Shadow of the Vatican act I

by • 27/07/2014 • Rubriche, The Game VaultComments (0)476

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Quello delle cospirazioni di carattere religioso è, da sempre, uno dei temi fondamentali attorno al quale ruota la letteratura. Su questo filone si va a posizionare Shadows on the Vatican – Atto 1: Avarizia, italica produzione di 10th Art Studio e Adventure Productions, distribuita in forma episodica sulla piattaforma di digital delivery Zodiac e ispirata liberamente al libro “In nome di Dio” di David Yallop. La vicenda ruota attorno a James Murphy, ex-sacerdote (ora medico) che, trasferitosi a Roma da Chicago, riceve ben presto una chiamata dal suo amico Cristoforo, il quale esprime la necessità di doverlo incontrare al più presto. Una serie di rovinosi eventi tuttavia fa sì che il religioso, in maniera decisamente poco chiara, divenga vittima di un attentato che lo ridurrà presto in coma: dietro di lui, una ragnatela d’indizi che cela, ben occultata, una probabile inclusione del Vaticano all’interno di un’operazione poco lecita e nebulosa. Dietro una trama che si sviluppa, almeno per questo primo capitolo, attorno a vari clichè del genere, si celano in realtà spunti interessanti. Si consideri, ad esempio, la riflessione adoperata attorno al cattolicesimo, vera e propria religione di Stato che, proprio per questo motivo, viene considerata quasi unanimemente come l’unica fede professabile e non come una delle “branche” del cristianesimo. La considerazione del protagonista sui luoghi sacri così come sui simboli religiosi, è decisamente pertinente ed in linea con la realtà delle cose (molti cattolici, infatti, ignorano bellamente che la versione della Bibbia della quale usufruiscono è stata parzialmente riscritta e modificata, inserendo ad esempio, all’interno della religione, il culto dei santi, la venerazione della vergine Maria oppure la sacralità del crocifisso, che è in diretta antitesi con quanto scritto nel Libro), e non è facile trovare un elemento simile in un titolo rivolto al “grande pubblico”. Il gameplay del gioco è aderente al modello “classico” di molte avventure: premendo la barra spaziatrice verranno evidenziati tutti gli hotspot della schermata, con i quali si potrà interagire grazie al tasto sinistro del mouse (per “usare” quella porzione di schermo) oppure al destro, che servirà solamente per osservare i punti d’interesse. Ogni oggetto verrà riposto nel classico inventario, raggiungibile portando il cursore nella parte alta dello schermo, e sarà inoltre possibile combinare vari elementi tra loro. Gli enigmi proposti seguono tutti un’aderente linea logica, ma nonostante tutto è possibile, almeno in un paio d’occasioni, rischiare di bloccarsi nonostante si sappia esattamente cosa cercare, per la poca chiarezza con la quale sono esposti gli indizi in nostro possesso. Per uscire da queste situazioni spesso è sufficiente ripercorrere le varie locazioni (lo spostamento avviene in maniera rapida pigiando il tasto M, che consente di richiamare una mappa con la quale “saltare” alla zona d’interesse) ed esaminare nuovamente lo scenario (oppure riparlare ai vari personaggi non-giocanti). Decisamente buoni l’accompagnamento sonoro (che vanta anche un tema corale nella schermata di avvio) e il doppiaggio, che presenta anche un volto noto del piccolo schermo, Peppino Mazzotta (L’ispettore Fazio del noto telefilm ‘Il Commissario Montalbano’) nei panni del protagonista, James Murphy. Per chiudere il discorso, pur non offrendo particolari picchi qualitativi, Shadows on the Vatican è un’avventura sufficientemente riuscita, che offre degli spunti di riflessione abbastanza azzeccati e spinge il giocatore a voler conoscere il resto della vicenda, anche se la stessa è stata “cucinata” con l’ausilio dei soliti ingredienti.

Voto: 8

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