Scuola Furano

by • 20/03/2005 • RecensioniComments (0)508

Probabilmente leggete Hotmc e siete interessati alle vicissitudini di qualche rapper ingioiellato che vi racconta delle storie incredibili su soldi, donne e droga. Probabilmente voi non c'avete una lira e nelle storie incredibili raccontate da questi rappers ingioiellati potreste impersonare solo lo sfigato di turno. (Tenete presente ciò che ho detto finora per quando, fra qualche secondo, vi starete chiedendo il perchè della recensione di un disco del genere sulle pagine di Hotmc).

Dietro il moniker Scuola Furano si nascondono Borut e Marco Lil'Booso e questo è il loro omonimo esordio discografico prodotto dalla friulana Riotmaker. 9 tracce per 30 minuti in totale, uno straordinario mix di electro-funk, rap old-school e french house immerso in un'atmosfera che cita piuttosto esplicitamente, ma con molta ironia, il lato kitsch degli anni '80. Il disco dance ideale per tutti quelli che quando vanno in un club si sentono molto più vicini allo spaesato adolescente alla festa delle medie che al pimp stereotipato onnipresente nei video di black music.

L'approccio alla costruzione dei pezzi è simile a quello dei Daft Punk o dei Cassius, campionamenti con Akai e amalgama dei vari samples con drum machine e synth vari (un korg ms2000 e un korg poly-800), il tutto fatto suonare grezzo, personale e con un suono denso e pieno di piccoli particolari simile a quello delle produzioni più recenti di Madlib, vedi il doppio white label "Remixes vol-2". Ottimo anche il cantato di Lil'Booso, un italianissimo inglese maccheronico che se all'inizio rischia di infastidire, con il susseguirsi degli ascolti finisce per diventare uno degli elementi caratterizzanti del sound di questo brillante duo goriziano.

L'album è qualitativamente compatto e ben strutturato ma non mancano le potenziali hits: "Mr Goldigga" è una bomba disco-funk con tanto di basso pappone, assolo di percussioni e ritornello killer, "Chocolate Glazed" unisce alla perfezione ballabilità in 4/4, ricerca sonora e orecchiabilità. Grandiose anche le brevi "# iz 4" e "Watch my watch", nella prima Borut stende un incredibile cut'n'paste di samples su cassa in quarti mentre nella seconda, su un breakbeat alla Mantronix, Il Ragazzo del Phuturo sentenzia con il suo cantato robotico quello che può essere il vero e proprio manifesto dell'estetica della Scuola Furano. Assolutamente da citare anche "Milkyway", un emozionante crescendo di sintetizzatori aggrovigliati che farebbe impazzire Pharrel Williams, e "Sam", l'episodio più divertente e immediato del cd.

Nulla d'aggiungere se non che il disco è sicuramente un must-have per tutti gli amanti del genere, nonchè una delle produzioni italiane più divertenti di tutto il 2004.

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