Realtà, stile, conoscenza

by • 05/10/2005 • RecensioniComments (0)908

Secondo album per il talentuoso duo di Lodi approdati, dopo l’esordio autoprodotto “Save the vinyl”, alla corte della Suite records di Torino.

Un lavoro completo che ben delinea lo stile e gli intenti dei protagonisti.

Sin dalla prima apparizione i ragazzi si sono fatti portavoce di una certa frangia purista,a dire il vero quasi scomparsa nell’hip hop italiano tesa a difendere il gusto originale della faccenda con prese di posizione estreme,la più significativa o meglio quella che più incide sul disco è la scelta di utilizzare solo sample estratti da vinili,esattamente come era in principio.

L’abum ha un gusto classico che ricorda le produzioni newyorkesi dei primi anni novanta;beat perlopiù prodotti da Fatfatcorfunk pregni di sonorità soul e funk,campioni ricercati e soluzioni mai scontate.Le rime dell’ mc si sposano perfettamente con le singole produzioni creando in quasi tutti i pezzi un piacevole connubio.

Fatfatcorfunk ha un rap schietto e diretto,ha una buona tecnica e riesce a mescolare virtuosismi e contenuti riuscendo a risultare comprensibile anche negli sleghi più complicati.

Alla base delle argomentazioni la vita tra i “palazzi” e le relative storie di singoli protagonisti che Fat ha incontrato nel suo percorso.

Tracce come “Love tragedy” o “Fottuto trauma giovanile” affrontano argomenti difficili e delicati con una schiettezza mai volgare che lascia riflettere a lungo,peccato per la scelta di ritornelli poco incisivi,quasi parlati che spezzano la tensione della strofa,ma bloccano il bel fluire dei due pezzi.

Altri pezzi sono atti d’amore nei confronti della cultura hip hop nella sua interezza con riferimenti precisi agli artisti che hanno forgiato specialmente nei momenti più difficili (“La mia salvezza”) il percorso del duo a dimostrazione di quanto l’attaccamento alla cultura sia stato fondamentale per procedere a testa alta tra le sventure di tutti i giorni.

Buoni gli interventi di dj Nessinfamous capace di completare le tracce con interventi di scratching ben studiati e sviluppati utilizzando sample da classici americani.

Altrettanto validi i featuring di: One mic,Jack the smocker e Gomez al microfono e di Rubo al campionatore.

Nel complesso un buon album di hip hop classico a volte troppo criptico per essere compreso e gustato a fondo ma che sa emozionare e intrattenere chi ha voglia di superare l’impatto del primo ascolto.

Per info: www.la-suite.it

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