Sha-One: l'intervista

by • 20/07/2007 • IntervisteComments (0)607

Il disco contiene 18 tracce perchè 8 + 1 fa 9.

In una soleggiata mattinata partenopea le porte di casa Romano si sono aperte ai taccuini di hotmc.com. Il sottoscritto è stato ospite di Paolo, al secolo Sha-One, noto rapper del gruppo "La Famiglia" attivo come breaker e writer già dai primissimi anni '90. L'argomento di discussione è il suo terzo disco, in uscita a settembre. Infatti dopo "41° parallelo" e "Pacco" realizzati con Polo e Dj Simi, stavolta è il turno di "Anticamera", suo personale esordio solista. Così, tra rievocazioni del passato e sorsi di un pregevolissimo caffè, noi della redazione di hotmc.com abbiamo realizzato una gustosa intervista in esclusiva, che fa da anticipazione alla pubblicazione del disco.

Luca Malatesta: La curiosità dei lettori sarà sicuramente alta, considerato anche che il tuo nome gira sulla scena da parecchi anni. Quindi ti chiederò di rivelarci tutto quello che puoi sul tuo album. Partiamo dal titolo: "Anticamera". Cosa sta a significare?

Sha-One: Dunque, ho scelto la parola "Anticamera" come titolo per una serie di motivazioni. Infatti questa parola è riconducibile ad una varietà di temi, messaggi e significati che si rispecchiano nell'album. Ad esempio, "Anticamera" si usa per indicare un luogo che viene prima di una determinata "Camera". In questo caso la "camera" è il mondo di Sha-One, ed il disco è esattamente l'ambiente che collegga il mondo  dell'ascoltatore (la sua camera, no?) al mio mondo, l'anticamera appunto. Poi, volendo spaziare anche con giochi grammaticali, "Anticamera" era la parola adatta per simboleggiare il mio stato d'animo in rapporto alle finzioni del mondo televisivo. Questo appunto è un disco "anti-camera", cioè contrario alle finzioni mostrateci dalle telecamere. E poi l'ho scelto anche perchè l'anticamera sta a simboleggiare la trafila, l'attesa per avere qualcosa che contraddistingue la vita delle persone dei nostri giorni, in tutti i tipi di lavori, specie nelle realtà che viviamo a Napoli. Comunque il concetto di "camera e anticamera" sarà reso più comprensibile anche dalla grafica del disco, della quale si occuperà Cref (dei Capeccapa, n.d.r.).

L.: Com'è nata l'idea di realizzare questo disco?

S.: L'idea è nata dopo l'incontro coi ragazzi, i Capeccapa (www.myspace.com/capeccapa, n.d.r.). Avevo in mente di realizzare un mio lavoro solista, e notai la notevole, a parer mio, capacità di Sonakine nel realizzare beats. E' stato un lavoro che si è concepito da solo, un album realizzato di getto. Come tutte le cose fatte a impronta, però, col tempo e la realizzazione si è arricchito, diventando un album "di concetto". Assomiglia molto ad uno schizzo a matita nato così, per lasciare impresse su carta delle idee. Più passa il tempo, più si perfezionano i dettagli e si aggiungono i colori. Credo che sia un album fresco, genuino e, soprattutto, vero.

L.: Ultimamente in molti usano questo termine per indicare i loro lavori, quasi per aggiungere credibilità a quanto dicono. Tu cosa intendi per "vero"?

S.: Ma guarda, io non ho nulla contro nessun artista, ognuno faccia quello che vuole, il solo giudice sarà il tempo. Io ho visto e vissuto il periodo delle pressioni discografiche, ma so che alla fine è la gente a scegliere, e spesso sceglie l'underground.

L.: Ti riferisci alle pressioni (o presunte tali) impresse dalla discografia italiana ai gruppi rap verso la fine degli anni novanta?

S.: No. Io ricordo quando in America le majors imponevano la musica di un certo Mc Hammer. Io vedevo un gruppo di ragazzini spingere forte dal basso: si chiamavano Wu-Tang Clan. Tutti sappiamo com'è andata a finire… Tornando a prima, con "vero" voglio intendere una cosa molto semplice. So che la mia musica non farà "numeri" nel mercato discografico italiano, anche perchè non è pensata per quello. Ergo, visto che non ho finalità tali, permetti almeno che le cose le faccia come dico io?

L.: Eh beh certo, vista da questa prospettiva la tua tesi non fa una piega. Allora mi domando, qual'è il modo usato da Sha-One per le strumentali di questo disco?

