Reggae d'Africa

by • 05/04/2008 • ArticoliComments (0)1201

Inutile dirlo. L'Africa è la vera patria d'elezione per la reggae music. La realtà, la storia e la cultura africane stanno alle basi di questa musica, sia dal punto di vista strettamente musicale e ritmico sia dal punto di vista ideologico e spirituale.
Ma paradossalmente questo straordinario continente non ha prodotto moltissimi cantanti che sono giunti alla ribalta internazionale.

Il nome più famoso del reggae africano è certamente l'ivoriano Alpha Blondy che continua a sfornare un successo dopo l'altro, anno dopo anno. La sua Jerusalem è oramai entrata nell'olimpo delle più belle canzoni del reggae di tutti i tempi. Alpha Blondy aveva un destino già scritto come insegnante nel suo paese, ma dopo avere assistito ad un concerto di Burning Spear negli Stati Uniti, decise di volere cantare proprio quella musica. Per questo motivo fu fatto anche ricoverare per un periodo di tempo dalla famiglia all'interno di un ospedale psichiatrico.

Poi c'è l'indimenticabile Lucky Dube, il grande artista sudafricano scomparso proprio quest'anno, ucciso da alcuni rapinatori mentre stava accompagnando i figli a scuola. Il suo modello era Peter Tosh e la sua musica ne rispecchiava in pieno lo stile.

Ultimamente si sta comportando molto bene anche il maliano Tiken Jah Fakoly, allievo ed erede di Alpha Blondy, e grande vessillifero del reggae impegnato in Africa. La sua vita è paragonabile a quella di un romanzo. Ha vissuto gran parte della sua vita in esilio per via dei suoi testi infuocati che rivendicano di libertà e giustizia.

Oltre a questi tre nomi c'è molto poco di conosciuto. Ma certo questo non significa che la scena africana non proponga nient'altro.
L'etichetta Makasound ha il merito di dare costantemente spazio e voce a quegli artisti africani molto talentuosi che altrimenti non avrebbero alcun tipo di opportunità.
Il primo artista di cui voglio trattare è il nigeriano Bishob. Bishob è nato a Benin City nel 1973 e nel 1996 lascia il suo paese in favore del Mali. Proprio qui 9 anni dopo incontra Manjul. Dal sodalizio tra questi due giovani artisti nasce l'ottimo album Get Up and Try. Il titolo già contiene l'intero spirito di tutto il lavoro. Un disco denso di ottime melodie e buone vibrazioni. Il disco presenta ben 19 tracce poiché sono incluse anche le 9 dub tracks prodotte da Manjul. Il disco è stato interamente registrato al Humble Ark Studio di Bamako.
Stupende le tracce Chant a Song, Hot Time in Freetown, Broken Record e One Love.
Interessante evidenziare come il disco sia un frutto multiculturale perchè la voce è appunto del nigeriano Bishob, la maggior parte dei testi è stata scritta dall'autore della Sierra Leone Johnson Ian Abioseh, mentre la musica è stata composta dal francese Manjul.

L'altro artista di cui è doveroso parlare è la giovane promessa Takana Zion. Nonostante i suoi 21 anni il ragazzo dimostra già molta stoffa. Il suo album di esordio è Zion Prophet e in esso viene testimoniato tutto l'amore e la fede nei confronti di Jah. C'è posto anche per la denuncia delle aspre condizioni di vita di tutto il popolo africano. In piena tradizione degli artisti d'Africa anche Takana Zion unisce all'inglese e al francese due lingue africane: il Soussou e il Malinke. Tutti i generi sono contemplati dalla dancehall al roots, con note di Blues come in Sweet Words. Lo stile del giovane cantante ricorda leggermente quello di Sizzla Kalonji degli esordi. Il disco è stato pubblicato dalla Makafresh, una sottoetichetta della Makasound che si occupa esclusivamente dei nuovi talenti.

Ecco un piccolo spaccato di una parte di mondo musicale che troppo spesso viene a torto ignorata.   

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