Sbarcano a Milano i cacciatori di vinili rari!

by • 08/10/2013 • Copertina, IntervisteComments (0)1192

Avete presente quegli animalisti convinti che si immergono nella selva della foresta pluviale pur di salvare, tutelare e recuperare le specie protette e a rischio estinzione? Ecco, applicate lo stesso concetto ai vinili e avrete i Sweet Charity, due sudditi di Sua Maestà che da dieci anni sono in missione per salvare i vinili abbandonati nel dimenticatoio. Con una tenacia incredibile setacciano mercatini, negozietti e scatoloni, salvando tutti, e sottolineiamo tutti, i dischi che trovano: non importa se sono belli o brutti, rovinati o in ottime condizioni. L’importante è che ne sopravvivano pochi esemplari e che per questo motivo vadano in qualche modo tutelati e preservati.

Nicki Robinson e Joe Fletcher, questi sono i loro nomi, sbarcheranno a Milano questo sabato 12 ottobre, con uno scopo preciso: scovare tutti i tesori musicali nascosti di questa città. Per farlo avranno bisogno dell’aiuto dei milanesi, e chi meglio degli hip hoppers, da sempre grandissimi appassionati di diggin’ in the crates, possono aiutarli? I suggerimenti vanno twittati @HendricksGinIT, hashtag #vinilparrucco. Tutti i vinili che troveranno in questa loro mission impossible verranno suonati il 17 ottobre a un party con location ancora segreta, l’Hendrick’s Unusually Coiffured Musical Arrangement: oltre ai due dj e collezionisti sarà presente anche una schiera di parrucchieri che copieranno le pettinature delle copertine dei dischi sperimentandole sulla testa dei presenti. Anche i baristi ispireranno i loro cocktail alla musica del passato.

Per aiutarvi ad aiutarli (perché sappiamo che i beatmaker risponderanno tutti all’appello!) abbiamo scambiato quattro chiacchiere con i Sweet Charity, facendoci raccontare di cosa hanno bisogno esattamente.

 
Cenni biografici.

Siamo Dr. Barnardo e Sue Ryder, intrepidi esploratori di vinili. Ci siamo incontrati a un matrimonio di campagna inglese 11 anni fa, e in capo a dieci minuti ci siamo ritrovati a discutere delle nostre collezioni di dischi di seconda mano e tropicalia music.

Genere preferito, quindi?

Amiamo la musica che fa ballare o ridere. Può essere swing, rythm’n’blues, bluegrass, calypso… Siamo particolarmente affezionati alla musica tropicale, comunque.

Quando avete deciso che la vostra missione era salvare i vinili?

Quando ci siamo incontrati stavamo già salvando i vinili, ciascuno per conto suo, e avevamo gusti simili nel collezionarli. Circa dieci anni fa abbiamo creato una serata a Londra in cui suonavamo i dischi, ne celebravamo l’artwork e ne raccontavamo i retroscena più interessanti.

Qual è stato il vinile che siete più fieri di aver ripescato dalla polvere?

Quello a cui siamo più affezionati è di una ventriloqua religiosa americana: ha una storia incredibile alle spalle, tanto che Dr. Barnardo ora l’ha trasformata in un documentario che uscirà alla fine dell’anno e celebrerà sia lei che tutti gli altri personaggi che si nascondono dietro i vinili che abbiamo trovato.

Vi capita mai di restare delusi dai dischi che trovate? Non c’è solo bella roba, là fuori…

Sì, ci capita: il più delle volte non sono dischi molto buoni. A volte la copertina è meravigliosa ma la musica è terribile, ad esempio.

Secondo voi perché i più giovani dovrebbero scegliere di andare a caccia di vinili, anziché godersi i loro comodissimi iPod?

Gli iPod ti permettono di connetterti con il presente, ma i vinili ti connettono con il passato. Molti dei dischi che troviamo non arriveranno mai a essere ascoltati con un iPod. Senza contare che un disco in vinile, con i suoi graffi e la sua polvere, ha una sua storia da raccontare.

State chiedendo l’aiuto dei vinyl diggers di Milano: che tipo di consigli e suggerimenti vi sarebbero utili?

Vogliamo che ci segnalino posti fantastici per andare a cercare vinili che ci aiutino a celebrare la Hendrick’s Unusually Coiffured Musical Arrangement. Più i suggerimenti sono insoliti, meglio è. Già conosciamo i negozi specializzati del posto, ma se qualcuno conoscesse un buon mercatino, un negozietto di seconda mano, o qualunque luogo dove la gente dà via la roba che non vuole più tenere in casa (tipo i rigattieri, ndr), ditecelo! Saremmo anche grati a qualunque musicofilo italiano volesse darci suggerimenti sulla musica italiana insolita, divertente e favolosa del ventesimo secolo.

Viceversa, che tipo di consigli dareste ai digger italiani per ampliare e migliorare la loro collezione di dischi?

Viaggiate tanto. Cercate in posti interessanti ed insoliti. Non abbiate paura di impolverarvi le dita: scavate a fondo, esplorate e condividete l’amore per la musica.

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