Ruff Stuff Vol. 1

by • 30/01/2005 • RecensioniComments (0)861

In un periodo nel quale il mixtape viene inteso come delle specie di promo a metà tra la raccolta di freestyle ed un disco ufficiale, la decisione di uscire con un buon vecchio assemblaggio di tracce mixate è decisamente inusuale e, per quanto paradossale possa sembrare, già solo per questo merita attenzione. Non intendo lanciarmi in filippiche, ma penso di non essere l'unico a provare nostalgia per quei prodotti che uscivano di mese in mese proponendo raccolte di pezzi secondo dei ben determinati criteri di qualità e gusto. Poi -sarà per la diffusione del p2p, sarà per la voglia di emulazione di chi sovvertendo le regole ha alzato un bel po' di dindi- questa peculiarità dell'hip hop sta lentamente scomparendo, lasciando i suddetti cretini nostalgici a raccontarsi favole su come si stava meglio un tempo. Potete quindi facilmente immaginare la pregiudiziale gioia che mi ha investito quando ho messo nel lettore CD questa ultima fatica di Dj Shablo, produttore argentino-perugino-bolognese che dall'uscita di 5° Dan in poi ha avuto un rapido e meritato crescendo di popolarità grazie non solo alle svariate produzioni da lui curate ma anche dall'attività come dj in svariate situazioni (concerti, trasmissioni televisive, serate eccetera eccetera).

28 tracce per 60'49'' di musica, artisti americani quali Masta Ace, Mobb Deep, Alchemist e Busta Rhymes nel roster, inediti di Inoki e remix di Rischio e Club Dogo, qualche francese e delle chicche soul a chiudere in bellezza ed il tutto corredato da un buon packaging e da una grafica decisamente piacevole a vedersi: questo il biglietto da visita di Ruff Stuff Volume One. Mica cazzi. Siccome -si sarà notato- l'idea mi piace, dedicherò una lunga parte della recensione alle singole tracce. Per chi si sente però così figo da non leggere con attenzione TUTTO ciò che scrivo e volesse quindi skippare la mia solita lista della spesa, dopo essere andato a fanculo può direttamente passare ai commenti sul mixaggio in generale e sulle osservazioni generali che nella mia bontà riporterò in un paragrafo apposito in chiusura. La rotellina del mouse vi aiuterà.

Bellissima intro che riprende suoni dub (voglio una versione completa) e che precede il remix di Insp Her Ation dei Ranjahz con Cee-Lo, per intenderci quella che usa lo stesso campione di Travellin' Man di DJ Honda (Memories Don't Leave Like People Do di Johnny Bristol). Il peccato originale del suddetto pezzo è quello di avere la versione originale prodotta da Premier e, soprattutto, di ricordare una delle più belle canzoni degli ultimi dieci anni, di fronte alla quale è inevitabile che sfiguri. Resta piacevole da ascoltare, chiaro, però non lascia marchi indelebili o cose così. Decisamente più interessante è il remix de La Stanza Dei Fantasmi dei Club Dogo, dove Shablo prende l'a cappella dei miei concittadini e lo piazza sopra il beat di 3:16 di Murs & 9th Wonder. È inevitabile che l'atmosfera originale ne risenta, però è altrettanto indubbio che ridia freschezza ad uno degli episodi più felici di Mi Fist.

Piuttosto inutile, secondo me, "Thoro" di AZ. Sono d'accordo che lui sia uno bistrattato a livello commerciale, che di beat veramente validi non ne incontri da qualche tempo e che la strumentale di Keep It Thoro farebbe far faville pure a Renato Zero, però rispetto al resto dei pezzi presenti nel mixtape diciamo che è un po' sottotono. Visto che poi nel pezzo successivo viene riproposto l'a cappella originale di Prodigy sul beat di Ain't Changed di Truth Enola, avrei apprezzato di più una split track che utilizzasse sia il beat originale che l'altro.

