Come è nato il link? Dobbiamo aspettarci qualche altro nome di questo calibro prossimamente?
S.: avevamo voglia di omaggiare la terra che ha dato i natali alla musica che facciamo e Sasco è uno dei nostri artisti preferiti. Era un po’ una scommessa riuscire a collaborare con una star giamaicana del suo calibro, ma con un po’ di impegno ci siamo riusciti e fortunatamente a lui è subito piaciuto il nostro progetto. In futuro sicuramente collaboreremo con altri artisti giamaicani, ma nel frattempo ci godiamo “from Sicily to Jamaica” .

H.A.: progetti futuri e disco nuovo?
S.: ci aspetta un tour che parte come sempre dalla nostra Sicilia, toccherà le principali città italiane e prima dell’estate speriamo di replicare le date nelle capitali europee, che negli anni passati ci hanno dato grandi soddisfazioni.
Nel frattempo stiamo mettendo giu le basi per il prossimo lavoro e stanno già venendo fuori cosi molto interessanti.

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