Report del Place 2 Be (ad opera degli organizzatori)

by • 09/12/2010 • NewsComments (0)456

Come avevamo promesso, vi teniamo aggiornati sulle comunicazioni inviate dagli organizzatori del Place 2 Be. Questo è il report ufficiale dell'evento, diffuso da loro in prima persona, che contiene anche le iniziative che questo collettivo si impegna a sostenere.

150 posti a sedere, quasi coperti (ricordiamo neve e maltempo un po' ovunque hanno ostacolato gli
spostamenti), si rimanda in attesa dei “soliti ritardatari” l'inizio del dibattito alle ore 16.
Porte chiuse, Dj Enzo da il benvenuto alla gente presente, il dibattito inizia.
Uno storico fatto di passa parola tra Dj Enzo, NextOne, Dj Skizo, Jad, Esa, più tardi Yared, Max
Mbassado', Mastafive, Inoki, numerosi altri che doveva essere una “prefazione” e invece diventa il
tema principale.

Ma i termini dello storico sono davvero emozionanti.
Nessuno parla di qualcosa che non c'è più, bensì al contrario di qualcosa che c'è, che è il vero
motivo per cui quelle persone si trovavano in quel posto.

Il discorso è articolato, però scorre via abbastanza veloce: questo è quello che abbiamo ottenuto, e
non è solo il risultato del nostro impegno personale nelle discipline che ci interessano, ma quello
che ci lascia dentro e ci accompagna in ogni cosa della vita. Come possiamo preservarlo nella sua
totalità e integrità, perchè arrivi domani ad altri?

E si parla quindi di una 5 disciplina, l'Arte del Tramandare, del far arrivare agli altri.
Parlando del rap come elemento dell'HIP HOP, ormai per i più drammaticamente dissociato dallo
stesso, e diventato genere musicale a sé stante, si dice che chiaramente il rap può trattare di
qualsiasi argomento ed essere fatto a piacere, ma l'HIP HOP ha delle caratteristiche precise e
quando si parla di evoluzione di genere, non si tratta certo di stravolgerlo e dissociarlo dal
resto.

Ci si chiede in forma di autocritica, com'è possibile che sia accaduto tutto questo, è la risposta
comune è che mancano i punti di aggregazione davvero importanti, che non possono essere i
singoli punti vendita (cosa che capita spesso con i negozi di street wear, forse uno dei pochi punti
d'incontro rimasti per buona parte delle teste HH sparse nel paese), ma devono tornare ad essere le
jam: contesti di interazione e scambio in cui era possibile fare musica, confrontarsi con altre realtà
e crescere attraverso questo momento di reale socializzazione.

Tutti d'accordo sul fatto di vedersi, di confrontarsi, di riorganizzare delle jam e di perseverare questa
buona abitudine di incontrarsi periodicamente e quindi discutere e scambiare i vari progetti, le varie
idee e proposte, discutere le varie necessità.

Finalmente, proprio da un “adulto” del dibattito parte un'affermazione importante: “Non so come,
ma dobbiamo trovare il modo di creare una black list: quel promoter si è comportato male, non ti ha
pagato o ha marciato troppo sul tuo cachè, dillo, tutti devono saperlo”. E dai questa affermazione:
“Non sarebbe male pensare a un sindacato che tuteli la nostra categoria”.
Queste affermazioni, collegate a quanto detto prima e ai contenuti dei vari interventi, si riassumono
nella seguente conclusione:

“Abbiamo bisogno di un mezzo di comunicazione al di fuori di qualsiasi schema di amicizie e
favoreggiamenti, basato su un accettabile presupposto meritocratico, in cui le singole realtà – non
importa che vengano da una città o da un paese di provincia – possano liberamente pubblicare i
propri comunicati e le proprie segnalazioni. (…) E' ovviamente necessario che un gruppo di persone
incaricate, possa selezionare i contenuti da mettere in evidenza, in base a dei criteri di importanza
che rimangono da discutere (quindi idee e proposte sono già da ora benvenute)”.
“E' necessario che sia creata un'Associazione Culturale, con possibilità di svolgere attività di tipo
sindacale, con finalità principali: la tutela dell'artista, l'organizzazione di eventi, la promozione della
della cultura HIP HOP, l'archiviazione di informazioni di interesse collettivo al fine di tramandare la
conoscenza acquisita attraverso le varie esperienze nelle varie discipline” e molto altro.
Ottimo e apprezzato l'intervento di NOTE LEGALI sul tema Creative Commons e S.I.A.E.

CONCLUSIONI DIDATTITO PLACE2BE
L'organizzazione è molto soddisfatta, ed è già operativa per la creazione del portale e dello statuto
che vorrà discutere con tutti gli interessati durante il prossimo imminente Place2Be, del quale
saranno divulgate informazioni attraverso la pagina su FaceBook
http://www.facebook.com/pages/Place2be/154500627929244
Oppure sul sito http://www.extralad.com e in futuro, http://www.perlacronaca.org (il dominio del
portale che stiamo per lanciare).
Vista la mole di lavoro necessaria per mettere in piedi tutto questo, e soprattutto visto che si tratterà
d'interessamento spontaneo di un A-Team di tecnici e comunicatori, annunciamo che saranno
necessari circa 3 mesi da gennaio 2011 per dare forma ai primi due obiettivi (portale + statuto
associazione).

Siamo già al lavoro.

Ogni vostra idea, stimolo, critica costruttiva, input creativo è per tutti noi di vitale importanza.
Per questo motivo, vogliamo invitarvi a seguire i nostri passi e se ciò che stiamo facendo vi piace,
di seguirci, nella nostra crescita partecipando attivamente ad essa.

Un grazie speciale va a tutti quelli che ci hanno supportato dall'inizio, quelli che si sono messi in
moto per raggiungerci a Bologna dal nord e dal sud Italia: il nostro impegno nei vostri confronti è
quello di valorizzare l'HIP HOP in tutte le sue manifestazioni, di non limitarci al rap e di cercare
con ogni mezzo necessario di trasmettere quel senso di appartenenza perduto, anche a chi oggi non
ha colto o capito che la musica rap, è parte di qualcosa di immenso, più grande di qualsiasi
religione: l'HIP HOP. [ cit. Erykah Badu “The Healer” ]

QUALCHE AUTO-CRITICA COSTRUTTIVA
1) Ci sono state troppe interruzioni “spontanee” generate da interventi urlanti tra il
pubblico: una situazione un po' pittoresca, ma dichiariamo in questa sede, di non
essere disposti a rinunciare ad essa, perlomeno, non completamente;

2) Tra le interruzioni, alcune hanno riguardato profili professionali che avremmo
comunque voluto sentire fino in fondo e che sono stati fermati da singoli e non per
parere generale. Come Damir, che nel contesto del tema dei MEDIA (praticamente
rimasto “non trattato” rispetto ai termini in scaletta, quindi da riprendere) non ha
potuto completare il suo intervento;

3) Vi è una bolla di ego da ridimensionare, da non confondere con la legittima richiesta
che un veterano possa avere in merito al rispetto per le sue capacità e tutto il resto;

4) Durante i prossimi Place2Be il dibattito deve seguire una scaletta e gli interventi
devono essere più orientati alla formazione-informazione dei partecipanti;

5) Il Place2Be deve predisporsi per dare voce a realtà giovani, che abbiano temi o
discussioni da proporre a fini di crescita collettiva.

Fonte: EXTRALAD | http://www.extralad.com | [email protected] 

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