Romborama

by • 28/10/2009 • RecensioniComments (0)949

Avete presente la dance anni 90 che ancora oggi nelle nostre periferie esce dai finestrini della Uno turbo? Ecco, questa è la versione tuning, col Nos. Tanti bpm, tanti problemi di erogazione e quindi tanto casino, anzi rombo. Gli allergici alla minimal si accomodino. Questi danno le piste anche ai gioielli tecnologici di Zuffenhausen.
In molti hanno individuato nel filone electro-hip-fidget-ghetto-blablabla-house che accomuna Crookers, Blatta & Inesha, Bloody Beetroots… (tutti nati in Italia!) un’attitudine punk, in realtà un’attitudine più estetica che sostanziale (nonostante il passato musicale di Bob Rifo). In realtà il duo in questione è in grado di unire la cattiveria della recente ondata electro-house francese accuratamente privata di quell’eleganza francesina con la capacità di spaccare qualsiasi dancefloor, ricercatezza sonora, arroganza ritmica, boria hip hop. Senza dubbio ciò che caratterizza maggiormente il loro sound sono quei bassoni slabbrati che si accendono a intermittenza come un allarme antincendio (anche qui J Dilla docet). Certi pezzi sono delle vere mazzate, sembra che l’aria che trasporta le onde sonore sia più densa del normale. Dopo i primi giri di prova sarete già stufi di quei pezzi che fanno da collante al disco, ma in realtà servono solo a riprendere fiato (“Second Streets Have No Name”, “Little Stars”, “Mother”), storcerete il naso anche quando i nostri si “accontentano” di fare i Daft Punk (“Fucked From Above 1985”) o i Royksopp (“Make Me Blank”), ma quando rilasciano il Nos si salvi chi può… e non è che stanno lì a centellinarlo. Pezzi come "Cornelius", "Yeyo", "Warp 1.9", "Warp 7.7", "Anacletus" potrebbero esservi letali. Ottime anche le collabo con The Cool Kids e Marracash.
The last but not the least la cover è del grande illustratore Tanino Liberatore.
Disco senza compromessi, per piloti esperti.

 

 

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