Shablo poi ripropone (giustamente) Dead Bodies: per chi non la conoscesse, è prodotta da Alchemist, è uno dei pochi pezzi davvero degni dell'ultimo di Alc, ed annovera Prodigy e l'onnipresente The Game come ospiti. Roba da niente, eh? Difatti fa passare completamente inosservata la traccia che la separa da Voicetress (Truth Enola e De La Soul): Spell My Name di Defari. Ecco, questa è la seconda scelta che mi fa un po' dubitare: cos'ha di speciale? De gustibus e tutto il resto, certamente, però anche se viene tagliata dopo una sola strofa uno fa in tempo a pensare che, dopotutto, se non se ne è parlato tanto è perchè è il classico banger zarrone di Evidence sull'anonimo andante: avrei preferito qualcosa dei Dilated Peoples, per dire un nome del quale sento la mancanza.

Al di là poi della precedentemente citata Voicetress (niente da aggiungere: bella), tanto di cappello a Shablo per essere riuscito a mettere uno dei pochi pezzi salvabili di Tical 0: What's Happenin'. Penso che la maggioranza di voi già la conosca, sottolineo comunque che è decisamente sopra gli standard dell'ultimo di Meth, e va detto che non è che ci volesse molto. Segue remixino di Dangerous di Busta (beat preso dalla canzone megafamosa di Kelis, quella che fa "o-oh-oooh-o-oooooh" e della quale non ho mai conosciuto il titolo), a sua volta seguito da… occhio… il remix ufficiale di Shocca di Bolo By Night. La strofa di Mehdi è stata soppiantata da una di Inoki (le precedenti sono identiche, idem il ritornello) ed il beat è ovviamente diverso. Onestamente preferisco l'originale -era dura fare di meglio- ma anche questo non è male. È meno particolare, toh, tutto qua: un loop di chitarra tagliato durante le strofe e lasciato andare liscio liscio sui ritornelli: soluzione classica ma efficace. Di certo farà godere sia i fautori che i detrattori di Inoki, in attesa dell'imminente solista che darà l'occasione a molte persone di dar aria ai denti.

Nell'attesa, si passa ad un remix (beat di Ayatollah: All Massive con Tek dei Cocoa B's era l'originale) di A Demi Nue dei Saian Supa Crew. Il beat mi è sempre piaciuto e quindi bon, i SSC invece no (ed insomma, non stanno proprio bene bene sulla base), e quindi diplomaticamente si chiude il tutto con un pareggio. Propponi per la "citazione" di 1-800 Suicide dei Gravediggaz, che s'interrompe troppo presto per lasciar spazio a Beautiful di Masta Ace. Difetto oggettivo: non è stata usata la versione "unica", chiamiamola così, ma l'a cappella ed il beat separatamente. L'idea era probabilmente di lasciar vergine la melodia nei ritornelli, ed è in effetti una buona idea: purtroppo base e voce non sono ben sincronizzate, tant'è vero che chi già conosce il pezzo noterà che quest'ultima è lievemente in ritardo sulla battuta. Non un dramma, non siamo ai livelli dei mix puzzoni che si trovano su internet, sono io -come al solito- pignolo con le cose che mi piacciono. Ben riuscito poi l'accoppiamento con le successive Let It Go (Cormega & M.O.P.) e Ready To Die, ed altrettanto si può dire del passaggio che segue ad Analyze The Operation di Phil The Agony. Altri assaggi da una strofa ciascuno vengono da Rise & Shine di EdO.G e Squash All Beef di Krs (una parentesi conscious, insomma), mentre maggior lunghezza viene dedicata a And So dei Boot Camp (monumentale la sovrapposizione del ritornello di Krs sui primi loop di questa). Breve parentesi francese con Shurik'n & Faf La Rage per tornare poi agli Stati Uniti con The Life di Pharoahe Monch e Styles. Segno qua l'unico mixaggio che non mi pare un gran riuscito, oltre al fatto che dello stesso pezzo c'è una versione più riuscita -senza piattini e senza Styles- che avrei preferito, così come avrei preferito la versione originale di Lo Spettacolo È Finito. Apprezzo comunque l'understatement. Salto a piè pari Hold You Down di Alchemist ed Alter Ego di Booba e Wayne Wonder per arrivare alla parte finale, che è degna di nota. In due tracce, Funky Moments e Soul Stuff, Shablo ha mixato alcuni classici in maniera veramente ben riuscita, facendomi rimpiangere però che vi siano solo due episodi di questo tipo. Comunque sia, in ordine sparso ho riconosciuto campioni usati per:

