Re Senza Corona: Gianni Bismark conquista Roma e ce la racconta

by • 25/02/2019 • Copertina, RecensioniCommenti disabilitati su Re Senza Corona: Gianni Bismark conquista Roma e ce la racconta1149

Dopo un periodo in cui sembrava essersi allontanata dai riflettori, rimanendo però in perenne fermento nel sottosuolo, la scena romana è tornata prepotentemente protagonista del rap game italiano degli ultimi anni. Il discorso va ben oltre quello meramente legato al valore intrinseco dei prodotti: prendendo come esempio la Dark Polo Gang, il loro impatto come personaggi è stato innegabile, a prescindere dai gusti musicali e dall’analisi qualitativa. Moltissimi nomi hanno coniugato qualità e numeri, ridando lustro ad una delle capitali del rap italiano: Coez, Carl Brave & Franco 126, Ketama e tutto il resto del team 126, la stessa DPG, Achille Lauro e la sua No Face R.Y.C.H., Rancore e i suoi ultimi progetti. L’ultimo ad aggiungersi a questa schiera di nomi importanti è quello di Gianni Bismark, rapper cresciuto nel quartiere di Garbatella, che ha esordito nel 2015 con un mixtape omonimo. A quattro anni da quell’esordio, e a tre dal primo album Sesto Senso, Bismark ha rilasciato Re Senza Corona, il suo primo progetto da quanto è entrato nella scuderia Triplosette Ent. (continua dopo l’immagine)

A voler estremizzare il valore di sintesi, Re Senza Corona può essere definito un progetto che incarna la romanità più verace, quella istintiva, di cuore, che sa di poter sbagliare, che sa di dover gestire determinate situazioni con fermezza, ma che sa anche di poter essere indulgente, quando serve. Gianni Bismark racconta una Roma giovane, sbarazzina, alla quale le regole stanno strette – ma non per un desiderio di ribellione contro il sistema, non per bisogno di attenzioni, quanto più perché tutto è guidato da un’insaziabile fame di libertà. Gli intermezzi parlati che fanno capolino nel disco lasciano infatti trasparire questa insofferenza alle restrizioni, questa voglia di essere se stessi contro tutti e tutto, facendo sempre gruppo e mettendo quel gruppo prima di qualunque cosa. La solidarietà tra amici è infatti un altro punto fermo del lavoro di Bismark: l’affetto per i propri amici storici arriva all’ascoltatore in maniera pura, genuina, per certi versi anche grezza, poiché l’artista rincorre la naturalezza, non la spettacolarità. Le immagini narrate sono infatti semplici ma d’impatto, riescono a concentrarsi su dettagli all’apparenza insignificanti, ma che da soli riesco a rendere l’intera magia di un attimo; che sia il cielo su Roma di notte, una corsa in due sul motorino o una cena con un quartino di vino, tutto diventa più vivido, più pulsante, più affascinante.

Re Senza Corona non è un progetto che intende far leva su tecnicismi impressionanti o velleità metriche particolari: il rappato di Bismark scorre con semplicità, arriva in maniera diretta, con una delivery non pirotecnica ma sicuramente efficace. Alcune sbavature sono più che giustificabili, vista la giovane età del rapper, che però bilancia il tutto costruendo un immaginario vivido, in grado di trasportare l’ascoltatore e immergerlo completamente in una Roma che sembra tanto realistica quanto – a tratti – fiabesca. I featuring del disco lo aiutano nell’impresa, calandosi alla perfezione all’interno della cornice capitolina, senza appropriarsene però indebitamente – soprattutto quando si tratta di artisti non provenienti dalla capitale, come Izi – perfetto in Pregiudicati – o Ntò – presente in Soldi Sporchi, forse l’unico brano che stona a livello di atmosfere. Franco126, Ketama126, Pretty Solero e la Dark Polo Gang sono semplicemente perfetti, allineati con la narrazione di Bismark fino al dettaglio. (continua dopo il video)

Re Senza Corona ci restituisce un ritratto di Roma che va a completare il mosaico costruito negli ultimi anni dai nomi citati ad inizio articolo. Una città non perfetta ma vibrante, emozionante, dal gran cuore e ricca di passione. Se la Dark Polo Gang aveva portato i suoi fan in zona Parioli, mentre Carl Brave e Franco li avevano portati sulle scalinate vicino Trastevere, Gianni Bismark fa sedere l’ascoltatore in una bellissima osteria, tanto caciarona quanto genuina. Con davanti una carbonara ed un bicchiere di vino, mettete in play Re Senza Corona: vi sembrerà di essere a Roma.

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