Sboccia un fiore nel nuovo disco di TMHH accompagnato da JJames

by • 02/01/2020 • Copertina, RecensioniCommenti disabilitati su Sboccia un fiore nel nuovo disco di TMHH accompagnato da JJames1040

Tutti noi avremo sentito parlare del fiore di loto: trapiantato dall’oriente, a renderlo appetibile ai più come tatuaggio è il concetto di purezza che porta dietro, un fiore sacro, limpido, soave. Ora, non essendo esperto di tattoo e tanto meno di botanica, mi limiterò a raccontare il nuovo disco di TMHH che raccoglie in parte significati orientali come ispirazione del progetto, intitolato proprio Fiore di LotoA dire la verità un fan che ha seguito i lavori precedenti del rapper si trova un po’ confuso da questo concetto di purezza: è un paradosso che formalmente il disco sia il meno “puro” tra i suoi, se non altro da un punto di vista formalmente musicale; ma andiamo con ordine. 

Ad accompagnarlo e a completarlo musicalmente JJames, l’altra faccia della medaglia che svolge un ruolo di fondamentale importanza. Merito suo quindi l’aver unito un’attitudine intima come quella del rapper marchigiano ai suoni più freschi e moderni: a differenza del precedente Errare Umano, generalmente più classico e caratterizzato da suoni acustici, l’esperimento musicale lo porta verso altri lidi mai tastati prima del rapper. Non è però un problema: troviamo suoni estremamente evocativi ed una nuova chiave melodica su cui apprezzare la sua penna. TMHH riesce tranquillamente a trasportarci nel suo viaggio, dettaglio non da sottovalutare vista la chiave sempre biografica e il contesto personale delle sue parole, altro motivo che lo ha condotto probabilmente ad escludere featuring dal progetto.

La parte introspettiva, marchiata spesso da una costante malinconia, resta il suo marchio di fabbrica: il non sentirsi all’altezza in un mondo che, spesso diverso da lui, non lo riesce a capire. Poco è lasciato all’istinto materiale, molto a quello psicologico, creando una profonda caratterizzazione di sé stesso. La purezza va quindi ricondotta al suo approccio riflessivo ma corrotto dai suoi tormenti interiori, troppo grandi per dimenticarli da un giorno all’altro, a volte abbastanza per essere offuscati da una sigaretta. Viene data grande importanza alle emozioni legate ai sensi, alle emozioni immediate che colpiscono la sua sensibilità da cui costruisce le sue idee ed intreccia i suoi rapporti con gli altri. La penna quindi si perde su strade non battute per discutere con sé stesso di sempre nuove questioni con, come già detto, rinnovata musicalità anche vocale. “Ci siamo persi dentro al cercare per ritrovarci in un bicchiere vuoto” ripetuto nel ritornello della title track Fiore Di Loto è un po’ la sintesi espressiva del disco, con un forte senso di rammarico per un passato non dei migliori. TMHH non è sempre soddisfatto di quello che gli succede, forse nemmeno di sé stesso, cercando un temporaneo diversivo nella scrittura, come ossigeno per capire sé stesso: la domanda come mezzo per conoscersi è un altro punto cardine dei testi così come l’attenzione per i particolari che sembra osservare solo lui.

Parlando dell’aspetto musicale, si può dire che JJames lo ha sfidato in ambienti inediti nella sua discografia: il caso più eclatante lo troviamo nella latineggiante Farlo Apposta, con un esperimento riuscito alla grande in una base delicata e mai invadente, capace di non stonare con il resto. In generale il producer inserisce in maniera prepotente gli 808 e le classiche batterie trap; proprio della trap esplora però varie correnti, in particolare verso sonorità melodiche piene di emozionanti chitarre, con influenze grunge ed emotrap, fino a quelle più aggressive come nell’Intro o nell’ultima traccia Olio Su Metal verso il metalcore/crossover.

Tirando la somme, potremmo considerare questo Fiore Di Loto un disco di transizione per il rapper che, in cerca di nuovi stimoli musicali, ha dovuto sperimentare: a conti fatti sicuramente un buon disco ma che potrebbe essere solo l’inizio di un percorso più grande.

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