Rise & Go

by • 22/04/2011 • RecensioniComments (0)557

Akpalè Serge, dove Akpalè è una storpiatura della parola Ekpalè che in dialetto N’Zima significa bontà o luce appunto, è nato in Costa d’Avorio nel 1978. Fin dalla prima infanzia ha mostrato una grande propensione per la musica e l’arte in generale, tanto da imparare a utilizzare ben presto la chitarra dello zio e ad ascoltare in maniera incessante Bob Marley, Alpha Blondy, Aicha Konè, Culture, Black Uhuru, Lionel Richie, Stevie Wonder e molti altri. A tredici anni Light Soljah ha scritto la sua prima canzone rap, guadagnandosi il soprannome di Ebenzo le Metemore, per via della sua versatilità nell’interpretare diversi generi musicali. La maturità artistica è avvenuta però durante gli anni dell’università, in cui il nome Light diventa una realtà conclamata per via dei testi via via sempre più impegnati e profondi e la voce adattissima a questo tipo di liriche. Nel 2000, militando nel gruppo dei Negromuffin, pubblica il primo album Jah is Love che gli fa calcare i palchi di mezza Europa. Dopo i Negromuffin l’esperienza si allarga con la collaborazione con varie realtà in Francia, Svizzera e Italia. Il ventaglio di esperienza si allarga notevolmente e infatti nella musica di Light Soljah possiamo ascoltare note che vanno da Marvin Gaye a James Brown fino a Ismael Lo e Toure Kunda. Ma il minimo comun denominatore rimane sempre il reggae, sempre molto conscious e illuminato come in questo Rise & Go di ultima pubblicazione. Light Soljah collabora attivamente dal 2010 con la band The Kingstoned, ottima formazione attiva dal 2005 che propone cover di grandi classici dai Third World ai Morgan Heritage. Il sound di base è molto moderno e new roots, grazie anche a delle influenze più dub e rap. L’amalgama tra le due entità è molto forte e riuscita e questo si evince soprattutto nella dimensione live, dove l’energia di Light Soljah e della sua band produce vibrazioni molto positive. L’artista riflette l’esperienza artistica di altri grandi artisti provenienti dalla Madre Africa come su tutti Alpha Blondy o Tiken Jah Fakoly, i cui fiati hanno accompagnato la presentazione dell’album in anteprima a Bologna in data 7 maggio 2011. il disco infatti è stato suonato interamente da elementi della band di Tiken Jah e dal tastierista di Alpha Blondy. L’album, composto da dodici tracce, rappresenta una sorpresa molto positiva nell’attuale scenario reggae. Oggi infatti prevalgono ritimi veloci e testi privi di valore mentre Light Soljah tenta di riportare il reggae alle sue dimensioni originali di roots pieno di significato, di pace, di amore e di non violenza. Un ottimo disco da ascoltare assolutamente, dedicato a tutti gli amanti del buon reggae. 

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