Rebelution

by • 21/10/2006 • RecensioniComments (0)1013

Dopo l’ultimo ottimo album del 2004, intitolato Gangsta blues contenente la famosissima hit It’s a pity, Tanya Stephens è tornata sulla scena con l’album nuovo di zecca Rebelution. Ed è ancora successo. Forse anche più di prima.

Sì perché Rebelution è un disco molto maturo che permette a Tanya di spaziare dal serio al faceto, dalla dancehall al più classico conscious roots reggae con una facilità realmente disarmante. La sua voce piacevolmente nasale ben si presta a qualsiasi tema trattato nel disco, adattandosi in maniera perfetta ad ogni circostanza.
Ma partiamo dallo stupendo primo singolo, intitolato These streets. È un pezzo molto particolare che accosta una cantata serrata tipicamente dancehall ad un lento e tranquillo accompagnamento di chitarra acustica. Esperimento pienamente riuscito! La canzone è molto profonda e racconta di una realtà molto comune in Giamaica in cui spesso le donne sono maltrattate e poco considerate dai loro uomini che si atteggiano a rude boys. Ma il ritornello parla chiaro e dice tutto: “These streets don’t love you like I do”.

Ma Rebelution non si ferma solo a questo; parla anche di molto altro. In You keep looking up Tanya esorta tutti noi a non aspettare il paradiso perché il paradiso è già qui sulla Terra ogni giorno ma noi non ce ne rendiamo neppure conto. In Do you still care vengono toccati gli scottanti temi del razzismo nella prima strofa mentre dell’omofobia nella seconda. O ancora Warn them condanna senza remore la violenza e la guerra.
Ma Tanya, lo sappiamo bene ormai, da il meglio di sé quando parla di sessismo o di amore, spesso quest’ultimo con un triste finale. Cherry brandy racconta di quando a volte l’alcool diventa il tuo unico amico quando vieni mollato da qualcuno, in To the rescue Tanya enuncia i difetti delle donne che molto di frequente finiscono per stressare i propri uomini, mentre in Damn you viene espressa tutta la rabbia dell’amare e non essere amati.

Ma il disco non è tutto così serioso. C’è anche posto per le frivolezze nella grandissima ecletticità di Tanya Stephens. To the limit, ad esempio, parla della vita vissuta sempre a pieno, con un ritmo dal sapore ska grazie all’uso sapiente di trombone e chitarra vecchia scuola. Mentre in Put it on you Tanya, da vera regina delle dancehall, spiega chiaramente e senza troppi giri di parole cosa vuole da un uomo. Viva la sincerità!
Ma le sorprese non sono finite. Sì perché se controllate bene la confezione del disco vi accorgerete che è presente un altro disco o meglio un dvd. In questo dvd è contenuto un unplugged acustico risalente a Gennaio in cui Tanya presenta le tracce di Rebelution a pochi critici e fans, non dimenticandosi però di cantare le hit del vecchio disco come It’s a pity. Ascoltare pezzi dancehall in versione acustica: esperienza da provare. Nel dvd, inoltre, sono contenuti stralci di interviste della cantante e dei produttori nonché i videoclip di It’s a pity e These streets. Insomma che dire…ben tornata Tanya, ci sei mancata!

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