Samurai Warriors 4

by • 18/01/2015 • Rubriche, The Game VaultComments (0)475

samurai
Samurai Warriors 4 si presenta al giocatore con un menù abbastanza sintetico, poco spazio per le opzioni e le personalizzazioni, ed un set di appena tre modalità. Quella principale è lo Story Mode, qui finalmente revisionato nella struttura rispetto agli altri episodi: non si seguono più le vicende di un singolo personaggio, ma le storie di una “dinastia”, ciascuna composta da una breve serie di missioni. All’inizio sono disponibili tre linee narrative, completando le quali si sbloccano altre sequenze. Non sappiamo quale possa essere il vostro grado di interesse per i racconti, sempre a metà fra storiografia e mitologia, che distillano fatti e fatterelli del Giappone feudale, ma la sceneggiatura messa in piedi da Tecmo-Koei non è proprio allo stato dell’arte. Le scene che introducono ogni battaglia sono statiche e noiose, e trovandosi di fronte all’ennesima reinterpretazione dell’ascesa di Nobunaga, non si può trattenere un sonoro sbadiglio. Scesi in campo, del resto, si ritrova lo stesso impianto ludico di tutti i parenti stretti del titolo, ascrivibili alla poliedrica e mutaforme saga Warriors. Anche qui si procede avanzando a testa bassa tra le fila nemiche, premendo i due tasti d’attacco per esibirsi in combo rapide e spettacolari, che fanno alzare di diverse decine di unità il contatore dei nemici uccisi. L’alternanza fra attacchi potenti e leggeri produce mosse diverse, ma l’effetto complessivo è quasi sempre lo stesso: tanto che il giocatore è spesso portato ad utilizzare in larga misura i colpi più violenti, quelli che permettono di schizzare in direzione degli avversari con un guizzo letale, coprendo grande distanze quindi facendo in modo che sia possibile spostarsi velocemente per le arene.  La presenza di combo “lanciate” aumenta notevolmente i ritmi di gioco, di fatto rendendo meno tedioso l’avanzamento, ma in linea di massima tende anche a banalizzare ulteriormente un gameplay già di per se piuttosto piatto, dal momento che l’uso intensivo di queste tecniche è probabilmente la strategia migliore per affrontare le truppe nemiche. Quando si arriva al confronto con un generale, invece, è meglio cambiare tattica e concentrare i colpi su di lui, eventualmente eseguendo uno “spirit dash”, tecnica avanzata che funziona come una sorta di “cancel”, e permette di allungare le combo e mantenere il nemico in aria, intaccando pesantemente la sua barra della salute. Sicuramente una trovata interessante, che rende leggermente più tecniche le battaglie. Quando ci si trova in difficoltà c’è sempre l’attacco musou, oppure la Rage Bar, che ci permette di rallentare il tempo, colpire gli avversari, e terminare l’assalto con un colpo speciale ancora più potente. Anche considerando le novità sopra citate, comunque, la progressione è davvero molto inquadrata. Tant’è che, anche considerando la possibilità di portarsi in battaglia due combattenti (si passa dall’uno all’altro con il tasto “start”), l’esperienza di gioco si fa monotona e noiosa già dopo poche ore. Il problema di Samurai Warriors 4, al di là dell’aderenza ad un canone ludico già di per sé zoppicante, è legato alla sua risoluta “essenzialità”: dal momento che rappresenta un capitolo regolare di una delle due saghe classiche, il team ha deciso di sfruttare una formula quanto più consueta possibile. Non ci sono quindi le componenti strategiche di Warriors Orochi, e la crescita di livello dei personaggi è molto lineare e quasi interamente automatica. Nonostante sia possibile utilizzare oggetti in battaglia, sono lontane le variazioni su tema viste nel recente Hyrule Warriors, e pure gli intermezzi più movimentati e i QTE di Pirate Warriors vanno dimenticati. Qui ci si muove semplicemente all’interno delle guarnizioni nemiche, con il compito di sconfiggere questo o quel generale, o di completare una serie di quest secondarie che permettono di recuperare oggetti e gemme bonus (il semplicissimo sistema di “crafting” è l’unico elemento che permette una certa personalizzazione delle abilità passive dei 55 personaggi). La discreta fluidità dell’azione, assieme a qualche scorcio sicuramente d’atmosfera e ad un numero soverchiante di effetti speciali riesce a tenere in piedi il titolo, che finalmente si libera anche del fastidioso pop-up, evidenziando un utilizzo più accorto delle capacità tecniche di Ps4.  Samurai Warriors 4 compie delle interessanti revisioni sul fronte del gameplay, da una parte aumentando il ritmo di gioco, dall’altra “costringendo” l’utente a porre più attenzione alle sequenze di attacco in occasione degli incontri con i nemici più pericolosi. 

Voto: 7

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