Sunz Of Man- Shining Star // J-Live- Braggin&#
39; Writes // Cappadonna- '97 Mentality // Grand Puba- Backstabbers // Smoothe Tha Hustler- Fuck Whatcha Heard // Jay-Z- A Million And One Questions // 2Pac- Ratha B Ya Nigga // 2Pac- Keep Ya Head Up // Schoolly D- Here We Go Again

Chiaramente potete andarci da soli su the-breaks.com per vedere quali sono gli originali, non nascondo la mia ignoranza, da solo ne saprei dire sì e no due o tre. In ogni caso ne mancano un po', vi lascio il resto del divertimento…

Tornando al mixtape, chiude il tutto Tayone con un suo pezzo che, pur non essendo un intenditore di turntablism, mi pare più che valido, cosa che del resto non credo sorprenda nessuno. Ah, dimenticavo i vari shoutouts da parte di M.O.P., Theodore Unit, Enzone outta Anfossi Avenue, Jack The Smoker, Cocoa B's, Danno… cioè, nei fatti non aggiungono nulla, come si sa, sicuramente fanno bello e rendono il tutto ancora più pregevole.

La descrizione dei pezzi mi pare sia stata fatta, per cui direi di passare direttamente alle questione più tecniche: innanzitutto, il mixaggio, ribadisco, è sempre (con eccezioni nel complesso irrilevanti) di ottima qualità. Pulito e senza grossi numeri di scratch o cose così: fila via liscio e non ce ne si accorge nemmeno. La qualità audio è buona, solo in pochissimi casi il suono mi pare leggermente ovattato (tipo il pezzo di Prodigy su Truth Enola, ma forse è solo un'impressione) ma di sicuro non ci sono distorsioni o cose così, oltre che nel complesso ho apprezzato l'omogeneità tra i pezzi, cosa che ricordo spesso in passato andava a fanculo. Ho trovato un'ottima idea l'inserimento di pezzi classici nel repertorio, tuttavia resto dell'idea che il nec plus ultra sarebbe stato inserirli tra un pezzo rappone e l'altro anzichè concentrarli tutti alla fine. Non per ultimo, in certi casi ribadisco la parziale delusione per aver deciso di mettere solo una strofa di un pezzo, anche perchè quando ne seguono tre o quattro tagliati così, alla fine uno resta un po' schizzato. Aggiungo che di cosiddetti classici ce n'è solo un assaggio, per il volume due suggerirei di aggiungerne un paio o al limite di toglierli del tutto (lo stesso discorso vale per le robe francesi). Personalmente son più per la prima opzione, se dovesse interessare a qualcuno.

Chiudo dicendo che i difetti (o presunti tali) rilevati ci sono solo perchè son puntiglioso e perchè, essendo il prodotto è di altissima qualità, è dura trovare altro. Non so, avessi avuto sottomano qualche parruccata di DJ Salcazzo non sarei certo andato ad indagare sul, es., ritardo di 1/2bpm della voce di Masta Ace su Beautiful o sul fruscio dei peli del culo di Prodigy che si sente nel remix. Il buon gusto di Shablo nello scegliere i pezzi e l'abilità nel mixarli sono fuori discussione, nel complesso quindi mi pare sia chiara la mia soddisfazione per Ruff Stuff, dico chiaro e tondo che vale l'acquisto; solo mi chiedo quanto mercato possa avere di questi tempi: in attesa di una risposta, incrocio le dita.

P.S. Avendo avuto la possibilità di scambiare un paio di mail con Shablo, a recensione finita e letta ha aggiunto questa puntualizzazione che riporto qua sotto in quanto tutto sommato la ritengo utile e/o interessante:

"solo per essere (come tu insegni) puntiglioso fino in fondo … la versione di beautiful inserita dentro il mix non è quella presente nel disco di masta ace bensì quella del disco di koolade (il produttore croato che ha fatto il beat) e che evidentemente è diversa da quella che poi è sul disco di masta ace … ma io non c'entro niente niente nel diverso ritornello e sincro, sono scelte diverse di produzione … (tra l'altro ti consiglio koolade, ha prodotto anche pezzi con altri americani tipo el da sensei, e secondo me come produttore è uno dei pii freshi al momento in europa)"

Questo giusto per correttezza e per essere il più precisi possibile, di mio 'sta cosa di Koolade la ignoravo del tutto.

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