Resistance 3

by • 10/09/2011 • Rubriche, The Game VaultComments (0)529

Secondo brand di Insomniac Games, quello di Resistance è un nome legato a doppio filo al ciclo vitale di Playstation 3. Tornando alle radici, il capitolo conclusivo della trilogia soddisfa pubblico e critica sia dal punto di vista stilistico e del gameplay. Soprattutto nel sontuoso multiplayer. Vedremo l’evoluzione del conflitto fra umani e Chimera. Siamo alla fine del secondo capitolo. Il sacrificio di Nathan Hale, morto per mano del nuovo protagonista (Jospeh Capelli), non è stato vano: dal suo sangue è stato infatti sintetizzato un vaccino, che interrompe il decorso del morbo alieno che ha ormai decimato la popolazione terrestre. Il nostro nuovo eroe, per il suo gesto disperato e perentorio, è stato congedato con disonore dall’esercito, ed è adesso rintanato in Oklahoma, in un piccolo villaggio di disperati che tenta con ogni mezzo di proteggere la propria vita e la propria famiglia. I primi momenti di gioco sono pervasi di amarezza e rassegnazione, mentre scopriamo che oramai l’avanzata delle forze aliene ha seriamente compromesso le speranze di sopravvivenza dell’intera razza umana. Il dottor Malikov, giunto a portare scompiglio nell’accampamento di Joe, chiede al protagonista di imbarcarsi in un’impresa senza speranza, correndo verso New York per distruggere il centro nevralgico di un’infrastruttura che gradualmente sta abbassando la temperatura del pianeta. Capelli viene convinto proprio dalla moglie, che lo sprona a partire, ormai stanca di nascondersi e fuggire. Nel cammino verso la costa est si incontreranno nuovi gruppi di rifugiati: alcuni dediti alla resistenza armata, altri invece affidati solo alle loro preghiere, altri ancora -ubriachi di potere- che razziano il territorio con scorribande terribili. Nella decina di ore necessarie per completare l’avventura, l’utente viene costantemente motivato dalla varietà delle situazioni e dell’armamentario, in un notevole crescendo di ritmi e complessità. Perchè in fondo il punto di forza del titolo Insomniac è proprio il gameplay “vecchia scuola”, che finalmente torna a puntare sulla pluralità e sulla creatività. Il sistema di controllo è immediato: quello di uno Sparatutto ancora legato alla frenesia del frag, fieramente ancorato ad un’eredità in cui le coperture non erano dinamiche, e per ripararsi dal fuoco nemico ci si accucciava dietro una cassa o si spariva al di là di un muro. E questo radicale “ritorno alle origini” viene sottolineato anche dal fatto che non esiste un sistema di ricarica dell’energia. Per rimpinguare la propria vitalità si deve necessariamente raccogliere uno dei medikit sparsi per il livello o, di tanto in tanto, lasciati cadere dai nemici più coriacei. Rapido e reattivo, il buon sistema di mira viene valorizzato da un arsenale di tutto rispetto, formato da vecchie conoscenze e nuove introduzioni. Ogni arma ha le sue particolarità, nonché una funzionalità secondaria in grado di renderla utilissima in qualche particolare situazione. Alcuni esempi. Il Bullseye è una mitraglietta rapida e precisa, il cui fuoco secondario permette di “tracciare” un nemico in modo che tutti i proiettili esplosi si direzionino su di lui. Interessante l’idea di aggiungere un tracciatore laser che evidenzia le traiettorie. Anche la pistola d’ordinanza ci sorprende con un fuoco secondario davvero “scoppiettante”: delle mine a innesco remoto che possono essere appiccicate sui nemici e fatte esplodere a piacimento, magari per sfoltire un intero manipolo. Nel corso dell’avventura si troveranno poi fucili a pompa, mitragliette d’epoca, Sniper Rifle precisissimi: tutte armi interessanti e pratiche da utilizzare.
La varietà dei nemici è parecchio variegata: troviamo gli assaltatori (LongLegs), che saltano da una parte all’altra dello stage risultando decisamente evasivi, o i bruti che caricano a testa bassa forti della loro stazza monumentale. Anche i chimera classici tentano di avvicinarsi al giocatore senza dargli tregua, mentre le teste d’acciaio, dotate di Auger, mantengono la posizione bersagliandoci costantemente. Una delle eccellenze di Resistance 3 è sicuramente il comparto Multiplayer.Da una parte abbiamo la possibilità di giocare in modalità cooperativa tutta la campagna, chiedendo eventualmente ad un amico di raggiungerci al volo. Rispetto alla componente co-op del vecchio capitolo, tuttavia, questa soluzione ci sembra un passo indietro: evidentemente la struttura dei livelli è pensata per il giocatore singolo, e di certo erano più divertenti le arene di Resistance 2 (unico vero punto di forza del predecessore).
La componente competitiva, tuttavia, mostra una qualità eccezionale: i ragazzi di Insomniac si sono ispirati chiaramente a Call of Duty, proponendo una struttura efficace e vastissima. Fra Killstreak e Perks (attivi e passivi), ci si può dedicare metodicamente al potenziamento del proprio personaggio, salendo di livello per potenziare armi e abilità. Il bilanciamento delle abilità è buono, e nonostante le partite con giocatori di alto grado tendano a diventare un po’ confusionarie, i fanatici del frag troveranno pane per i loro denti. Frenetico e veloce, grazie all’inedito armamentario il multi di Resistance mostra un carattere tutto suo. Il valore produttivo di questo comparto è testimoniato anche dalla qualità del Level Design, che ci trascina anche in mappe inedite, non riciclate dalla campagna principale e ambientate in tutto il mondo. Buona la selezione di modalità, fra cui si segnala l’ottima “Reazione a Catena” già sperimentata anche da Uncharted 3 e “Breccia”, modellata sulla base dell’eccellente Rush di Bad Company 2. Dal punto di vista tecnico, Resistance 3 compie una buona prova. Siamo ben lontani dall’eccellenza fatta registrare da altre esclusive, ma il colpo d’occhio complessivo non sfigura. E’ opportuna soprattutto la mole poligonale, adeguata a tratteggiare i profili architettonici delle ampie location. La texturizzazione è buona, riuscendo a caratterizzare al meglio soprattutto i modelli dei personaggi principali e le zone più anguste. Il filtro anti-aliasing è efficacissimo, e il V-Synch evita che il tearing infastidisca gli sguardi più attenti. La fluidità è buona.
D’alto livello il doppiaggio italiano, sempre molto espressivo e con voci assolutamente azzeccate. Resistance 3 è un’ottima esclusiva, nonché la perfetta evoluzione di un brand che fino ad oggi ha degnamente accompagnato la console Sony. Quando si dice chiudere in bellezza…

GRAFICA: 8
SONORO: 9
GIOCABILITA’: 9
LONGEVITA’: 9
VOTO FINALE: 9

HOT SPOTS:
–    Trama ottima
COLD SPOTS:
–    Grafica un po’ sottotono rispetto al complessivo

Produttore: Sony
Sviluppatore: Imsomniac Games
Genere: Shooter

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