Scialla Semper, l’essenziale voglia di raccontarsi

by • 17/05/2019 • Copertina, RecensioniCommenti disabilitati su Scialla Semper, l’essenziale voglia di raccontarsi498

Se si dovesse stilare una classifica degli emergenti che in futuro potrebbero cambiare il gioco, il nome di Massimo Pericolo sarebbe sicuramente tra più quotati. Ma partiamo dall’inizio. Prima di 7 Miliardi, il singolo con cui è esploso, il rapper varesino aveva un pubblico molto ristretto anche per colpa della sua discontinuità: il suo operato comprendeva solo una decina di tracce ma pur sempre degne di nota. In realtà anche dopo quella canzone in pochi avevano intuito dove il suo percorso artistico sarebbe andato a parare: nonostante questo è diventato velocemente virale pian piano si è guadagnato tutto il sostegno del pubblico, dei colleghi e degli addetti al settore. Per forza di cose ciò che colpisce di Massimo Pericolo, al secolo Alessandro Vanettiè la sua storia, che già ci incuriosisce dai versi rozzi, potenti ed anche genuini di 7 Miliardi. Ma dietro questi si nascondeva una capacità che solo i più attenti avevano intuito dall’inizio o scoperto per i singoli precedenti. Questo valore lo scopriamo ancora meglio nel singolo dopo, Sabbie D’Oro, che incanta per forza espressiva ed efficacia. Molti concetti di quei versi rozzi si erano apparentemente convertiti in qualcosa di più introspettivo e drammatico ed iniziavano a svelarci di più della sua storia.

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Qualche mese dopo si arriva a questo suo primo disco che gira attorno alla sua vita complicata e a come lui affronti il mondo circostante: il filo rosso che collega virtualmente un po’ tutte le tracce è sicuramente l’esperienza carceraria e tutto ciò che gli è girato attorno. Non a caso il titolo Scialla Semper è il nome dell’operazione che ha portato al suo arresto e a quello di altre decine di persone, che qui assume una funzione provocatoria ripresa poi nella title track. In questo senso, rappresenta la purezza e la trasparenza di un ragazzo che ha qualcosa da raccontarci o addirittura da insegnarci, rivolgendosi ad un pubblico adulto e consapevole. 

Per chi non lo conoscesse, queste parole potrebbero presagire un album che si piange addosso. Al contrario la crudezza dei versi è incanalata spesso in una denuncia sociale contro le forze dell’ordine, spogliati di ogni autorità tanto meno morale, e contro una società che non aiuta a fare del bene. Proprio per questo racconta alcuni suoi episodi talvolta interrotti da degli spunti di riflessione molto interessanti racchiusi in pochi versi. Queste sue vicende sono distribuite in varie canzoni come ad esempio Scialla Semper o Soldati che parlano di tutta la storia della retata piuttosto che del rancore che serba per quel mondo lì e di come lo abbia danneggiato. Dai testi infatti si deduce che questa esperienza non l’abbia aiutato per nulla, ma anzi lo ha distratto dalla nuova vita più sana che stava cercando di intraprendere; questi ed altri concetti mettono al centro dell’attenzione anche una denuncia al sistema delle carceri italiane che non aiuta a reintegrare i detenuti nella società attraverso la rieducazione, ma anzi serve solo ad etichettare i detenuti per sempre come criminali.

Immagine correlataProprio per questo parla molto anche di chi lo ha veramente aiutato ovvero tutte le persone che gli sono state sempre accanto anche nei momenti difficili, come gli amici e la ragazza. A quest’ultima sono dedicate Ramen Girl ed in parte Cocco, che ci regalano un “romanticismo” agli antipodi della retorica ma se non altro molto sincero. L’ultima traccia Amici, probabilmente la migliore del disco, è un inno all’amicizia e alla giovinezza in cui ringrazia i suoi compagni di una vita per averlo sempre sostenuto. L’ago della bilancia quindi oscilla tra il realismo nudo e crudo e la sua sensibilità molto sottile ed acuta, proprio per questo il tutto vive sempre di forti emozioni che, almeno in parte, ci permettono di scavare dentro di lui. 

Prodotto quasi interamente da Phra Crookers e Nic Sarno, musicalmente il disco è molto compatto e facilmente assimilabile: alcune produzioni sono classiche basi trap ma ci sono delle interessanti eccezioni; tra queste emergono di sicuro Sabbie D’Oro, con influenze e sample jazz, un beat splendido che collima al meglio con la caratura introspettiva della traccia a cura di Palazzi D’Oriente, e la già citata Ramen Girl dal forte timbro malinconico prodotta da Gersan.

Il linguaggio utilizzato è men che mai elevato e non si cercano tecnicismi di alcun tipo. La sua forza espressiva riesce da sola a reggere il disco e l’artista stesso: è per questo che Massimo Pericolo fa scalpore in un mare di giovani rapper finti gangstar o senza nulla da dire. Dietro l’apparente semplicità di alcune tracce, troviamo un liricista nel senso più profondo del termine, un artista che dosa ed esprime le parole secondo il concetto espresso e l’emozione dominante. Quello che racconta è crudo, senza mezzi termini ed incisivo, è la vera violenza lirica di cui il rap si dovrebbe nutrire più spesso ultimamente. Senza la paura di esagerare, credo che questo disco farà parlare di sé per molto tempo e chissà che non possa aprire nuove strade alla scena. Forse è proprio quello di cui l’hip hop italiano ha bisogno in questo momento, da una parte l’unione tra il vecchio e il nuovo sound, dall’altra il suo “neorealismo”: serve quindi qualcosa di nuovamente vero che sappia sia farci riflettere che intrattenere, non perdendo mai lo spirito di questa musica pur prediligendo la modernità. Massimo Pericolo potrebbe essere parte insieme ad altri nuovi nomi della scena come SperanzaUgo Borghetti (presente in Ansia, unico featuring del disco) Ketama 126 di una nuova diramazione che accoglie ed utilizza stili nuovi ma integrati ad un approccio estremamente street. Concludendo, Scialla Semper a volte è un racconto, a volte è uno sfogo, a volte è una denuncia: la retorica lascia spazio all’essenziale, il barocco lascia spazio all’importante.

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