S.: Le strumentali sono realizzate interamente da Sonakine, come già detto, quindi in realtà lo stile è suo. I suoni, le strutture e le atmosfere non avranno molto a che fare con le sonorità in voga oggi. Ho voluto realizzare un lavoro con uno stile ben preciso, che attingesse a piene mani dalle radici della musica che ascoltiamo. Quindi ci saranno beats dal gusto molto classico, underground, newyorkese. Un disco che non somiglierà molto alle mie cose uscite in precedenza né tantomeno alle mie cose future

L.: Mi azzardo: un disco per i puristi?

S.: Si. Anche perchè non è un disco pensato per il mercato. Non perchè io lo snobbi, attenzione, ma semplicemente perchè volevo fare altro. Credo di aver fatto un lavoro adatto a chi ascolta e capisce la musica hip-hop classica.

L.: Per quel che riguarda le tematiche, quali tasti saranno battuti?

S.: Diciamo che io mi faccio i miei viaggi, e da quello nascono e progrediscono le cose. Io, stilisticamente parlando, ho fatto un lavoro metrico un po diverso da quello che avrei fatto realizzando un disco per "La Famiglia". Sai, quando lavoro con Polo e Simi sono comunque legato ad un discorso di gruppo, invece da solista lascerò conoscere un'altra parte di Paolo Romano. Ci saranno atmosfere diverse, ed è quindi lecito aspettarsi di sentire il solito Sha-One che si adatta alle atmosfere che troverà. Per quel che riguarda la scrittura, i miei metodi resteranno sempre quelli. L'ampio uso di metafore e la non esplicità. Trovo "facile" e "banale" puntare il dito e fare nomi, non lo trovo carino. Anche se non nego di aver "puntato" alcuni personaggi italiani, preferisco restare implicito, mai diretto. Col vantaggio aggiunto di rendere una canzone atemporale, cioè ascoltabile anche dopo anni. Se è un concetto che vuoi portare in superficie, non ti occorre troppo fare nomi.

L.: Quindi testi suggestivi che parlino di te, di facile comprensione, una volta superato l'ostacolo del dialetto per i non napoletani…

S.: Se vogliamo anche un po' enigmatico. Mi capita spesso di scrivere testi che abbiano vari livelli di comprensione accessibili a chiunque.

L.: In che senso precisamente?

S.: Ad esempio, la mia strofa di "Odissea" è interpretabile in vari modi. E' la storia di un viaggio, ma ha anche vari richiami a formule alchemiche, delle quali sono un appassionato (l'acqua, il fuoco, l'argento, l'oro, lo zolfo… n.d.r.). E poi c'è il livello di comprensione più "elevato": quello onomatopeico, il descrivere le cose per suoni. Quindi anche in questo disco, oltre a vari riferimenti alla "camera" in ogni pezzo, saranno presenti enigmi simili, starà all'ascoltatore trovarli.

L.: Ci saranno featuring di altri artisti nel tuo disco?

S.: Si. Mi faranno compagnia alcuni rapper e poi due coriste per le parti cantate.

L.: Si, ma noi siamo curiosi, di chi si tratta?

S.: Dunque: Mio fratello, Polo, Joel e i Capeccapa. Avevo possibilità di rivolgermi ad artisti "di grido", ma non mi è interessato. Mi sono rivolto a persone che fossero prima di tutto amici, che riguardassero me personalmente. Apparte i due cantati, che sono collaborazioni nate dal caso, per il resto ho scelto persone che conoscevo in prima persona. Questo per manifestare la mia volontà di andare a pescare "nella mia camera", senza uscirne.

L: Joel, un gradito ritorno per un artista che non sentivamo da un po'.

S.: Si, hai ragione. Ma lui abita a pochi metri da qui, su questa stessa strada. Ci conosciamo da molti anni. Più che un artista, per me è un amico.

L.: Sai già qual'è l'etichetta che pubblicherà il disco? Hai previsto delle date per il tour?

S.: Queste sono cose delle quali preferirei non parlare. Un po' per scaramanzia, un po' perchè viviamo nell'era degli imprevisti, quindi finirei col dire cose che potrebbero cambiare di qui a poco.

L.: Beh, a questo punto non mi resta che ringraziarti della splendida ospitalità e dell'ottimo caffè…

S.: Ma grazie a te e alla redazione di hotmc.com!

Si precisa che a pochissimi giorni di distanza dalla data di realizzazione di quest'intervista, fu inaugurata una nuovissima etichetta discografica indipendente, la "Nut Records". L'etichetta in questione ha tra i propri obiettivi anche un ramo hip-hop che dovrebbe occuparsi della pubblicazione del disco "Anticamera".

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