Rootical Foundation – Human Rights

by • 03/06/2012 • RecensioniComments (0)1348

Si sa che uno dei concetti fondamentali nel reggae è quello di Unity, unità appunto. Un valore che fa sentire tutti gli appassionati del genere in levare come una grande famiglia. I Rootical Foundation, band nata a Milano nel 2003, sono proprio questo e incarnano a pieno questo spirito. Perché il reggae è innanzitutto cooperazione e mai competizione, come recita il loro slogan. Questo motto è molto evidente in Human Rights, proprio per come è stato generato e per la filosofia e i valori che ci sono dietro.
La famiglia è grande e dà vita a tanti progetti collaterali. Oltre ai live “full band” con 12 musicisti sul palco, Rootical Foundation offre anche uno spettacolo in versione ridotta come “Likkle Family” con il nucleo storico della band, in showcase con voce e cori su riddim come “Rootical Small Crew”.
Dopo l’ottimo primo album Ri-uscire, varie date in giro per l’Italia, un maggiore avvicinamento al genere Nu Roots e un allargamento di formazione che fa toccare i Rootical quota 12 elementi, arriva in questo 2012 Human Rights, il nuovo album.
Nel corso degli anni la band ha collezionato una lunga serie di live e la partecipazione a importanti reggae festival quali Ragga coi Cinghiali (2010), Reggae Radio Station Summer Festival (2010), Filagosto Festival (2011) e ha avuto il piacere di condividere lo stage e aprire a band come Franziska, Eazy Skankers, Krikka Reggae, e artisti internazionali come Ky-Mani Marley (JAM), Raymond Wright (JAM), Sun Sooley (SENEGAL), Gappy Ranks (UK). In questi anni cantante e coriste della band si sono esibiti in decine di showcase in vari locali e centri sociali, accompagnati da diversi selecta e sound system. Un pedigree sicuramente di livello che testimonia la grande qualità d’insieme.
Human Rights è un album che testimonia in maniera lampante la crescita del gruppo e il raggiungimento di una maturità innegabile sia a livello di testi che a livello di sound. Se in Ri-uscire il tutto era ancora in fase embrionale, è in questo Human Rights che possiamo apprezzare un sound completo e molto simile al roots d’annata. I Rootical infatti, come sta a indicare il loro nome, non si sono mai dimenticati del reggae foundation e nei concerti eseguono anche qualche cover di mostri sacri come Culture o Gregory Isaacs per esempio.
Il nuovo album però spazia anche nei vari sottogeneri del reggae come nyabinghi, rocksteady e dancehall, con tracce tutte legate dal leit motiv del rispetto dei diritti dell’uomo universali, essendo questo un concept album. 10 tracce più un’intro a cappella da ascoltare tutte d’un fiato.
Questo è un lavoro che ha coinvolto anche altri artisti e amici della band per dar vita a un album “collettivo” dove le collaborazioni nascono da rapporti di conoscenza vera, stima reciproca e amicizia. Nella title track “Human Rights” troviamo Raphael (outta Eazy Skankers), in “The Key (Education)” la partecipazione di Sun Sooley (from Senegal), in “Many As One” il featuring di PieroDread (Franziska Family) che ha anche curato riprese e mix dell’album presso il Vibes Point Studio di Arluno (MI).
Tanti altri musicisti hanno contribuito alla realizzazione di Human Rights: Nico Roccamo, Matteo Pozzi, Ruben Minuto, Luca Specchio, Michele Galeazzi. L’album comprende anche 3 Dub version a cui hanno lavorato Sandro Nozza e Dread Lion Hi Fi presso il One Drop Studio di Canonica d’Adda (BG). Il mastering è stato curato da Maurizio Giannotti presso il New Mastering Studio (MI) mentre le grafiche a cura di Marco Cesaria presso lo studio Linke di Milano.
Parte della vendita del nuovo album viene devoluta a sostegno dei progetti di STAND UP FOR JAMAICA, associazione che si occupa della difesa dei diritti umani in Jamaica.

Voto: 4/5

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